“The Batman” è ufficialmente sbarcato online nel suo primo trailer ufficiale. Un trailer estremamente tetro, ma ammaliante. Analizziamolo insieme.

Quindi le premesse di questo film sembrano essere di una storia cupa, dove Batman indaga in una Gotham sporca e corrotta, ossessionato dai suoi casi.

Questo scrivevamo in un articolo datato 16 Marzo 2019, in cui il regista Matt Reeves rivelava le sue fonti di ispirazione per il film: Chinatown e Taxi Driver, dicendo di aver ascoltato in loop la più famosa traccia di quest’ultimo, “Thank God For The Rain”, durante la fase di scrittura.

Ebbene, pare proprio che Reeves abbia intenzione di rispettare questa premessa, e noi senza indugio, decidiamo di seguire lo stile di questo Batman, ed indagare a fondo sul trailer che ci è stato presentato questa notte sul palco virtuale del DC FanDome.

L’analisi

Il trailer ha inizio con un suono graffiante, quello di un nastro isolante che viene strappato con perizia da niente meno che Edward Nashton, alias l‘Enigmista, interpretato da Paul Dano, con indosso una giacca verde (in riferimento al suo outfit fumettistico) ed una maschera sul volto che copre completamente le sue fattezze, il cui unico fattore “umano” visibile, sono gli occhiali posizionati sopra di essa.

Il quadro che ci viene presentato è chiaro: un uomo (su cui cercheremo di imparare di più a mano a mano che andremo avanti col trailer) è appena stato ucciso per mano dell’Enigmista, ed il villain è intento a lasciare il suo segno sulla scena. Questo sembra essere il primo di una lunga serie di omicidi che ossessioneranno il Cavaliere Oscuro interpretato da Robert Pattinson, o almeno il primo esempio che ci viene mostrato nel trailer, ma quale sarà il movente?

“Niente più bugie”, questo è il messaggio che l’Enigmista vuole lanciare, scritto sul nastro adesivo (e non solo, ma lo vedremo più avanti) che va a coprire l’intera faccia della vittima. Quale sia la motivazione dietro questo gesto ancora non è particolarmente chiara, ma già diverso tempo fa, una foto scattata sul set, aveva mostrato la macabra vicenda.

La scena successiva potrebbe essere stata inserita in questo momento per suggerire l’arrivo di Gordon sulla scena, ma in realtà potrebbe rivelare altro: la reazione che i membri del dipartimento di polizia di Gotham hanno all’arrivo di Batman sulla scena del crimine, in quanto sono intenti a fissare sospettosamente alle spalle di Gordon, probabilmente ad indicare la presenza del Cavaliere Oscuro alle spalle di Gordon.

Vediamo poi Jeffrey Wright per la prima volta nei panni del commissario (se di “commissario” si tratta, in quanto è possibile che la sua carica sia ancora di tenente, sergente o altre) Gordon, con tanto di classici occhiali e baffi. Non c’è che dire, secondo chi vi scrive l’attore fornisce un’ottima prospettiva riguardo alla sua capacità di incarnare lo spirito del personaggio, solo da questo sguardo viene comunicata la stanchezza derivata dal vivere a Gotham e trovarsi nella sua posizione, anche se probabilmente, questa scena potrebbe mostrarci la sua reazione all’Batman in arrivo sulla scena del crimine, passando probabilmente per il lucernario.

Vediamo i passi di Batman sulla scena del crimine. Nonostante la sua condizione di “leggenda urbana” sia ancora stabile (in seguito avremo un chiaro esempio di ciò), la polizia è ormai conscia della sua esistenza e delle sue capacità, perciò è abbastanza evidente che abbia collaborato ad altre indagini, se lo lasciano camminare per la scena del crimine. Che sia Batman quindi un segreto del dipartimento di polizia di Gotham? Probabile.

“BUGIE”, viene scritto con inchiostro rosso dall’Enigmista su diversi fogli di giornale le cui prime pagine raffigurano la vittima, che viene rivelato essere il tre volte sindaco Don Mitchell Jr., come quello che si potrebbe definire un faro per Gotham, un vincente amato dal popolo che non ha fatto altro che aiutare, come potremmo vedere tramite altri particolari. Ma l’Enigmista raramente mente (se non a sé stesso), è quindi chiaro che sappia qualcosa che al pubblico non è noto.

