Il 6 giugno uscirà nelle sale Italiane l’ultimo capitolo della serie cinematografica dedicata ai Mutanti targati Fox, quindi per l’occasione abbiamo deciso di tornare alle radici e parlare della storia che fa da base alla pellicola in questo nuovo speciale in collaborazione con Fox e OPI (qui maggiori dettagli sulla promozione).

C’è un motivo per cui la Saga di Fenice Nera è ricordata non solo dai fan degli X-Men, ma dai lettori di fumetti in generale come una delle delle storie più belle mai pubblicate dalla Marvel, ed è per una particolare attenzione che Claremont riservava al fulcro di moltissime delle storie degli X-Men: i personaggi. Sembrerà un concetto scontato, ma in un mondo popolato da maxi eventi che tentano di attirare l’attenzione solo tramite situazioni finto sovversive che verranno inevitabilmente “retconate” da lì a qualche mese, rendendo inutile la storia precedente, è bello vedere come un evento che si occupa di un concetto così semplice come le dinamiche di un gruppo di persone ferite e complesse, possa avere un così grande successo, anche se ovviamente accompagnato da una serie di sequenze d’azione a dir poco memorabili, accerchiate da una mitologia epica-cosmica che ancora oggi sa stupire e far appassionare i neofiti e i fan di vecchia data.

La genesi

Tutto ebbe inizio quando una bambina di nome Jean uscì di casa per giocare con la sua migliore amica, Annie. Le due si stavano divertendo con un frisbee, quando ad un certo punto Jean scagliò il disco troppo lontano, ed Annie, che non era riuscita ad intercettarlo, andò a riprenderlo in mezzo alla strada, finendo però per essere investita da un’auto che stava sfrecciando sulla strada, traumatizzando fortemente Jean e facendole sbloccare con diversi anni di anticipo delle abilità che tempo dopo sarebbero state parti integranti e fondamentali nella sua vita: i suoi poteri mutanti di telecinesi e soprattutto telepatia. La giovane telepate istintivamente si agganciò alla coscienza di Annie per paura di perderla, ma quest’ultima era ormai destinata a morire e Jean che si era collegata alla sua mente, sperimentò cosa significava morire tramite la sua amica, muovendosi anche lei inevitabilmente verso il baratro.

Ma anche nel momento più buio, ci fu una scintilla di speranza. Jean non era riuscita a ad evitare definitivamente la morte di Annie, ma fece qualcosa che pochissime altre entità nell’universo sarebbero state in grado di fare: la fermò per un momento. Per un breve ma significativo lasso di tempo, la coscienza di Annie venne trattenuta dall’inarrestabile volontà della morte, e questa grandissima dimostrazione di forza, attirò l’attenzione di un’entità antica quanto l’universo e vitale quanto un giovane: la Forza Fenice, la manifestazione della vita, del potere e dell’energia del pensiero cosciente, la prima vera figlia dell’universo che poteva aggirarsi per esso con capacità divine, condannata però a vivere senza una forma fisica.

La Fenice fu fortemente impressionata da Jean e decise di aiutarla, tagliando il collegamento con Annie e salvandole la vita, mandandola in coma per un anno e vigilando su di lei per una vita.

La Saga di Fenice

Passano gli anni e Jean cresce, raggiunge l’adolescenza ed entra a far parte della scuola di Charles Xavier per Giovani Dotati, diventando membro della squadra di mutanti più importante della storia: gli X-Men, dove conobbe quelli che sarebbero stati gli amici di una vita, o meglio: la sua famiglia, in cui si trovava anche il suo grande più amore, il tenebroso Scott Summers, Ciclope.

Col passare del tempo la formazione della squadra cambia più volte e Jean decide di abbandonare la sua identità supereroistica per vivere come una ragazza normale, ma si ritrova nuovamente sul campo di battaglia degli X-Men in una situazione alquanto scomoda. Durante questa avventura lei ed il gruppo della seconda genesi degli X-Men vennero rapiti e portati su un’astronave, per poi in seguito salvati dal restanti membri del team, ma nel mentre venne danneggiato lo shuttle che li avrebbe dovuti riportare a casa, mettendo fuori uso gli scudi anti-radiazioni. Jean costrinse il resto della squadra ad andare in uno spazio sicuro della nave rimanendo solab a pilotarla nel mentre che le radiazioni la andavano pian piano ad avvelenare. Ad un passo dalla morte però si presentò davanti a lei la stessa entità che anni prima a sua insaputa la salvò, la Fenice, che le propose un patto: avrebbe nuovamente evitato la sua morte e l’avrebbe aiutata a salvare la vita dei suoi amici, in cambio di diventare tutt’uno per consertirle di avere una forma fisica. Jean accettò, parlando di come l’avrebbe fatto sia per gli X-Men e per il bene comune, ma anche perché infondo lei voleva vivere.

