THR rivela che Tom Holland ha avuto un ruolo chiave nelle trattative per Spider-Man tra Sony e Disney, che dopo Far From Home erano chiuse al 100%.

Dopo settimane di trattative, Sony Pictures e Marvel Studios hanno trovato un nuovo modo di collaborare per Spider-Man dopo la brusca frenata nella trattative di fine agosto, che ha terrorizzato milioni di fan.

Con un comunicato ufficiale, la scorsa settimana è stato infatti annunciato il ritorno di Spider-Man nell’Universo Cinematografico Marvel con un terzo capitolo che esplorerà gli eventi del finale di Far From Home e che uscirà il 16 luglio del 2021 come parte della Fase 4.

Ora l’autorevole The Hollywood Reporter ha fatto luce su alcuni retroscena della trattativa, spiegando che ogni tipo di collaborazione tra Sony e Disney per quanto riguarda il franchise su Spider-Man era “morta al 100%”.

Nonostante ciò è emerso un “eroe”: Tom Holland, interprete dell’Uomo Ragno, che ha spinto più volte per un nuovo incontro tra le major, mandando dati diversi appelli a Disney e Sony per trovare una soluzione.

Il momento chiave è stato il D23 Expo di Agosto, in cui Holland ha incontrato il presidente della divisione cinematografica di Sony, Tom Rothman chiedendo di tornare in trattative. Oltre ad interpretare uno dei personaggi più celebri al mondo, Holland è una voce influente nei confronti di Sony essendo il protagonista del film su Uncharted in via di sviluppo. Sorprendentemente, Holland si è recato anche da Bob Iger, CEO della Disney nonché una delle persone più influenti dell’intero settore cinematografico, chiedendo anche a lui di tornare in trattative con Sony.

Evidentemente le parole dell’attore hanno dato i loro frutti, dato che la scorsa settimana i due presidenti, al fianco di Kevin Feige, hanno stretto un nuovo accordo grazie al quale Marvel e Disney riceveranno il 25% dei profitti da parte di Sony e verseranno a loro volta il 25% dei costi di produzione in un accordo di co-finanziamento, esattamente quanto richiesto inizialmente dalla Disney, che avrà nuovamente i diritti del merchandise (versando a sua volta 30 milioni l’anno).

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