Oggi debutta su Disney+ WandaVision, la prima serie dei Marvel Studios di cui vi proponiamo la nostra recensione, rigorosamente senza spoiler.

Tornare sulle pagine di Comics Universe è sempre un piacere, soprattutto in veste di grande cerimoniere di un grande appuntamento: l’inizio della Fase 4 del MCU con un’analisi dei primi due episodi di WandaVision rigorosamente senza spoiler alcuno. Proprio il sottoscritto chiuse su questi lidi la Saga dell’Infinito, culminata con la recensione di Avengers: Endgame, prendendo poi una pausa che mai come stavolta è servita all’intera community della Casa delle Idee per avere nuovamente una fame goduriosa di prodotti targati Marvel Studios. Dal 2019 il mondo è totalmente cambiato a causa di una pandemia che tuttora sta destabilizzando le nostre vite e, in parallelo, anche le produzioni Marvel hanno subito un cambiamento a dir poco epocale: una cross-medialità che porterà l’intera continuity narrativa a destreggiarsi tra il piccolo e, si spera, il grande schermo cinematografico. 

Su quest’ultimo, data la crisi che sta vivendo, rimaniamo timidamente cauti visto quanto il Covid abbia accelerato senza sosta l’avvento dello streaming e la conseguente distribuzione digitale di prodotti, inizialmente, destinati proprio alla catena cinematografica. Non pensiamoci ora, rischierei di rovinarvi una giornata a mio avviso epocale per l’intero carrozzone a noi ben noto: da oggi si parla di Fase 4 e si, dopo mesi di chiacchere e anticipazioni, è tempo di tornare a discutere, analizzare, ipotizzare e amare un prodotto firmato Marvel Studios. Già l’ascoltare l’intro è una panacea per questi tempi bui, da ore ho un sorriso stampato in faccia a ricordi dei tempi in cui tutti quanti noi godevamo assieme di Captain America col Mjolnir e del drammatico sacrificio di Tony Stark. Che tempi.

WandaVision

Una piccola ma doverosa premessa

Basta sentimentalisti, è tempo di elogi e di premesse ben chiare: WandaVision non il solito prodotto Marvel, o almeno è quello che ho potuto notare dai primi due episodi. Pochissimi, lo so bene, ma su alcuni dettagli sono ben sicuro. La recitazione è già di lunga superiore, e per questo vi consiglio di vederla in lingua originale con i sottotitoli, alla maggior parte delle pellicole viste sul grande schermo e la scelta stilistica è così amabilmente imprevedibile e ricercata che mi ha fatto venire in mente i Guardiani della Galassia. Il primissimo capitolo di Gunn che colpì per una sceneggiatura tanto folle quanto impattante. Siamo a quei livelli di stupore.

Non è la solita “visione”, anzi, mai come stavolta sarà richiesta un’attenzione al dettaglio macroscopica. Ogni evento non è lasciato lì per caso, che sia una strizzata d’occhio o un semplice rumore, tutto a mio avviso è già parte di un grande schema narrativo che avrà, puntata dopo puntata, un climax finale sorprendente. C’è davvero tutto quel che fino ad ora si era visto di rado sul grande schermo, un netto cambio di registro lessicale e di recitazione attoriale che a uno sguardo neofita, salvo i poteri di Wanda e Visione, potrebbe domandarsi se effettivamente si stia guardando un prodotto targato Marvel. 

Complice la pausa da Endgame, un impatto simile credo sia la miglior cosa che potesse avvenire per i fan e non dell’Universo Cinematografico Marvel. Scommetto, e qui concludo, che WandaVision avrà la forza di coinvolgere una fetta di pubblico apparentemente disturbato da eroi in calzamaglia, colorate e roboanti. Qui è tutto al contrario, o forse no? Lascio a voi lo stesso mio dubbio, altro punto a favore di questo approccio con la serie disponibile su Disney Plus. 

Marvel Studios: Legends

Olsen e Bettany, Wanda e Visione… Quando recitare è passione. 

Ma sì, scrivo in rima. E lo faccio con felicità dopo aver goduto per quasi due ore di una prova attoriale maiuscola di Elizabeth Olsen e Paul Bettany. Sono semplicemente perfetti nella loro alchimia dando lezione a chi, a volte anche giustamente lo ammetto, puntava il dito su un livello non proprio eccelso di alcuni attori e attrici protagonisti del MCU. Sono la Nutella spalmata nel pane caldo, e infine sono quel sapore che solamente un gusto unico come la cioccolata della Ferrero sa dare alle nostre papille gustative. Esagero? Nah, basta analizzare brevemente la loro abilità di alternare in una manciata di secondi toni romantici a quelli tesi condite da una mimica facciale che personalmente fa impazzire. E si, gli occhioni della Olsen hanno influito. 

Per quel che si è potuto vedere, poco detto francamente a livello di verticalità narrativa, i due attori vanno di pari passo a un livello di produzione tale da enfatizzare al meglio ogni sfaccettatura presente in scena. Dai cambi di stile visivo curati dalla DeMarco, dai costumi accuratissimi per l’epoca (anni ’50) fino alle pubblicità e colonne sonore di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez. Insomma, condito il tutto da personaggi secondari che prenderanno posto tra le grazie degli spettatori, al momento riassumerei il tutto come un’alchimia perfetta. WandaVision trasuda una netta ricerca di elevazione attoriale, un distacco dunque netto dalle scazzottate a noi tanto care tra la Trinità e Thanos. E va bene così, benissimo.

WandaVision

L’unico rischio? Le aspettative d’ora in avanti.

Chiudo questa breve analisi, in cui volutamente non ho accennato nulla della trama (fidatevi, meglio così), con il sottolineare l’unico rischio che WandaVision deve temere: la risposta del grande pubblico, alla lunga, verso un prodotto così amabilmente ricercato. Per ora tutto funziona, dal forte e azzeccato richiamo alle sitcom di un tempo fin ad alcuni omaggi fumettistici della Visione di Tom King e Walta (leggetevelo, si recupera facilmente essendo di recente pubblicazione). Salvo quale sprazzo di mistero ad ora c’è poca carne sul fuoco lato trama, ma il preparatorio a un’impennata narrativa è già stato di suo estremamente vincente. Per il momento posso solo che promuovere con il massimo entusiasmo possibile il lavoro svolto di Jac Schaeffer (sceneggiatrice della serie) e ovviamente del sempre presente Kevin Feige nell’ormai consolidato ruolo di inflessibile e perfetto supervisore dei lavori.

La Fase 4 è partita alla grande, godiamone tutti assieme.