Il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige lottò per mantenere le origini degli X-Men fedeli ai fumetti nel primo film diretto da Bryan Singer.

Ieri, 14 luglio 2020, si è celebrato il 20º anniversario dell’uscita nelle sale del primo X-Men diretto da Bryan Singer che, insieme alla trilogia di Spider-Man di Sam Raimi, ha contribuito al successo del genere dei cinecomics per come lo conosciamo oggi. Non tutti sanno, tuttavia, che l’attuale presidente dei Marvel Studios Kevin Feige ebbe un ruolo fondamentale nel conservare l’essenza dei personaggi anche sul grande schermo.

Nel corso di uno speciale pubblicato da Observer in occasione della commemorazione dell’anniversario, Ralph Winter ha ricordato il coinvolgimento di Feige sul set della pellicola, spiegando quanto il produttore tenesse alle origini fumettistiche degli X-Men:

“Lo studio voleva il pubblico più ampio possibile, in modo tale che incassasse la cifra che si aspettavano. Ci fu un po’ di resistenza inizialmente alla fedeltà ai fumetti. Kevin Feige [l’assistente di produzione della Donner sul set del film] era nel bel mezzo di tutto questo. Non aveva molta voce in capitolo all’epoca, ma prestava molta attenzione ai personaggi e ci ricordava ‘Ehi, potete fare questo ma è da qui che viene il personaggio. È qui che hanno ottenuto i poteri, quindi tenetelo a mente quando lo fate.'”

Come spiegato in un’intervista con Vanity Fair nel 2017, inoltre, Kevin Feige fu responsabile della caratteristica acconciatura di Wolverine, per la quale furono necessarie numerose ore di lavoro per evitare di rendere il risultato finale ridicolo:

“Lo stilista fece una versione ridicola all’inizio. Se lo riguardate, [Hugh] ha dei capelli molto particolari nel primo film. Ma quello è Wolverine! Non mi è mai piaciuta l’idea che le persone non provassero a fare determinate cose per il potenziale rischio di farle sembrare ridicole. Qualsiasi elemento presente in un fumetto ha il potenziale per sembrare ridicolo. Ma questo non significa che non puoi provare a renderlo figo.”

In un’intervista rilasciata con MTV News nel 2018, peraltro, lo stesso Hugh Jackman rivelò che i fumetti erano “proibiti” sul set del primo X-Men e che fu proprio Kevin Feige a consigliargli le migliori storie sull’artigliato canadese:

“I fumetti erano banditi sul set perché Bryan Singer voleva prendere seriamente i personaggi dei fumetti come personaggi reali e tridimensionali. Diceva spesso ‘Le persone che non capiscono questi fumetti potrebbero pensare che siano monodimensionali‘. Quindi a nessuno era permesso portarli, erano illegali. Io non avevo mai letto le storie degli X-Men, quindi le persone me li infilavano di nascosto sotto la porta. Li leggevo e li trovavo brillanti.”

“Andai nell’ufficio di Kevin Feige e la parete non era tappezzata solo di fumetti e poster ma anche di circa 600 figurine dei vari personaggi. E mi chiedevo ‘Cosa dovrei leggere?’ e lui mi rispose ‘Dovresti leggere questo. E le storie ambientate in Giappone. E devi recuperare le origini’. Quindi mi consigliava la roba da leggere per prepararmi al ruolo, e siamo rimasti amici da allora.”

Kevin Feige X-Men

SINOSSI
In un mondo futuro i bambini nascono con un fattore speciale nei geni, il fattore X, che li rende mutanti e conferisce loro poteri speciali. Il senatore Robert Kelly semina intolleranza e pregiudizio nei confronti di questi esseri scontrandondosi con il Professore Charles Xavier che cerca di fermare l’odio nei loro confronti. Per opporsi a Magneto, un mutante a cui è stata uccisa per mano dei nazisti l’intera famiglia e che ora nutre un desiderio di vendetta nei confronti dell’umanità, Xavier crea un gruppo speciale di mutanti, gli X-Men.

Fonte