Robert Pattinson parla della sua versione di Bruce Wayne e delle complessità di interpretare un personaggio di questa importanza in The Batman.

The Batman  di Matt Reeves con Robert Pattinson nel ruolo di Batman è al momento uno dei film più attesi nel panorama cinecomic. La pellicola, in uscita a marzo del 2022, si propone di raccontare una storia che attinge all’anima noir di Batman, personaggio creato nel 1939, quindi in un periodo in cui il genere spopolava come in pochi altri momenti storici, mettendo al centro di tutto le sue abilità di detective.  Dopo un primo blocco a marzo ed un secondo blocco ad inizio mese, le riprese finalmente sono ripartite (e fortunatamente non verranno bloccate nonostante il Lockdown nel Regno Unito).

Nel corso di una recente interista con Vanity Fair France, l’attore protagonista Robert Pattinson ha discusso della sua versione di Bruce Wayne, della pressione per il ruolo e delle complessità di interpretare un personaggio del genere.

Innanzitutto ha paragonato il processo di produzione del film a quello di Tenet, esperienze molto differenti rispetto ai progetti minori a cui ha partecipato in tutti questi anni:

Ne ho parlato spesso con gli amici più intimi, abbiamo condiviso i nostri sogni. Questa è la parte segreta e più sensibile di un attore che affronta la pesantezza e la difficoltà di un progetto. del genere In Batman, ma anche in Tenet, sei circondato da un enorme team di tecnici e quando ti dicono “Andiamo Robert…azione!” devi essere bravo a dimenticarti di tutte queste persone in modo da ritrovarti da solo con i tuoi pensieri e con i tuoi demoni.

Ho l’entusiasmo di un attore per affrontare la tensione del set e le enormi aspettative delle persone e trasformarle in un dialogo interiore. E’ una sensazione eccitante ed allo stesso tempo orribile sentirsi quella “piccola merda” che rischia tutto. Ci penso sempre pochi giorni prima delle riprese.

Parlando della complessità del persoanggio, l’attore ha spiegato:

Per prima cosa guardo il personaggio con cui ho a che fare, pensando a quali sfumature dovrò inventare per renderlo sempre più complesso. Batman è un ruolo per il quale ho dovuto imparare ad interpretare al meglio le ambiguità. Non ho interpretato un peronaggio “piatto”. E’ grandioso dar vita a questi personaggi che sembrano vivere su più stati contemporaneamente.

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