L’utilizzo della Stagecraft, la tecnologia per gli ambienti virtuali brevettata in The Mandalorian, nel video dal dietro le quinte di The Batman.

A inizio marzo è uscito finalmente nelle sale cinematografiche italiane The Batman di Matt Reeves con Robert Pattinson nel ruolo di Bruce Wayne (qui trovate la nostra recensione), uno dei film più attesi dell’anno per molti spettatori che fortunatamente non ha deluso le aspettative. Il film si è consolidato come un ottimo successo per critica e pubblico, raggiungendo oltre 750 milioni al box office e conquistando anche le classifiche di HBO Max.

Recentemente, Warner Bros. ha pubblicato online uno dei contenuti extra del film, un filmato che mostra l’impressionante utilizzo della Stagecraft, ovvero un intero sfondo ricoperto da pannelli LED e con illuminazione artificiale utilizzo per creare, illuminare e modificare gli ambienti virtuali.

Buona visione!

Come molti di voi sapranno, nel 2019 il CCO della Industrial Light & Magic Rob Bredow ha spiegato che anche il film di Matt Reeves avrebbe utilizzato delle tecniche in “virtual production” per alcune scene, implementando la stessa tecnologia per gli ambienti virtuali utilizzata da The Mandalorian: la Stagecraft.

Nello specifico, la crew di The Batman ha costruito dei set pratici nel Regno Unito, ai quali la ILM ha aggiunto un sistema di LED intorno all’intera ambientazione per migliorare l’illuminazione e la qualità generale, utilizzando l’enorme vantaggio fornito da questa tecnologia: l’illuminazione e la renderizzazione in tempo reale degli sfondi grazie all’Unreal Engine di Epic.

Inoltre il team della ILM ha collaborato con il direttore della fotografia Greig Fraser, che ha vinto un Emmy per The Mandalorian (utilizzando proprio la Stagecraft) ed ha lavorato anche a Rogue One: A Star Wars Story.

Questa tecnologia, che evolve e migliora la tecnica Rear Projection già esistente nel cinema, è stata introdotta e sviluppata da Lucasfilm e Industrial Light & Magic e permette di girare gran parte della serie al chiuso senza il classico green screen, migliorando così la qualità visiva e l’illuminazione generale. Entrando nel dettaglio, l’intero set viene allestito con degli enormi schermi LED affiancati dagli oggetti di scena: questo permette al team di sviluppo di creare digitalmente tutti gli sfondi (modificandoli e renderizzandoli in tempo reale) e proiettarli sugli schermi, rendendo tutto l’ambiente più “reale”.

In termini pratici, da una parte questo permette agli studios di girare al chiuso e di garantire una sicurezza maggiore per cast e crew in tempi di Covid (in quanto si troveranno in un ambiente protetto, controllato e sanificato quotidianamente, lontano da fan, paparazzi etc) e dall’altra parte permette di migliorare ancora di più la qualità visiva e soprattutto l’illuminazione, mettendo in secondo piano il classico green/blu screen.