Attenzione, questo articolo contiene svariati e importanti spoiler di Avengers: Endgame. Se non avete ancora avuto modo di andare al cinema, vi consigliamo caldamente di evitare la lettura. Grazie.

Di giorni ne sono passati e, dopo aver avuto la fortuna di visionare per ben tre volte Avengers: Endgame, è tempo di iniziare a sviscerare alcuni tra gli elementi più divisori che, diciamolo chiaramente, stanno spaccando di netto l’ingente community della Marvel. Oggi parliamo di Thor e, in particolar modo, della sua imprevedibile (ammettetelo, nessuno di voi poteva avere la benchè minima idea di quel che è accaduto) gestione da parte dei fratelli Russo nella pellicola conclusiva della Fase 3 del Marvel Cinematic Universe: è stata una scelta giusta? Per me si e, come aspiro sempre, cercherò di alimentare e solidificare il mio pensiero con delle logiche argomentazioni che, giustamente, potrebbero anche essere confutate. Questo è un articolo d’opinione soggettiva, non di verità assoluta.

La caduta di un Dio, la risalita di un Uomo

Ancora una volta, attenzione agli SPOILER, proseguite solo se avete già visto il film.

Cosa logora interiormente senza poter porre alcun rimedio? Il rimorso, il costante senso di colpa e, infine, la solitudine. Dopo aver definitivamente “mirato alla testa” di Thanos il potente Dio del Tuono, chiusosi all’interno di un ammuffito guscio colmo di birra e di fetore, lentamente si è privato del suo essere abbracciando, in maniera del tutto inconscia, un’anima umana da sempre a lui affine (lo sapete, Midgard è sempre stata la casa sicura del Figlio di Odino) e, di conseguenza, tanti pregi quanto difetti. L’uomo, è una creatura imprevedibile e strana.

L’averlo ritrovato in quelle condizioni, per favore vi chiedo di non soffermarvi solamente sull’aspetto simil “Lebowskiano” del personaggio, personalmente mi ha portato sin da subito a chiedermi: “perché?”. Sarei falso a non ammettere di non aver riso in qualche battuta con Rocket Raccoon ma, tralasciando questo, le lacrime di Thor sono state uno dei sentimenti più umani intravisti all’interno di una sceneggiatura che, parlando sempre di pura e mera invenzione, spesso e volentieri tende a estremizzare il tutto. Stavolta no, non con Thor almeno: mettetevi nei suoi panni e soffermatevi un attimo in una breve riflessione, non vi ci ritrovate? Non siete mai stato fragili a tal punto da piangere per un nonnulla? Mentite, se affermate anche solo il contrario di quanto detto.

Dio è caduto ma l’Uomo, grazie al toccante incontro con la madre in quel di Asgard, è riuscito nuovamente a risalire la china e, l’essersi sentito nuovamente degno, ha finalmente ridato vita a un’anima morente pronta a lasciarsi andare serenamente. Le frasi affermate dopo la dipartita di Natasha Romanoff (Vedova Nera) e la ritrovata rabbia e spirito battagliero nello scontro finale con il Titano Pazzo sono elementi cardine su cui la rinascita di Thor poserà le sue fondamenta. Il lento, e giusto, percorso di crescita del Dio del Tuono è dovuto necessariamente passare per un azzeramento totale in vista di un futuro prossimo, vista l’esplosiva Fase 4 che ci attenderà, dove sarà un fulcro principale delle numerose vicende che si ramificheranno nell’albero narrativo dei Marvel Studios.

Il fragore del Tuono

Thor e la sua tonante ascia (Stormbreaker) torneranno a infuriare gli schermi cinematografici in una nuova Era per il MCU, ne sono certo. Dando per scontata la sua presenza in Guardiani della Galassia Vol.3, attualmente uno dei pochi film noti e più attesi della Fase 4, azzardo sin da ora la seria possibilità di ammirare Thor nella sua versione Ultimate (ossia un universo alternativo della Casa delle Idee in formato cartaceo dove molti degli eroi più noti subirono una netta svecchiata a un modello ormai fin troppo standardizzato dal peso degli anni; vi consiglio se possibile di recuperare qualcosa in merito) chiudendo infine il percorso di crescita partito e modificato in corso d’opera date le evidente problematiche del suo personaggio (no, non è colpa di Ragnarok).

Se la conclusione di Endgame ha lasciato tutti con l’amaro in bocca, data la drammatica morte di Tony Stark/Iron Man e il passaggio di consegna dello scudo tra Steve Rogers e Sam Wilson, ho la netta sensazione che Thor sarà proprio la figura in cui tante persone ritroveranno sicurezza per continuare ad alimentare questo splendido intreccio narrativo che porterà, viste le recenti acquisizioni della Disney su FOX, a possibili risvolti semplicemente epici. Chiudo questo breve pensiero con un amichevole consiglio: non seguite sempre e comunque il pensiero di massa, bensì provate ogni tanto a porvi tante domande cercando di ottenere altrettante risposte. Magari sbaglierete come il sottoscritto ma, intanto, partorirete un vostro personale e libero pensiero che potrà non essere condivisibile ma, almeno, sarà rispettabile.


Comics Universe è orgogliosa di annunciare la partnership con UCI Cinemas in occasione dell’imminente arrivo nelle sale cinematografiche di Avengers: Endgame, fissato per il 24 aprile.

Per l’occasione UCI Cinemas ha lanciato un concorso con in palio diversi premi: partecipare è facile, basta collegarsi al sito avengersendgame.ucicinemas.it e registrare i propri dati.

Partecipando al concorso dedicato al film potrai vincere fantastici premi: dal 16 aprile al 19 maggio vai sul sito avengersendgame.ucicinemas.it e registrando i tuoi dati, parteciperai subito all’estrazione per vincere 15 lampade a muro di Captain America o Hulk, un kit composto da 1 zaino Nilox + Collection Panini e 2 Doc Skateboard Black. Inoltre registrando il biglietto del film, acquistato tramite i canali di vendita UCI Cinemas, puoi vincere un super viaggio per tutta la famiglia con Familien Hotels Sudtirol in Alto Adige!