Con quest’ultimo film sugli X-Men, la Fox dice addio all’Universo dei mutanti e in questo nuovo speciale ripercorreremo tutto il percorso sin dagli esordi nel lontano 2000.

Dopo ben 19 anni, Fox si prepara a dare il suo ultimo addio ai mutanti della Marvel con X-Men: Dark Phoenix, dopodiche sarà compito della Disney e di Kevin Feige realizzare nuovi film ed integrare i personaggi nel già vasto Universo Cinematografico Marvel. Un lungo percorso che, diciamoci la verità, ha regalato spunti molto interessanti (il riavvio della saga con X-Men: L’Inizio, giusto per fare un esempio) e molti dolori (basta dire X-Men: Conflitto Finale). L’esperienza dei cinecomics della Fox ha sempre fatto un po’ discutere con una qualità di film non sempre all’altezza delle potenzialità dei personaggi, ma che ha saputo anche sorprendere grazie a film come Logan oppure su Deadpool.

Con X-Men: Dark Phoenix, in uscita il 6 giugno si chiude l’intero arco narrativo e intorno a questo film c’è grandissima curiosità: si tratta comunque della versione apparentemente giusta di Conflitto Finale (a detta di alcuni attori) e i fan sperano in una chiusura degna di 19 anni di storie.

In questo nuovo speciale, il secondo in collaborazione con Fox e OPI per la promozione del film (clicca qui per maggiori dettagli), vi portiamo in un lungo viaggio tra grandi vittorie e fallimenti di questa saga, che ha l’enorme merito di aver contribuito al successo dell’intero genere di cinecomic.

La prima trilogia, l’inizio di tutto

Anno 2000, il concetto di cinecomics non era così diffuso come oggi, Bryan Singer presenta il primo capitolo sugli X-Men, una squadra, non nella formazione originale come nei fumetti, che si prepara a combattere Magneto impegnato nella sua personale lotta contro l’umanità. L’idea è molto interessante, ci sono cose buone (soprattutto per il periodo in cui è uscito) ma non mancano i dubbi dei fan. La scelta dei costumi in pelle non è apprezzatissima, mancano personaggi fin da subito come Nightcrawler, Angelo e Gambit. Principalmente il film viene raccontato più nell’ottica di Wolverine e Rogue, veri protagonisti della storia, che spesso risulta troppo incentrata su di loro e poco sui protagonisti reali: gli X-Men nel loro insieme. Ma nonostante ciò, il risultato è ottimo, ben apprezzato nel suo complesso dalla critica.

Stessa situazione per X-Men 2, sempre di Singer, stesso scontro con Magneto ma con un’aggiunta di trama sulla scoperta delle origini di Wolverine, sempre vero protagonista del film (tanto valeva chiamare i film come i fumetti “Wolverine e gli X-Men”), ma con un finale triste che anticipa ampiamente il terzo e ultimo capitolo. Qui arrivano i problemi. X-Men: Conflitto finale lascia l’amaro in bocca poichè si dovrebbe basare principalmente sulla Fenice e Jean Grey, ma il regista Brett Ratner introduce la “Cura”, un siero in grado di eliminare il gene mutante.

L’idea poteva anche funzionare, forse se gestita meglio, ma la resa è pessima e ben lontano dal capolavoro di Chris Claremont con la Saga di Fenice Nera. Negli ultimi due film vediamo l’esordio di Nightcrawler (solo nel 2), Bestia e Angelo nel terzo capitolo. Considerando che sopratutto il terzo è ancora Logan-centrico, sarebbe stato bello vedere una squadra di mutanti collaborare tra loro veramente e non lasciare tutto nelle mani di Wolverine.

Wolverine, il “super anti-eroe” che ha riscattato la Fox

Hugh Jackman

Gli spin-off hanno sempre affascinato, dando la possibilità di concentrarsi su un unico personaggio ed esplorare il suo passato. Se parliamo di Wolverine, beh allora c’è molto da raccontare e X-Men: Wolverine Le Origini è stato un discreto inizio. Da una parte l’idea è interessante perchè magari offre la possibilità di vedere nuovi personaggi come Gambit (poi ne parleremo), ma falliscono totalmente quando presenta Ryan Reynolds in una version di Deadpool che…semplicemente non possiamo definire Deadpool. Comunque vada, la pellicola sembra ricollegarsi perfettamente con il primo X-Men grazie alla parte finale in cui Logan perde la memoria e non ricorda più nulla.

