Oggi ha debuttato su Disney+ il finale di WandaVision, la prima serie TV dei Marvel Studios che si è consolidata come la più vista dell’ultimo periodo.

Il tempo è davvero volato dal nostro primo appuntamento legato a WandaVision e, tra news e approfondimenti vari redatti costantemente su questo portale, siamo giunti al fatidico giorno dove si tirano le somme analizzando l’intero percorso e, dato l’ormai noto puzzle narrativo targato Marvel Studios, anche il futuro prossimo influenzato dal primo vero esperimento seriale del MCU. Un prodotto alquanto divisorio che giorno dopo giorno ha fatto cambiare a tutti, compreso il sottoscritto, opinione visti i tanti, tantissimi elementi positivi e negativi emersi. Di recensioni didascaliche ne potrete leggere a bizzeffe in giro, sia nell’etera nostrana che estera. Proprio per questo motivo l’articolo conterrà un dosato mix di oggettività critica e soggettività empatica/emozionale data la natura fortemente drammatica dell’opera.

Sapete bene ormai quanto sia legato alle premesse quindi, come sempre, sottolineo come quel che leggerete d’ora in avanti minerà completamente la visione a un neofita di WandaVision, parlerà a una determinata fascia di spettatori – lettori Marvel (così definiti dal sottoscritto per semplice praticità) ancora incagliata in un tedioso paragone tra Fumetto e trasposizione cinematografica/seriale e infine alla componente più importante che questi ultimi e molti altri continuano imperterriti a non prendere in considerazione: il target primario a cui da sempre l’MCU parla, il consumatore casual. Ma anche su quest’ultimo, in calce all’articolo, lascerò una brevissima riflessione in merito. Vi ruberò pochissimi minuti in questo articolo, promesso. 

Tutto quel che avevo da dire in questo prologo introduttivo s’è esaurito – gesto plateale – partiamo! 

L’amore, il dolore, il lutto e… Scarlet Witch

Alt, fermi, posate i forconi. Perché affermo questo? Semplicemente perché, soprattutto dopo l’ottavo e nono episodio, WandaVision è brutalmente affermando la storia d’origine di Scarlet Witch in una veste totalmente inusuale per la storia del Marvel Cinematic Universe. Sebbene ci siano importantissimi esempi passati come il primo Iron Man o Captain America – Il Primo Vendicatore, la caratterizzazione data al personaggio di Wanda nella serie televisiva è semplicemente perfetta sotto ogni punto di vista. 

Storia d’origine? Già, dopo aver definitivamente acquisito i diritti dalla FOX, Disney e i Marvel Studios hanno potuto finalmente dare il via a un’operazione tale che, sono certo, andrà anno dopo anno a investire tanti personaggi già noti o prossimi all’arrivo. Tutto è partito furbescamente da un’analisi psicologica del personaggio e un elemento magistralmente narrato quale il percorso che una persona deve vivere sulla propria pelle per accettare un lutto. Questo è WandaVision, un intrigante sipario che strizza di continuo l’occhio al fan di lunga data della Casa delle Idee portando però, come solito dell’MCU, per mano lo spettatore casual in una linearità tale che, soprattutto in determinati episodi, ha suscitato non pochi fastidi. 

Qui intervengo di petto, ma fastidio di cosa? Per avere dato, come accade nella stragrande maggioranza di simili prodotti d’intrattenimento mainstream, risposte apparentemente ovvie a un pubblico più esperto? Critica a mio avviso sterile, che per assurdo distoglie l’attenzione da ben altre problematiche (poche) che personalmente non fanno elevare il prodotto a una qualità eccelsa.

L’importanza di alcuni dialoghi, ben scritti e menzionabili tranquillamente tra i migliori (Wanda e Visione nell’ottavo episodio nel parlare d’amore e dolore) dell’intero MCU, l’introduzione del concetto di magia e infine la nascita effettiva di un personaggio con poteri già noti (Scarlet Witch) da ampio respiro a tante previsioni future che di certo non tratteremo in questo breve articolo d’opinione. 

Cos’ha funzionato e cosa no?

