Ecco la nostra recensione di What If…?, la prima serie animata dei Marvel Studios che ha esplorato il Multiverso.

Solitamente su questi lidi – che sia grazie ad anteprime stampa o semplicemente per un tempismo canonicamente svizzero – ho sempre cercato di formulare un pensiero e/o una recensione di un determinato prodotto a pochissimo tempo di distanza dalla prima visione. Con What If…? per esigenze personali ho avuto più tempo per rifletterci sopra e, detto francamente, è stato un toccasana data la difficoltà nel giudicare un prodotto – dichiaratamente sperimentale – che senza girarci attorno mi ha lasciato non poco perplesso.

Spero che non passi questo incipit come un pensiero “distruttivo” bensì una base per una critica costruttiva con la sola speranza di vedere nella seconda stagione un qualcosa di coerente nella qualità tecnica e nella scrittura. Quest’ultima soprattutto – visto che la prima non potrà essere sapientemente giudicata (come dico sempre, si parla solo di quel che si sa senza dare fiato alla bocca per del banale qualunquismo) a causa di una manifesta ignoranza riguardo le tecniche di animazione – è l’elemento più debole che porta What If…? a barcollare vertiginosamente nella stragrande maggioranza delle puntate facente parti della prima stagione. 

Ultron

Un paradosso, davvero, pensando alla controparte cartacea di un progetto (quello editoriale) che fu accolto dapprima positivamente e successivamente amato dalla community Marvel Comics. Per questo motivo ero davvero entusiasma di What If…? e settimana dopo settimana ho cercato sempre di trovare del buono in quel che vedevo ma, a giochi conclusi, non riesco proprio nascondere l’amara sensazione di aver visto dell’elevato potenziale sprecato di puntata in puntata – salvo rari sussulti – per confluire infine in un climax tanto forzato quanto divertente nel suo insieme mal supportato però precedentemente.

Come potrei riassumere dunque questa critica? Così: la prima stagione di What If…? è stata dannatamente mal costruita portando alla luce una sceneggiatura fallata, forzata, poco ritmata e infine poco armoniosa nei confronti proprio di una conclusione degna ed anche entusiasmante sotto diversi punti di vista. Tutto qui.

Cattiveria gratuita? No, semplicemente anche i Marvel Studios possono sbagliare – ed è già accaduto in passato quando non era presente una tale e asfissiante attenzione mediatica (vedasi il caso Thor: The Dark World) – e credo proprio che, come ci si esalti giustamente per il Captain America: The Winter Soldier o Infinity War di turno, sia oggettivamente equo e onesto bocciare con sapienza un prodotto semplicemente fallato. Furbesco nella sua costruzione e nel suo variopinto colore che (forse) maschera ai più una fragilità e un pressapochismo tale che, mi spiace, io non riesco a tollerare. Fin dal principio mi accorsi di uno scricchiolio fastidioso in What If…? (e lo testimonia la recensione dei primi tre episodi visti in anteprima nei primi giorni di agosto) e man mano che le settimane volavano ho avuto ben chiaro ciò che temevo: è stato, per la stragrande maggioranza, uno spreco di immani proporzioni. 

Per il Multiverso, per i personaggi coinvolti e il modo in cui è stato svolto e in tante, tantissime incongruenze che hanno portato lo spettatore medio a porsi così tante domande quando non avrebbero dovuto farlo. Motivo? Il caos. Fortunatamente – stando a dichiarazioni ben note – i Marvel Studios hanno delineato delle definitive linee guida sulla gestione del Multiverso e non solo al solo scopo di creare problematiche cancerogene all’intero ecosistema MCU. 

Per chi mi/ci segue con attenzione sa bene che quel che dico non è una novità: i Marvel Studios con questo nuovo corso narrativo stanno percorrendo un sottile filo con un equilibrio spiacevolmente precario. La comfort zone della Infinity Saga (narrativamente parlando) è ormai un ricordo perduto e al voler alzare di molto la quantità e l’epicità si è – credo – ingenuamente lasciato il fianco a una serie di problematiche ampiamente prevedibili proprio per il terreno insidioso che si è deciso di percorrere. 

Il Multiverso è da sempre – che sia lato Marvel Comics o DC Comics – un ambiente ben noto del Fumetto Americano ed è altrettanto noto come da sempre si siano riscontrate diverse difficoltà nel far combaciare tutto: la continuity è un’arma a doppio taglio, a volte stupisce per come riesce a incastrare perfettamente ogni dettaglio mentre a volte – e questo What If…? ne è manifesto – delude in maniera anche fin troppo clamorosa.

Spero con tutto il cuore che queste prime uscite siano frutto di uno sperimentalismo ma che non venga giustificato questo deludente risultato solo per l’entusiasmante storico ottenuto dai Marvel Studios con i precedenti lavori. C’è stata poca logica e pianificazione stavolta, strano a dirlo per un prodotto MCU. 

What If…? è una serie costruita male: ecco la recensione della prima serie animata dei Marvel Studios
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