Se il sequel Wolverine – L’Immortale non è stato accolto molto bene dalla critica e dai fan, pur regalando delle ottime sequenze, Logan, terzo e ultimo film, è stato considerato uno dei migliori cinecomics di sempre. Partiamo dal presupposto che personaggi del genere non possono esistere con il “freno a mano tirato”, ma hanno bisogno del Rated-R, un rating che lascia molta più libertà di azione e soprattutto violenza, non forzata, ma dovuta visto la natura del personaggio. Con questo film Hugh Jackman ha dato addio al suo personaggio nella migliore interpretazione possibile in un piccolo capolavoro che rimarrà impresso per anni nei cuori dei fan.

Deadpool, il mercenario chiacchierone che infrange gli schemi dei cinecomics e porta nei cinecomic la rottura della quarta parete

Non può essere considerato uno spin-off degli X-Men effettivamente, ma parliamo sempre di ambito mutante. Dopo la vergognosa apparizione nel primo film di Wolverine, Fox decide di puntare su questo personaggio e di ripartire da un lontano progetto mai sviluppato, affidando di nuovo la parte del protagonista a Ryan Reynolds. L’attore ci ha messo anima e corpo, seguendo sin dal principio le lavorazioni del film e mettendoci tutta la sua passione per il personaggio, arrivando addirittura a pagare di tasca sua gli sceneggiatori per rifinire lo script. Il risultato? Perfetto. Un film che non ha una grande trama complessa e profonda, ma che nella sua linearità mostra tutto ciò che abbiamo sempre letto nei fumetti. Divertente, brutale, ricco di azione, comicità e continue prese in giro sui film della Fox, come se per Wade non esistessero confini.

L’intelligenza della Fox è stata quella di lasciare libertà totale al personaggio come sul film Logan, scegliendo il Rated-R ma aggiungendo anche la rottura della quarta parete, elemento fondamentale per la caratterizzazione del Mercenario Chiacchierone.

Dopo Deadpool, si è tornati prepotentemente a parlare di cinecomic vietati ai minori e persino i Marvel Studios, che hanno sempre optato per un PG-13, hanno considerato l’idea. Un successo senza precedenti, che ha portato nelle casse ben 783 milioni di dollari.

Mentre si attende con ansia Deadpool 3 e X-Force (confermati sia da Reynolds che da Rob Liefeld), i fan erano preoccupati del fatto che il passaggio a Disney potrebbe comportare uno stravolgimento del  personaggio, ma il CEO di Disney ha affermato che “Deadpool rimarrà così anche con Disney”…dopotutto, se una cosa funziona, perché cambiarla?

Reboot per i mutanti: mettiamo un bel punto e si va a capo

Dopo la prima trilogia, Fox ha deciso di narrare le prime avventure degli X-Men e i primi scontri tra Magneto e Charles Xavier. X-Men: L’Inizio viene affidato a Matthew Vaughn, che propose alla Fox di realizzare un’intera trilogia, che sarebbe poi culminata con un crossover con i vecchi personaggi.

Affascinata dall’idea di questo crossover, la Fox è saltata direttamente al terzo capitolo, abbandonando l’idea di un film su Wolverine negli anni ’70 (Vaughn aveva proposto Tom Hardy per il ruolo) e producendo X-Men: Giorni di un Futuro Passato che si ricollega alla fine di Wolverine – L’immortale. Nel film, Logan viene spedito nel passato per correggere gli errori di Mystica che hanno portato alla quasi totale estinzione dei mutanti.

Il film sarà comodo per cercare di correggere la linea temporale degli X-Men ed integrare vecchia e nuova saga, gettando al tempo stesso le basi per nuovi film con i “giovani” mutanti. L’idea alla base di tutto era quello di realizzare storie con salti temporali di 10 anni ed infatti nel 2016 X-Men: Apocalisse ci porta negli anni ’80, dove Xavier gestisce la sua scuola di mutanti e vediamo dei giovani Ciclope, Jean, Tempesta, Nightcrawler, e Pietro Maximoff. Un periodo dove la squadra degli X-Men che conosciamo non esisteva ancora, ma che si forma ufficialmente nel finale di film, stesso finale che mostra il potere latente di Jean Grey, in un chiaro riferimento alla Fenice.