Lo shuttle atterrò in mare ed il resto degli X-Men, Scott su tutti, andò nel panico chiedendosi se anche nonostante la situazione apparentemente impossibile da superare, Jean potesse essere ancora viva, anche se ferita, anche se cambiata completamente. E fu lì che dall’acqua emerse una figura, dalle fattezze di Jean ma con un nuovo costume sgargiante, una capigliatura selvaggia e circondata da una luce accecante, che annunciò come gli X-Men non avessero più davanti la loro amica, ma il fuoco e la vita incarnate ora e per sempre, difronte a loro si trovava la Fenice!

Ed anche se Jean si scoprì in seguito parte integrante dell’equazione, quanto era stato detto non era completamente falso. La Fenice non era né soltanto la forza cosmica né una Jean Grey potenziata, si trattava bensì di una fusione delle due, che univa la forza, l’energia e diverse abilità derivate dall’entità, con le capacità, l’istinto e la forma fisica di una Jean rinata, libera, diversa e più vitale che mai o almeno così sarebbe stato dopo, dato che nel momento immediatamente successivo al suo annuncio, la Fenice cadde in acqua e finì in una sorta di coma per lo sforzo fatto, facendo preoccupare tutta la squadra, che riunita in ospedale aspettava e pregava per l’anima della loro amica che coraggiosamente si era messa in prima linea per salvare le loro vite. Scott era completamente disperato, tempo prima aveva perso un membro della nuova squadra e come di consueto si incolpava della cosa pensando di non essere il leader che aveva a lungo lavorato per diventare, ed ora si trovava in pericolo la donna che amava, a cui per molto tempo non aveva confessato i suoi sentimenti per via della sua condizione mutante altamente pericolosa, da cui derivava anche una grande timidezza e riservatezza.

Jean si risvegliò in seguito, con sommo gaudio di tutta la squadra e grandissima commozione di Scott. Venne lasciata a riposarsi per un po’ e tempo dopo entrò in azione diventando un membro fondamentale della squadra con l’identità di Fenice, ma se c’è qualcosa di risaputo sulle vite dei supereroi, è che saranno sempre a rischio, ed infatti in una missione successiva, buona parte degli X-Men verranno dati per morti, lasciando il professor X e Jean in lutto, per più di un anno.
In tutto questo ovviamente i membri della squadra erano vivi e vegeti, ma impiegarono diverso tempo per tornare alla civiltà, viaggiando per il mondo, dalle terre selvagge dove i dinosauri segretamente sono ancora in vita, passando per il Giappone dove Wolverine incontrerà Mariko Yoshida, arrivando infine alla X-Mansion, che troveranno però completamente vuota.

Torniamo indietro di un anno e veniamo a scoprire che il professore e Jean non riuscivano più a sopportare di vivere nel luogo che dividevano con quella che era effettivamente la loro famiglia, quindi decisero di abbandonarlo, Xavier andando via tra le stelle con Lilandra, sua compagna proveniente dall’impero Shi-Ar, mentre Jean cercherà di vivere una vita tranquilla, cosa che sfortunatamente non sembra essere nelle stelle per lei. Viaggiò ed incontrò diverse persone in diversi posti, a cominciare dall’areo, dove un gioviale prete le ispirò fiducia, portandola a raccontare delle sue esperienze passate ed in soldoni, a confessarsi. Più avanti sulle spiagge incontrò un giovane di bell’aspetto con cui ebbe un “incontro intimo”. E via discorrendo, arrivando ad un affascinante gentiluomo di nome Jason Wyngarde, che incontrò per la prima volta nella realtà, ma che riuscì a rivedere soltanto in un mondo ed un tempo diverso dal suo, trovandosi catapultata nell’epoca vittoriana, nella quale viveva con i ricordi di una nobildonna di nome Lady Grey, facendo avanti e indietro tra il nostro mondo e quello delle visioni sulla vita di Lady Grey ed il suo grande amore, Jason.

