Ha debuttato oggi su Disney+ il primo episodio di The Falcon and The Winter Soldier, la seconda serie TV dei Marvel Studios.

Avete presente quando siete certi di un qualcosa e poi, d’un tratto, ci si rende conto che non è proprio così? Ecco, questa è una delle sensazioni provate dal sottoscritto durante la visione del primo episodio di Falcon and The Winter Soldier. La nuova serie televisiva disponibile come sempre a cadenza settimanale su Disney Plus ha il gravoso compito di sostenere non una, bensì due profonde eredità: la prima è ovviamente il pesante fardello dello Scudo di Captain America e l’altra, dopo quanto accaduto, è raccogliere il testimone di uno dei prodotti d’intrattenimento più discussi e visti di questi primi mesi del 2021: ovviamente, stiamo parlando di WandaVision. No, attenzione, non faremo alcun confronto qualitativo tra le due serie visto che – è chiaro da tempo immemore – stiamo parlando di progetti completamente diversi tra di loro se non uniti da un sottile filo logico sempre più evidente legato al nuovo modus operandi seriale pensato dai Marvel Studios.

Il pesante fardello di una grande eredità

Pensavate di vedere solo tante esplosioni e poco altro? Nah, sappiate che sono solo e soltanto – almeno da quanto visto in questo primo episodio – un roboante contorno a un qualcosa di decisamente più profondo e introspettivo per ambedue i protagonisti principali dell’opera che, sempre nel campo della massima onestà personale, hanno il grande compito di far definitivamente breccia nei cuori di buona parte della community del Marvel Cinematic Universe. Se nella serie dedicata a Wanda e Visione era ben presente il tema del lutto e l’accettazione del dolore qui invece la straziante inadeguatezza dinnanzi a un Simbolo e lo stress post-traumatico sembrano essere da padroni. Una grande problematica da affrontare per entrambi, un binario e parallelo sviluppo di queste figure che potenzialmente potrebbe donare un inatteso affresco a Falcon e Bucky anche in prospettiva futura. 

“I simboli sono vuoti senza le persone che danno loro significato”.

Una frase emblematica, che colpisce e che mostra a tutti noi una verità ineluttabile: dopo Tony Stark, anche Steve Rogers dovrebbe essere passato a miglior vita (almeno per l’opinione pubblica, come spiegato da Spider-Man: Far From Home) e c’è bisogno di un vero e proprio rinnovamento. Un passaggio di consegne di proporzioni immense che porterà Falcon, e su questo posso solo che esserne certo, a una profonda analisi interiore per comprendere realmente se sia degno o meno di avere tra le mani quello Scudo. Chissà, sicuramente la parte finale del primo episodio ha mostrato uno sguardo pieno di rimorso per una scelta, forse, presa in maniera fin troppo avventata. Curiosissimo di vedere il confronto con US Agent, nuovo “Captain America”, e le conseguenze. Facendo un parallelo con il fumetto, sarebbe interessante vedere riproposta sotto alcuni aspetti – soprattutto a livello sociale – la tanto amata/odiata run di Captain Falcon ideata da Spencer del 2015.

Dall’altro lato abbiamo invece Barnes, l’ex Soldato d’Inverno, pronto a ottenere la grazia attraverso un toccante percorso di terapia atto a ritrovare sé stesso e rientrare a far parte della società moderna. Gli incubi, il rimorso per quel che involontariamente ha commesso e i primi approcci con nuove conoscenze – soprattutto una donna – mettono fin da subito il personaggio interpretato da Sebastian Stan sotto una luca diversa. 

Al momento queste sono strade separate, vedremo poi come tali problematiche andranno a intrecciarsi non appena i due protagonisti tornino a vedersi e parlarsi. Il loro rapporto sarà l’ago della bilancia sulla riuscita definitiva o meno di questo interessante progetto introspettivo. Vedremo. 

Un indiretto omaggio ai Fratelli Russo e un chiaro e inatteso messaggio politico

Falcon and The Winter Soldier sbatte in faccia allo spettatore una iniziale scena d’azione di primissimo livello che fa, senza tanti giri di parole, omaggia a quanto visto in Captain America: Winter Soldier dei Fratelli Russo. Tralasciando la continuità narrativa, visto il ritorno di Batroc il Saltatore affrontato precedente dal buon Steve Rogers durante l’incursione notturna marittima, è più che apprezzabile l’intento di riprendere tanto di quel film e di Civil War e traslarlo in questa operazione seriale. Funziona ovviamente – e perché mai non avrebbe dovuto aggiungo – facilitando il compito a Malcom Spellman (sceneggiatore della serie) nel lavorare con la massima concentrazione su ogni sfaccettatura possibile di Falcon e Bucky. 

Pregevole la scelta di prendere la figura di Flag-Smasher (Spezzabandiera), un villain di minor importanza della storia di Captain America, ed elevarlo a “Credo” unendolo alle problematiche sociali post “blip” di Thanos. Apparentemente sottovalutai questo, ma vedendolo su schermo ne sono rimasto compiaciuto con grande curiosità in ottica futura pensando anche all’oscura figura di Zemo in agguato. Unione d’intenti? 

Ma il punto più importante, che voglio promuovere in chiusura di questo articolo, è (per ora) l’inatteso messaggio politico dato dalla serie televisiva. Le difficoltà economiche della famiglia di Sam e la sua empatica difficoltà nel trovare pecunia denotano una società – gli Stati Uniti di questi tempi – che se ne frega completamente dell’uomo e di quel che ha fatto. Puoi aver combattuto per anni, salvato la Terra dal Titano Pazzo ma il sistema bancario minimizzerà sempre il tutto parlando solo e soltanto di numeri. Oltre all’aspetto economico – come ben visto nell’idea fumettistica di Nick Spencer – il passaggio di consegne dello Scudo e la presenza di US Agent potrebbero scatenare un indiretto conflitto razziale che, detto francamente, mai mi sarei aspettato di vedere in un prodotto targato Disney. Ok, è il primo episodio, ma sembra proprio quello lo scopo ultimo di tanti dialoghi e sguardi visti fino a questo momento. E mi piace, anche tanto.

Vedremo quanto vorranno calcare la mano, per il momento Falcon and The Winter ha sicuramente catturato la mia attenzione con le giuste riserve del caso. Parliamo di un prodotto completamente diverso da WandaVision, e la scelta di inserirlo tra quella serie e Loki potrebbe essere quel plus in più per essere goduto al meglio.