Prima di passare all’ultimo capitolo, facciamo un passo indietro. Essenzialmente è stato molto interessante vedere come si è formata la squadra, non una vera forzatura, ma ben studiata, facendoci capire ancora di più l’odio di Magneto verso l’umanità (reso nel migliore dei modi da uno strepitoso Michael Fassbender). Di problemi ce ne sono stati purtroppo anche qui, con un incipit molto interessante non sfruttato adeguatamente e con Apocalisse che è risultato uno dei villain meno apprezzati dai fan per una resa visiva decisamente discutibile, tanto da far dubitare già da subito su Dark Phoenix. Senza considerare che Mystica viene trasformata in una sorta di eroina che alla fine non è mai stata nei fumetti, facendo storcere il naso a molti fan.

X-Men: Dark Phoenix, cosa ci aspettiamo dall’ultimo film?

Dark Phoenix

Per me gli X-Men sono sempre stati i più apprezzati tra i supereroi Marvel, con tutte le loro diversità e le loro caratteristiche uniche. Vedere la degna conclusione della saga sarebbe un sogno per ogni fan, certi di un riscatto almeno sul finale di un prodotto mai gestito a pieno potenziale.

Se ci pensate bene se sarà buono o pessimo cambierà poco, comunque si tratta dell’ultimo film della saga, ma il regista Simon Kinberg ha le idee chiare ed è intenzionato a dare al mondo qualcosa di unico, provando a mostrare il lato più dark dei personaggi, divisi tra loro e in conflitto sulla situazione contro Jean Grey, interpretata da Sophie Turner, sempre più in difficoltà a controllare i suoi poteri.

Quello che tutti noi vorremmo è sicuramente una realizzazione migliore della Saga della Fenice Nera, che faccia dimenticare Conflitto Finale, e i mezzi per farlo potrebbero e dovrebbero averli.

Appunti sparsi: i film annunciati e quelli che non vedremo mai

New Mutants

A pensarci bene “film annunciati” si sposa quasi del tutto con “non vedremo mai”, ma c’è un’eccezione: New Mutants, spin-off degli X-Men di Josh Boone e riadattato in chiave horror. Il film è pronto, ma dopo una travagliata fase di produzione è stato posticipato ad aprile del prossimo anno per via di una sessione di riprese aggiuntive, che daranno ancora più effetto horror ed introdurranno nuovi personaggi.

Kitty Pride è un altro film che è stato però solo annunciato e Brian Michael Bendis starebbe tutt’ora lavorando alla sceneggiatura, ma dubitiamo che film si farà ormai con il passaggio sotto Disney.

Infine, capitolo Gambit (cercherò di essere breve e conciso): ci troviamo davanti ad un film che può essere ribattezzato il “rumor comics”. Per dare vita a Remy LeBeau era stato scelto Channing Tatum che ha sempre dimostrato ammirazione per il personaggio, ma il film non è mai arrivato in questi anni alla fase di produzione. Colpa del’abbandono dei registi, senza mai un’idea di sceneggiatura decisa, ognuno con una sua versione diversa dalle altre (tanto che il povero Tatum si era candidato per dirigerlo oltre che a interpretarlo). Le colpe sono molteplici, tra Doug Liman che non ha trovato una connessione con il personaggio, Gore Verbinski che ha abbandonato a pochi mesi dall’inizio delle riprese, il flop di Fantastic Four che ha spinto la Fox a ridurre il budget, il povero Channing si è ritrovato da solo, nella speranza che un giorno questo film si faccia.

Siamo alla fine di tutto, Fox chiude la sua storia con i mutanti e ora tocca a Marvel cercare di integrarli nella maniera più credibile in un universo già avviato. Credo che nel bene e nel male, questi film hanno offerto tanto, facendo avvicinare nuovi fan e spingerli a leggere i loro fumetti, svolgendo inoltre un ruolo chiave nello sviluppo dell’intero genere dei cinecomic. Bisogna dare merito alla Fox di una cosa: l’aver creduto sul Rated-R, cosa che le ha permesso di creare film molto interessanti, senza limitare il loro potenziale e le visioni dei registi.

Cala il sipario sulla Fox, che con Dark Phoenix e New Mutants (forse), dice addio ai cinecomics legati al mondo Marvel.


Comics Universe è orgogliosa di annunciare una partnership con Fox e OPI in occasione dell’imminente arrivo nelle sale cinematografiche di X-Men: Dark Phoenix,dal 6 giugno nelle sale italiane. Il marchio OPI, ha promosso uno speciale concorso realizzando una “Power Collection” ispirata ai poteri dei supereroi e alla forza che ogni sfumatura di colore porta con sé:

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