Durante questa scena viene rivelato l’indovinello lasciato da Nashton, ma viene anche mostrato un particolare che potrebbe rivelarsi fondamentale per la nostra indagine (ed ovviamente, per quella di Batman). L’indovinello dell’Enigmista recitato da Gordon nel corso delle scene è “Sono il tuo amico segreto. L’identità non si sa? Gioca con me e si vedrà.”, ma non è tutto. Non solo sul lato del bigliettino compare la scritta “Che cosa fa un BUGIARDO quando MUORE?”, ed inoltre sotto la scritta viene anche mostrato un codice da decifrare che potrebbe forse richiamare quelli rilasciati dallo Zodiac Killer nella realtà (chissà se qualche fan riuscirà a risolverlo nell’attesa [aggiornamento, lo hanno fatto]), ma fattore più importante: il bigliettino raffigura un gufo, visibile per pochissimi frame, ma che potrebbe rivelare la presenza della Corte dei Gufi, setta che controlla Gotham da generazioni, implicata in ogni sorta di crimine e la cui esistenza è celata in piena vista nella forma di una filastrocca insegnata ai bambini.

Sta’ in guardia dalla Corte dei Gufi, che ti osserva con cipiglio,
notte e dì tra granito e calce, dal suo ombroso nascondiglio.
Lei ti scruta dentro casa, lei ti spia dentro al giaciglio,
non parlare mai di lei, o verrà a prenderti l’Artiglio.

Nella serie in cui viene rivelato la loro esistenza, nell’acclamato ciclo ad opera di Scott Snyder e Greg Capullo, si viene a scoprire che un giovane Bruce Wayne credette fin da piccolo ad un complotto al danno dei suoi genitori che vedesse la corte come mandanti del loro assassinio, solo per convincersi, come tutti, della loro esistenza solo in forma di leggenda, per il resto della sua vita, fin quando non si trova a scontrarsi per loro come Batman.  Un’ipotesi quindi sovviene: l’Enigmista ha scoperto l’esistenza della Corte e sta uccidendo ogni persona che ritiene sia stata collegata ad essi e che abbia alimentato un sistema basato su criminalità e menzogne a Gotham.

Vediamo Batman, fuori fuoco e di spalle, aggirarsi per la scena attirando le attenzioni della scientifica. Vediamo diverse onorificenze, medaglie, attestati, foto che ritraggono il sindaco Mitchell come qualcuno in grado di sgominare addirittura il traffico di droga di Sal Maroni, come viene raccontato dal Gotham Gazzette nella prima pagina incorniciata al muro, coperta da schizzi di sangue del defunto sindaco. Un fattore interessante potrebbe ritrovarsi nell’essere riuscito ad incriminare e quindi arrestare uno dei criminali di punta della città, questo perché è risaputo ormai che nel film sarà presente l’attore John Turturro nel ruolo di Carmine “il Romano” Falcone, il principale boss della malavita di Gotham in costante guerra con Maroni. Che Falcone stesso facesse parte della Corte e che fossero riusciti ad abbattere Maroni solo per una loro volontà, addossando il merito a Mitchell? Tutto ciò è ovviamente solo una teoria, ma vediamo dove porta.

Ci viene mostrato per la prima volta nel trailer il Batman di Robert Pattinson, la cui presenza spettrale riesce ad incutere timore nonostante il suo costume sia completamente visibile ed illuminato. È chiara la volontà di Reeves ed il costumista di rendere questo costume pratico, di mostrare i danni provocati dall’aggirarsi tutte le notte in cerca di guai da sventare. Questo Batman è in attività da poco tempo e pare sia al suo secondo anno come vigilante, un Batman incredibilmente solitario che non ha commissionato nulla a Lucius Fox o simili, ma che ha costruito il suo costume da solo grazie alle sue risorse ed al suo ingegno, ed è per questo che non risulta pulito e per così dire “appena uscito dalla fabbrica” come i suoi predecessori, ma vissuto. C’è quindi spazio per futuri upgrade che arriveranno, ma per ora, l’aspetto di un Batman grigio e nero come nella controparte cartacea, unito al look con armatura popolarizzato dalla trilogia di Nolan, funziona perfettamente in questo trailer e probabilmente, se non sicuramente, funzionerà nell’universo che Reeves sta creando attorno al personaggio.

