Venom: La Furia di Carnage rischia di non essere distribuito in Cina a causa di alcune dichiarazioni controverse di Tom Hardy risalenti al 2012.

Nonostante l’accoglienza negativa da parte della critica, il primo film dedicato a Venom avente per protagonista Tom Hardy ha incassato 855 milioni di dollari al box-office mondiale, ottenendo un riscontro positivo da buona parte degli spettatori. Forte del suo incredibile successo commerciale, Sony Pictures ha deciso di accelerare lo sviluppo di un sequel del cinecomic intitolato Venom: La Furia di Carnage e diretto da Andy Serkis.

Il film è stato rilasciato negli Stati Uniti lo scorso 1º ottobre ma non ha ancora una data di uscita ufficiale nel mercato cinese (dove il primo capitolo incassò l’impressionante cifra di 269 milioni di dollari nel 2018). Il mancato arrivo di Venom: La Furia di Carnage, a quanto pare, potrebbe essere stato causato da alcune dichiarazioni rilasciate da Tom Hardy nel 2012 in occasione del Festival di Cannes durante il tour promozionale del film Lawless di John Hillcoat.

Nel corso di una conferenza stampa per il film, a Tom Hardy venne chiesto se Marlon Brando avesse avuto qualche tipo di influenza sul suo stile recitativo e sulla carriera. In risposta, Hardy svelò di aver visto solo un film di Marlon Brando – ossia La casa da tè alla luna d’agosto (The Teahouse of the August Moon) – da lui descritto come “La Rivolta del Tè a Shanghai… quello in cui interpreta un muso giallo” [in originale Hardy usò il termine offensivo “chinaman“].

Per chi non lo conoscesse, La casa da tè alla luna d’agosto è un film del 1956 con protagonista Marlon Brando nel ruolo di Sakini, un abitante della città giapponese di Okinawa, e rappresenta uno degli esempi più celebri di “yellowface“, pratica del cinema occidentale che consiste nel truccare un attore bianco per replicare in modo stereotipico le caratteristiche facciali degli individui di origini asiatiche. Occorre precisare, inoltre, che il film era ambientato durante l’occupazione degli Stati Uniti di Okinawa nel 1945 e non in Cina, come creduto da Hardy.

Tom Hardy tornò a parlare del suo controverso uso del termine “chinaman” in un’intervista con Vulture. Quando gli venne chiesto di confermare se non avesse visto i film classici con Brando, l’attore dichiarò “Ho visto La Casa del Tè di Shanghai del Sol Levante o qualsiasi sia il suo nome, dove [Marlon Brando] interpreta il muso giallo.” Quando l’intervistatore gli fece notare che quel casting fosse una scelta “discutibile, in retrospettiva, Hardy rispose “Il punto è che è fantastico perché pensi ‘Ok, tutti fanno c****te.‘”

Hardy proseguì il suo discorso definendo “grandiosa” la performance di Mickey Rooney nei panni del Signor Yunioshi in Colazione da Tiffany (1961) e aggiunse: “Intendo dire: ci sono delle leggende e anche le leggende commettono errori. Raggiungono le stelle e prendono la luna! Se sono debitamente paragonato a Marlon Brando, beh, posso pensare solo a La casa del Tè del Mezzogiorno di Shanghai. Mi stanno paragonando a lui in quel film!

Dopo aver ricevuto i complimenti dall’intervistatore per essere stato così schietto “in un periodo in cui tutto è guidato dalle pubbliche relazioni“, Hardy rispose “Mmm, beh, non sarà così quando la Cina progredirà più di noi tra quindici anni e parleremo tutti il cantonese. Allora la gente dovrà crescere, c***o. Quando avremo un trilione di dollari di debito, ci renderemo conto che siamo davvero in debito e che la Cina è un grande creditore…“. A questo punto l’intervistatore cercò di ironizzare dicendogli che non avrebbe dovuto dire queste cose davanti al padiglione cinese del Festival.

Nonostante ciò, l’attore continuò a parlare della crescita della Cina adottando delle metafore decisamente discutibili: “Ci sono più persone in Cina di quante ce ne siano qui. Chi siamo noi per ostacolare ciò che Dio vuole, o qualsiasi sia la tua concezione di esso? Nessun uomo può fermare un’onda anomala. È solo l’ascesa e il collasso delle civiltà! Affronti la fottuta paura e la affronti a testa alta. Perché succederà lo stesso, e non è cosa brutta! Si chiama evoluzione. Come è il tuo cantonese?“. Come spiegato da Variety, la lingua ufficiale della Cina è il Mandarino mentre il dialetto cantonese è parlato a Sud del Paese e nella zona di Hong Kong.

I commenti di Hardy sono stati descritti come “insulti verso la Cina” in centinaia di commenti sui forum cinesi e sono stati riportati anche in una mezza dozzina di video sulla piattaforma Bilibili (il corrispettivo di YouTube), incluso uno che è stato visualizzato 1.5 milioni di volte:

È sicuramente discriminazione razziale chiamare ‘muso giallo’ un personaggio giapponese. Mi sento davvero offeso. È un vero peccato. Addio, Tom Hardy.”

“Avrebbe il coraggio di sostituire il termine ‘chinaman’ con la parola con la N?

Secondo molti utenti, inoltre, la risposta moderata ai commenti più controversi di Tom Hardy è legata probabilmente alla grande fanbase cinese dell’attore, lusso che invece non è stato riconosciuto a Simu Liu, protagonista di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli:

Il protagonista di Shang-Chi ha espresso le sue scuse ed è stato considerato ‘anti-Cina‘ senza aver detto nulla, mentre un gruppo di persone sta cercando di far sparire i commenti di Tom Hardy, e ciò indica che il numero dei suoi fan è ancora molto importante.”

Infine, Variety sottolinea che il mancato rilascio di Venom: La Furia di Carnage in Cina rappresenta una delusione a livello finanziario per la Sony, che chiaramente stava corteggiando il mercato cinese visto “il dialogo ingiustificato in cinese inserito nel primo trailer.

Ricordiamo che Venom: La Furia di Carnage, scritto da Kelly Marcel (50 Sfumature di Grigio) e Tom Hardy e diretto da Andy Serkis (Mowgli), vede nel cast Tom Hardy (Eddie Brock/Venom), Michelle Williams (Anne Weying), Woody Harrelson (Cletus Kasady/Carnage), Naomie Harris (Shriek), Reid Scott (Dan Lewis) e Stephen Graham (Patrick Mulligan).

Venom: La Furia di Carnage

SINOSSI
Tom Hardy ritorna sul grande schermo nel ruolo del ‘protettore letale’ Venom, uno dei personaggi Marvel più enigmatici e complessi. Diretto da Andy Serkis, tra i protagonisti anche Michelle Williams, Naomie Harris e Woody Harrelson, nel ruolo del villain Cletus Kasady/Carnage.

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