La costumista del film parla del costume di Gorr e del lavoro di Christian Bale

Il 6 luglio è uscito al cinema Thor: Love and Thunder, il quarto capitolo dedicato alle avventure del Dio del Tuono interpretato da Chris Hemsworth. Nel film, oltre alla presenza di Natalie Portman come Jane Foster (che sarà in grado di sollevare il Mjolnir), tornano Jaimie Alexander nel ruolo di Lady Sif (dopo la sua misteriosa assenza in Thor: Ragnarok) e Chris Pratt nei panni di Peter Quill/Star-Lord, insieme agli altri Guardiani della Galassia.

Nel corso di un’intervista esclusiva con A.frame, la costumista del film, Mayes C. Rubeo, ha parlato del processo di creazione dei vari costumi, in particolare per quello di Christian Bale:

A.frame: Il costume di Gorr potrebbe sembrare come una semplice tunica drappeggiata, come si fa a renderlo dinamico e a fargli tenere testa con tutti gli altri costumi?

Rubeo: Il nostro cattivo è vestito di bianco, ed era qualcosa di cui Taika era molto convinto. Voleva fare qualcosa di diverso. La tunica è piena di drappi, e tutti questi drappi sono ispirati da figure antiche che provengono da musei e sculture in marmo. È stato un costume complicato, perché doveva essere leggero e doveva essere molto statuario in termini di drappeggio. la mia taglierina, Gloria Chan, è stata brillante, perché aveva capito esattamente cosa doveva succedere. Ci sono volute due settimane per capire come avrebbe funzionato, con i cavi e tutta la logistica.

A volte il costume ha uno strascico, ma poi dovevamo averne un altro che non lo avesse. E poi, un altro ancora che avesse un cappuccio. Sembra che sia un unico costume, ma abbiamo dovuto fare molto, molto, per quel costume. Al punto che abbiamo dovuto pesare il costume! Il costume non dovrebbe essere pesante, perché Christian ha creato questa coreografia per il suo personaggio, questo tipo di camminata sinistra che non ti aspetti. Quasi come se fosse un serpente. E sta soffrendo molto nella sua vita. Ha proiettato tutto questo attraverso il suo costume.

E Christian è così coinvolto. È un attore che utilizza il method acting [una serie di tecniche di recitazione]. Richiedeva un’attenzione immediata e non divisa quando dovevamo fare le prove, perché c’erano così tante cose che dovevano stroncare e infilare nel costume per renderlo più dinamico e più iconico, e non perdere quel tipo di drappeggio statuario che intendevamo per lui. Credo che sia molto iconico.