Vediamo poi la comparsa di una scena nota agli appassionati più accaniti, in cui viene fatto un annuncio da un qualche esponente, forse qualche capo della polizia (vista la presenza di diversi agenti, tra cui Gordon) intento a rilasciare una dichiarazione stampa, osservati dallo sguardo vigile e coperto di trucco nero, probabilmente per cambiarsi velocemente in Batman se necessario, di Bruce Wayne, coperto da una bandana, a cavallo di una moto. Che Bruce abbia il sospetto di un possibile attentato incombente sulla scena?

Un dettaglio alquanto interessante è che a quanto sembra, la strada per accedere alla Batcaverna sia quella di un cimitero. Dettaglio particolarmente dark e azzeccato per un personaggio come Batman, ossessionato dalla morte dei suoi genitori e pronto a fare di tutto per far sii che nessuno debba morire se lui può evitarlo. Questo Batman sembra dare chiari segni di un ossessione accentuata anche per la controparte fumettistica, quasi al punto di disinteressarsi chiaramente alla sua vita come Bruce Wayne e di devolvere tutto il tempo a sua disposizione alla missione. Ma andando avanti troveremo altri momenti che sembrano indicare ciò.

Diamo quindi un primo sguardo alla Batcaverna, che però non sembra sia situata sotto Villa Wayne (non è nemmeno chiaro se Bruce viva effettivamente a Villa Wayne, in quanto non è difficile immaginare che passi tutto il suo tempo qui) ma che oltretutto non sia direttamente una caverna. Da quel che si può intuire, pare che si tratti di un deposito abbandonato a proprietà della famiglia Wayne, come suggerito dalla scritta visibile sull’arco sottostante alla scalinata. Si possono vedere diversi particolari, come attrezzi per l’allenamento, una Batmoto, il Batcomputer e molto altro. L’ipotesi che questa Batcaverna sia effettivamente la vera dimora di un Bruce completamente distanziato dalla sua identità civile, assorbito al 100% dalla sua ossessione, sembra quindi sempre più credibile. Da notare anche la voce di Alfred, interpretato da Andy Serkis, che dichiara che Batman stia “diventando una celebrità”, riferendosi al fatto che, come mostrato nel trailer, gli enigmi vengano indirizzati direttamente al Cavaliere Oscuro su biglietti scritti dall’Enigmista.

Vediamo poi Bruce, il cui aspetto è trasandato (come si può notare dalla lunghezza dei suoi capelli) e che quindi non richiama assolutamente l’immagine di “playboy filantropo” a cui siamo abituati, a rafforzare l’idea che questa versione sia, almeno inizialmente, completamente disinteressata alla sua vita civile, presenziare al funerale della vittima. Il triste evento viene interrotto da un’auto che si schianta nella cattedrale con sopra disegnato un indovinello da completare, guidata da una nuova vittima dell’Enigmista la cui bocca è coperta, con un telefono in mano la cui chiamata in corso è probabilmente, se non sicuramente, fatta da Nashton, con un biglietto su cui è scritto “Per Batman“, attaccata col nastro isolante al suo petto. Nonostante il montaggio serrato del trailer, ciò che ci viene mostrato della scena non si conclude qui, ma continuerà tra qualche sequenza. La conversazione con Alfred però continua quando il fedele maggiordomo pone una domanda fondamentale: “Perché scrive a lei?”

Successivamente vediamo la comparsa della Selina Kyle interpretata da Zoë Kravitz, calatasi dal lucernario di quello che sembra essere l’appartamento della vittima, intenta a rubare il contenuto di una cassaforte. Selina non indossa un vero costume da Catwoman, probabilmente non ha nemmeno preso la decisione conscia di abbracciare tale identità, ma il suo passamontagna richiama chiaramente alla maschera di Catwoman, suggerendo un futuro, magari in questo stesso film, in cui indosserà l’effettiva tuta da gatto.