Tornando all’anno successivo, Jean rincontrò gli X-Men e soprattutto Scott, con cui nonostante fosse passato del tempo, riprese la sua relazione, nel mentre che i due si dichiararono a vicenda il loro amore. Arrivarono al punto di creare un legame Psichico permanente, abilità ben oltre quelle che possedeva prima dell’incontro con Fenice.

Con il riprendere delle loro attività come X-Men, il gruppo si trovò contro un’antica e misteriosa società chiamata il Club Infernale, riuscendo infine ad averla vinta contro Emma Frost, la loro Regina Bianca, ma in un modo non molto convenzionale. Fu Jean a sconfiggerla, rivelando un lato sinistro della sua persona, non malvagio di persé, ma decisamente privato di freni inibitori, facendo finire Emma in coma e facendo preoccupare gli X-Men. Era da un po’ che Jean si comportava in modo strano, le abilità di Fenice che aveva sempre tenuto a freno erano ormai parte integrante di lei, riusciva a tenere in contatto telepaticamente tutti gli X-Men in modo naturale, riscrisse la memoria dei genitori di Kitty Pryde, che adirati con Xavier per la sparizione della figlia durante l’attacco del Club Infernale, si ritrovarono ad essere cordiali con il professore, completamente ignari di ciò che fosse successo.

Passò il tempo ed una sera Jean reincontrò Wyngarde, trovandosi nuovamente catapultata nel mondo Vittoriano e nelle vesti di Lady Grey, baciandolo difronte ad un esterrefatto Scott. Il gruppo venne nuovamente attaccato dal Club Infernale, ed ignara di cosa stesse succedendo intorno a lei, la personalità di Jean venne riscritta, portandola a diventare la Regina nera, membro più potente del Club.

La trasformazione in Fenice Nera

Ma cosa successe a Jean? Tornando nuovamente indietro veniamo a scoprire che nel periodo passato da sola, Jean era stata oggetto di una lenta e precisa manipolazione, in cui dietro l’identità qualsiasi persona si parasse sulla sua strada, che si trattasse del prete, del bel ragazzo incontrato sulla spiaggia o di Wyngarde stesso, si nascondeva una sola persona: Mastermind, un telepate con la capacità di alterare la percezione che gli altri anno del suo aspetto, che abusò fisicamente e psicologicamente di Jean per portarla dalla parte del Club Infernale, di cui era associato.

Gli X-Men vennero uno ad uno sconfitti, tranne per un membro che era rimasto sorprendentemente secondario nel corso degli anni, ma che da quel momento in poi si rivelò come il popolare personaggio che sarebbe poi diventato fino ad oggi: Wolverine. Senza più il controllo della leadership di Ciclope o degli altri membri della squadra dalla morale più rigida, Logan scatenò una carneficina contro gli scagnozzi del Club, dilaniandoli uno ad uno, arrivano infine alla sede del Club, sotto copertuna come un luogo per ricconi degenerati.

In tutto questo gli X-Men erano stati catturati, Scott aveva su di sé un intero casco di un materiale in grado di bloccare i suoi raggi concussori, ma memore del collegamento mentale con Jean entrò nella sua psiche e sfidò Wyngarde, finendo però per essere ucciso nella proiezione psichica, nonostante fosse ancora vivo nella realtà. “L’uccisione” di Scott fece rinsanire Jean, che liberò gli X-Men ed in seguitò si diresse verso Mastermind, che aveva affrontato con troppa leggerezza la manipolazione della ragazza. Per quanto fosse conspevole delle sue abilità come Fenice, Wyngarde non era completamente conscio di chi Jean fosse diventata. La ragazza che aveva torturato, violato e manipolato non era semplicemente una versione potenziata di Marvel Girl, ma una nuova entità, un essere divino. E se le parabole e le storie sulle divinità ci possono insegnare qualcosa, è che possono diventare estremamente vendicative.