WandaVision spiazzò tutti per un apparente esercizio autoriale per poi, episodio dopo episodio, rivelarsi esattamente per quel che è stato: un esperimento inusuale per il MCU che infine, incatenato in dei binari narrativi ben pianificati, ha lasciato in molti (non il sottoscritto sia chiaro) delusi per la linearità espressa nella sua conclusione. Vero, l’atmosfera e il mistero sono andati persi al momento di determinate rivelazione ma di certo non si può buttare alle ortiche tutto quel che di buono è stato o che, per assurdo, è stato forzato fino allo stremo. Da ventennale lettore della Marvel ho amato perdermi in ogni strizzata d’occhio datami dalla sceneggiatura, dalle conseguenti teorie che ho espresso sia pubblicamente che privatamente tra amici e non e infine ho compreso, con un pizzico di sana amarezza, vedere come effettivamente tutto quel che avevo pensato fosse andato sgretolarsi di fronte a un’idea alla base così semplice. 

Dicotomicamente parlando trovo che questo sia stato contemporaneamente un bene e male, o forse il non rendersi conto di come anno dopo anno la community del Marvel Cinematic Universe sia cresciuta al punto di essere affamata di sapere, nozioni ed elementi trasposti anche dal Fumetto. Il far annusare e basta, come accaduto su WandaVision in maniera così ripetuta (prima volta, a memoria per questo brand decennale) è stato per assurdo un boomerang che mi auguro in futuro possa essere calibrato al meglio. 

Non serve dare una fedele trasposizione a quanto letto ma almeno, se l’intento è quello di giocare con un determinato occhio attento del pubblico, è d’obbligo inserire quella minima percentuale di elementi atta a placare questa fascia di consumatori che, da minoranza, anno dopo anno sta prendendo un ruolo ben noto e ciò lo dimostrano i vari Reddit a tema Marvel pieni zeppi di appassionati (ma ovviamente anche in alcuni commenti brillanti dei nostri lettori). Per me è un bene, è manifesto di come anche grazie al MCU il Fumetto e in generale la Casa delle Idee abbia così nuove tante generazioni da crescere con i suoi Eroi più celebri.

Ha funzionato la scelta di non accentrare lo scontro fisico bensì quello mentale dove, solo in rarissimi momenti, l’azione è stata dosata al meglio dando ancora più spessore allo scontro tra la Visione di Wanda e la Visione Bianca o lo stesso scontro d’arti mistiche tra Agatha e Scarlet Witch. Ha inoltre aiutato la scelta di elevare un registro tale da mettere l’attore prima del personaggio, questo ha fatto emergere delle performance magistrali quali quella di Elizabeth Olsen (da premiare in ogni luogo possibile) e di Paul Bettany. 

Non ha funzionato al meglio la gestione di alcuni personaggi secondari, ma dal futuro più roseo che mai, quali Monica Rambeau e soprattutto sulla gestione più che anonima di uno dei cliffhanger che più ha esaltato il sottoscritto e il web nelle scorse settimane: il Pietro interpretato da Evan Peters. Spiace dirlo, davvero, ma dopo una simile sorpresa vederlo poi reso a macchietta e infine utilizzato al solo scopo di burattino d’Agatha senza alcuna profondità m’ha lasciato alquanto deluso. Ecco, forse è l’unica pecca concreta che riscontro in WandaVision… Perché utilizzare questa figura in questa maniera? Possibile il solo far discutere la gente? Se questo era l’obiettivo, tanto peggio. Potenziale sprecato. “Fietro”.

Le due scene finali post credits del nono e ultimo episodio, invece, hanno funzionato alla grandissima per il solito discorso di continuità narrativa. Tra Skrull e lo spettro di una Secret Invasion che incombe sulla Terra, e una Scarlet Witch intenta a studiare il Darkhold e avere indietro Billy e Tommy le prospettive sono solo che rosee. E manca tutto il resto, ovviamente. 

Il primo pezzo di un nuovo, intricato, puzzle narrativo

WandaVision è ovviamente promossa dal sottoscritto sebbene il mio obiettivo sia quello, soprattutto agli occhi di chi giudica male questo prodotto, far comprendere come non si debba confondere alla chiusura di questa serie. Proprio come i film passati, questo progetto è nient’altro che il pezzo di un nuovo puzzle narrativo che lentamente andrà a formare un nuovo schema coordinato dal buon Kevin Feige. L’Infinity Saga è conclusa ormai, basta guardare al passato bensì è vitale volgere lo sguardo al presente e futuro visto tutto quel che – di nuovo – dovrà essere introdotto. Come primissima uscita della Fase 4 direi che mi ha lasciato soddisfatto. 

WandaVision - la recensione completa della prima serie TV dei Marvel Studios
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