Assistiamo poi alla rivelazione di un personaggio il cui aspetto aveva fatto speculare diversi fan: il Pinguino (che a quanto detto da Reeves non apprezza essere chiamato in questo modo), interpretato da un irriconoscibile Colin Farrell, coperto da un make-up che muta in modo eccellenze le sue fattezze e lo trasforma in un credibilissimo Oswald Cobblepot, intento a dar luogo ad un incontro, forse un traffico di droga, di armi, di informazioni, ma sicuramente qualcosa di losco, senza sapere di essere osservato da Batman, su un tetto lì vicino.

Assistiamo quindi all’arrivo di un gruppo di personaggi che ha dato luogo a diverse discussioni, che probabilmente si andranno a concludere solo con l’uscita del film. Questa banda, i cui membri sono truccati nei modi più disparati ma sempre coerenti, ricordano particolarmente gli scagnozzi del Joker, alcuni hanno addirittura delle linee che ricordano il sorriso creato dalle cicatrici, popolarizzato (e probabilmente creato, anche se il dibattito è aperto al riguardo, vista l’esistenza del Joker di Lee Bermejo, che non è chiaro se sia antecedente o precedente) dal Joker de Il Cavaliere Oscuro. Nonostante ciò non solo alcuni trucchi si vanno a differenziare, vedasi la croce disegnata di uno dei membri, o il make-up solo presente su un lato della faccia di quello che possiamo presumere si una giovane recluta (ecco quindi spiegata la presenza solo parziale del trucco, probabilmente), ma parliamo inoltre di un universo in cui non è ancora chiara l’esistenza di Batman alla città di Gotham ed addirittura, come andremo a vedere, a questa banda. Non è da escludere che il Joker possa già esistere, ma visto il classico fattore di creazione che Batman ha nella genesi del Clown Principe del Crimine, questo sembra improbabile. Non è quindi chiaro chi possano essere, ma lo scopriremo in futuro.

La seguente scena ci lascia abbastanza interdetti. Vediamo qualcuno di fronte ad uno specchio, o comunque una parete riflettente, che prova a colpire. Quasi certamente si tratta di Bruce, le cui mani sono particolarmente sporche. Inoltre è presente il costume di Batman nella scena, ed il tutto viene illuminato da una luce rossa ormai simbolo del film, apparsa sia nel camera test mostrato sei mesi fa, che nell’illustrazione di Jim Lee dedicata al film, che addirittura nel suo logo. L’unica ipotesi che sovviene a chi vi scrive è che Bruce possa trovarsi in una trappola dell’Enigmista e che stia cercando di liberarsi, ma questa ipotesi viene formulata solo in assenza di altre idee e probabilmente potrebbe rivelarsi errata.

La scena successiva è di forte impatto. Vediamo Batman, nella stazione di polizia, circondato da decine di agenti, che si scaglia violentemente contro uno di essi, solo per essere bloccato da Gordon che gli grida qualcosa che per ora non ci è dato sapere. Non è chiaro cosa stia avvenendo, ma l’ipotesi è che Batman abbia scoperto qualcosa di incriminante riguardo l’agente che sta aggredendo. Gordon, conscio non solo del fatto che Batman sia visto con sospetto dal dipartimento, ma che sia anche un fuorilegge che agisce senza un distintivo e celando la sua identità, potrebbe temere una “rottura” nella loro collaborazione ed un conseguente ordine di arresto al vigilante e quindi decide di intervenire. Qui è chiaro come questo Batman sia ancora in formazione, non si tratta di un eroe attento e pianificatore, non ancora almeno, ma di una versione embrionale di ciò che sarà, di un vigilante aggressivo e brutale che può addirittura sentirsi al di sopra della legge e non a suo servizio.

Assistiamo poi al Pinguino ed alla sua banda intenti a sfoderare le armi e a sparare in seguito alla scena precedente. Probabilmente Batman è apparso di fronte ai loro occhi.

Assistiamo poi a quello che presumibilmente è il primo incontro e combattimento tra BatmanCatwoman. È interessante notare come nessuno dei due riesca a colpire l’altro, in quanto ci viene mostrata Selina intenta a calciare Bruce con quest’ultimo che di risposta schiva ogni colpo, solo per poi osservarsi. Una prova dell’abilità di entrambi ed un classico primo incontro tra i due.

