Rolling Stone ha pubblicato una serie di report commissionati dal gruppo Warner Media sulla vera natura dei supporter della Snyder Cut di Justice League.

Dopo anni di attesa, speranze, petizioni e finte smentite, il 18 marzo del 2021 è uscita su Sky la Zack Snyder’s Justice League, film che mostra l’opera completa del regista senza i pesanti tagli imposti dalla Warner. Nel 2017 Snyder abbandonò infatti la regia di Justice League a causa di una tragedia  familiare e venne sostituito da Joss Whedon che, oltre a realizzare una versione pessima del film demolita dalla critica e dai fan, venne accusato da Ray Fisher e altri attori di comportamenti inopportuni e poco professionali sul set.

In nottata, Rolling Stone ha pubblicato un lungo approfondimento riguardante lo sviluppo della Snyder Cut, soffermandosi su un elemento in particolare: l’enorme movimento social che ha convinto Warner Bros. a sviluppare la pellicola.

Oltre ad una parte di pubblico che ha supportato il regista in modo sano, molti utenti su Twitter hanno insultato membri della Warner Bros., arrivando addirittura a boicottare altre pellicole della compagnia e minacciare di morte alcuni dirigenti. Inoltre, degli utenti si sono scagliati persino contro chi poteva essere un “rischio” per il film di Snyder, come ad esempio il regista Adam Wingard ed il suo Godzilla vs. Kong, oppure Wonder Woman 1984 (scritto da Geoff Johns, uno dei produttori della Justice League cinematografica).

Non a caso, Warner Bros. ha anche coinvolto la sua divisione per la sicurezza, in quanto temeva delle ripercussioni fisiche per i suoi dipendenti.

Rolling Stone sostiene di aver ottenuto due diversi report commissionati dal gruppo WarnerMedia, secondo i quali almeno il 13% degli account che hanno preso parte alle discussioni sulla Snyder Cut sono in realtà dei fake. Di conseguenza, secondo questo report, Snyder ha mosso un enorme numero di fan, arricchito però da migliaia e migliaia di bot e di account fake.

A sostegno di questa tesi, Rolling Stone ha contattato due diverse aziende che tengono traccia delle campagne social, che hanno evidenziato attività non autentica proveniente dalla comunity dello SnyderVerse e dagli hashtag da loro utilizzati.

Il sito, inoltre, ha discusso con oltre 20 persone coinvolte con la lavorazione della Justice League cinematografica e della Snyder Cut: molti di essi sono convinti che il regista abbia lavorato segretamente per manipolare le campagne social a suo vantaggio, con una fonte che ha spiegato “ha creato disastri come Lex Luthor“.

Alcuni si sono chiesti “come è possibile che un gruppo di fan sia riuscito a permettersi degli spazi pubblicitari a Times Square, che costano più di 50.000 dollari al giorno?” Chi li ha finanziati? Non c’è mai stata una campagna pubblica per finanziare iniziative del genere”.

Secondo il regista, che ha smentito le accuse, paradossalmente potrebbe essere stata proprio Warner Bros. a manipolare i suoi utenti, con l’obiettivo di acquisire nuovi abbonati per il loro servizio streaming.

Alcuni team di digital marketing coinvolti nel report di Rolling Stone ed in quello di Warner Bros. hanno quindi deciso di analizzare l’hashtag #ReleaseTheSnyderCut, grazie al quale i fan hanno ottenuto effettivamente ciò a cui ambivano: l’uscita della versione originale del film.

Guardate il drop che ha avuto. Un giorno è stato in tendenza con oltre un milione di Tweet, pochi giorni dopo ne aveva solo 40.000. Organicamente, non esiste un drop del genere. Questo movimento è stato trasformato in un’arma.

Nel report, è stato anche analizzato anche il sito forsnydercut.com, dal quale sono partite molte delle campagne social legate al film: questo sito appartiene a 4 persone diverse, tra cui la sua creatrice Fiona Zheng, supporter di Snyder che è anche apparsa con un videomessaggio al DC FanDome. Nel 2021 però, la proprietà del sito è passata brevemente a tale Xavier Lannes, proprietario di un’azienda (ormai chiusa) che si occupava di “garantire traffico immediato a basso costo sui siti web“.

Rolling Stone ha quindi chiesto a Snyder se avesse ingaggiato lui tale Lannes per incrementare il traffico del sito, ma la risposta del regista è stata negativa.

A gennaio del 2021, tre mesi prima dell’uscita della Snyder Cut, un utente su Instagram ha pubblicato una foto che ha allarmato la sicurezza del gruppo WarnerMedia: una fanart che ritrae il presidente di DC Films Walter Hamada, il produttore Geoff Johns e l’ex presidente di Warner Bros. Toby Emmerich decapitati.

Questa foto si è diffusa rapidamente sul web, alcuni utenti hanno anche taggato i figli delle tre persone coinvolte e Warner Bros. ha deciso di muoversi direttamente per tutelare la sicurezza dei propri dipendenti, ingaggiando un team esterno di cybersicurezza per risalire a coloro che hanno pubblicato le foto, sviluppando al tempo stesso una serie di report sulla situazione.

Anche in questi report, vengono portati alla luce una miriade di commenti scritti da account fake, con l’obiettivo esclusivo di offendere e creare un movimento di odio nei confronti della Warner Bros.

Ci spostiamo quindi a marzo 2021: nonostante l’uscita della Snyder Cut su HBO Max, la situazione è rimasta pessima: quando i fan hanno “bombardato” di recensioni negative Godzilla vs. Kong perché a loro avviso stava rubando la scena alla Snyder Cut, lo stesso regista Zack Snyder è stato coinvolto. Tramite un intermediario, secondo alcuni report Snyder avrebbe chiesto ai fan di smetterla con gli attacchi online, ma questi hanno rifiutato.

Lo stesso regista però ha spiegato di non aver mai chiesto ai suoi fan di farsi da parte, in quanto “non controllo i miei fan, hanno le loro opinioni, mi state dando troppo credito in questa vicenda“.

Il regista ha anche avuto modo di commentare le azioni dei suoi supporter, spiegando che soltanto una piccola parte di loro trascorre il tempo alimentando odio sul web, dato che tanti altri sono sempre stati di supporto in modo sano e con iniziative di beneficenza (come ad esempio donazioni di oltre mezzo milione di dollari all’associazione americana per la prevenzione dei suicidi).

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