Furente per ciò che le era successo, Fenice mise insieme i pezzi e si rese conto di ciò che Wyngarde le aveva fatto, ma decise di non ucciderlo, bensì di fargli un regalo. Attraverso lei aveva visto il vero potere, un potere che bramava fortemente, ebbene anche solo per un istante, lo ottenne. Fenice gli fece provare cosa significasse essere una divinità anche se attraverso il fragile corpo di Mutante, mostrandogli l’infinito e facendogli provare qualcosa che nessun essere comune può nemmeno concepire, distruggendo la sua psiche.

Nel volo di ritorno Jean, ancora traumatizzata elucubrava su ciò che le era successo, eventi che avrebbero traumatizzato a vita chiunque e che, di conseguenza, mandarono in pezzi la sua sanità e lo shock fu tanto che la portò a distruggere il Black Bird, facendo precipitare gli X-Men nel mentre che lei si presentava nella sua nuova forma, una versione corrotta della sua unione con l’entità cosmica: Fenice Nera.

E qui arriviamo al punto principale del speciale: La Saga di Fenice non ci racconta una semplice storia di avventura con supereroi, ma ci mostra il dramma di una persona ferita, abusata, aggiungendo un elemento importante: la Fenice. Un entità divina che si unì a Jean per provare ciò che gli esseri con una forma fisica potevano provare, una creatura pura, l’incarnazione della scintilla della crazione, della vita. Ebbene: cosa succederebbe se qualcosa di così potente provasse qualcosa di così disgustosamente comune, come una situazione di abuso, quali sarebbero le implicaizioni nel maltrattare a tal punto un essere che detiene il potere assoluto?
Fenice Nera è la risposta e le sue azioni successive parlano chiaro, in quanto dopo aver lottato contro gli X-Men, sconfiggendoli in pochi attimi, decise di viaggiare per l’universo, sentendosì però stanca e decidendo di ricaricarsi con l’energia di un sole, distruggendo però un pianeta abitato nei dintorni nel processo, il tutto senza neanche battere ciglio.

In seguito Fenice Nera tornò sulla terra, gli X-Men si scontrarono con lei, stavolta con il supporto di un congegno creato da Bestia che riuscì a rallentarla, ma non a fermarla del tutto. Per quello fu necessario lo sforzo dell’uomo che aveva fatto da padre a Jean: Charles Xavier, che trovatosi difronte a questa entità dalla costante furia cieca, creò grazie all’aiuto della personalità latente di Jean, una serie di barriere psichiche in uno scontro di proporzioni cosmiche, che però fu vinto dagli X-Men, lasciando solo una Jean inerme e stanca tra le braccia di Scott, che euforico per la sua vita, assieme all’intera squadra vedeva per la prima volta in diverso tempo un bagliore di speranza per il futuro, che venne però spento nel momento immediatamente successivo.

Il gruppo venne teletrasportato sul pianeta degli Shi’Ar, dove Jean venne messa sotto processo da un preoccupato consiglio formato dalle più importanti razze aliene del cosmo Marvel, tra cui figuravano anche gli Skrull ed i Kree. Xavier richiese di fermare l’esecuzione in vista di un processo per combattimento, dove gli X-Men si sarebbero scontrati con una squadra avversaria per la vita di Jean.
Lo scontro fu brutale, gli X-Men arrivarono vicini alla soglia della sconfitta, lasciando solo Ciclope e Jean, uniti contro il team avversario… ma alla vista del suo amato colpito in battaglia, le barriere psichiche nella mente di Jean non ressero più e nuovamente, venne scatenata la potenza di Fenice.
Gli X-Men si rimisero in piedi e Xavier li spronò a colpire Fenice nel mentre che i suoi poteri erano ancora deboli rispetto alla sua forma oscura, ma la coscienza di Jean era ancora forte, ed in un ultimo disperato sforzo, si uccise difronte a Scott per salvare l’universo e la sua famiglia.

Questa saga rimane uno dei più importanti eventi nella storia fumettistica e come detto all’inizio non per via dell’azione in larga scala o per via di immutabili cambiamenti che poi si riveleranno di carta pesta di lì a qualche mese, ma per la cura che Claremont, Cockrum e Byrne misero nel raccontare la vita di un gruppo di persone prima che eroi, narrandoci di come un essere potente quanto puro e desideroso di vivere la vita come una giovane ragazza innamorata, possa trovarsi corrotto da realtà crudele e meschina, concludendo il tutto con il sacrificio di quest’ultima per via del sentimento più puro e nobile che si possa provare: l’amore.


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