Successivamente l’Enigmista è intento a colpire il sindaco Mitchell alla testa, probabilmente per ucciderlo, arrivando poi alle scene successive che abbiamo già visto in precedenza. Ma chissà, forse le percosse sono avvenute dopo? Lo scopriremo solo vedendo il film.

Vediamo poi la conclusione della precedente scena ambientata nella cattedrale, in cui non solo scopriamo che Bruce sia sia cambiato in Batman per rispondere alla chiamata dell’Enigmista, ma inoltre che il Vigilante di Gotham abbia probabilmente fallito a rispondere all’indovinello, causando l’esplosione della bomba attaccata alla vittima precedentemente alla guida dell’auto, venendo sbalzato via dalle fiamme.

Durante queste ultime scene c’è stata poi una narrazione dell’Enigmista, al cui voce è modificata, intento a porre un indovinello a Batman: “Se sei giustizia, non fare il Pinocchio. Qual è il tuo prezzo per chiudere un occhio?“. Nonostante per amor di continuità chi vi scrive abbia preferito segnalare qui l’indovinello, le ipotesi della soluzione verranno rimandate alla fine dell’analisi. Un dettaglio interessante mostrato da questa inquadratura però è che non solo l’Enigmista abbia il volto completamente coperto da una maschera, ma che indossi anche una sorta di sacca di plastica che gli copre il resto della testa, probabilmente per evitare che un suo capello possano cadere sulla scena del delitto, rivelandone l’identità grazie alla prova del DNA.

La scena che segue è probabilmente destinata a rimanere iconica nei mesi a venire ed ha già fatto, più di qualunque altra, il giro di internet. Rivediamo la banda mostrata precedentemente, quello che sembra essere il capo grida “E tu chi diavolo sei?!” a Batman, scagliandosi poi contro di lui armato di mazza. Il Cavaliere Oscuro interpretato da Pattinson si mostra quindi nella sua completa furia, brutalità e ferocia, percuotendolo in un modo veramente rapido ed estremamente cruento per gli standard di Batman; non si tratta nemmeno di uno scontro, sembra quasi un’esecuzione. Con la banda intenta ad osservare la scena con volti colmi di sgomento, tra cui quello del membro più giovane visibilmente spaventato dalla scena. Reeves ha parlato di questo Batman come di una versione che non è un vista come un eroe a tutto tondo, ma che è anzi estremamente spaventosa da vedere anche per i civili, ed è qui che vediamo perché, non si tratta di un eroe che vuole portare giustizia, ma di un vigilante alla ricerca di vendetta, che deve ancora trovare la sua strada.

A ulteriore testimonianza, Batman pronuncia una frase che cita uno dei prodotti più amati dai fan DC in assoluto, ritenuta da molti la trasposizione definitiva del personaggio: Batman – The Animated Series, la storica serie animata del 1992. La citazione in questione altro non è che la risposta del Vigilante di Gotham: “Sono vendetta.”, andando a richiamare la celebre frase “Io sono la vendetta, io sono la notte, io sono Batman!” pronunciata nella serie animata.

Questa scena sa inoltre quasi di affermazione. Forse chi vi scrive sta leggendo un po’ troppo affondo nella vicenda, ma visto il passato di Pattinson come parte centrale della saga cinematografica di Twilight, non particolarmente amata se non dal suo fandom, in cui appariva come un vampiro parte delle vicende romantiche, molti fan di Batman sono rimasti scettici per il suo casting, non consci del fatto che non solo la saga si è conclusa ormai una decade fa, ma che nel mentre l’attore si è addentrato sempre più nella proverbiale “tana del bianconiglio” che è il cinema indipendente, regalando diverse performance che lo hanno mostrato come talentuoso e soprattutto estremamente camaleontico. Pattinson ha dato prova di essere un eccellente trasformista in grado di controllare perfettamente la sua voce e cambiare tra i più disparati accenti, interpretando con grande intensità i suoi personaggi e questa scena, che ce lo mostra calato completamente nei panni dell’Uomo Pipistrello, con questa voce soffiata ma inquietante, che quasi ricorda un mix tra Christian Bale e Micheal Keaton, ma rimane completamente personale, dimostra perfettamente quanto l’attore sia adatto per il ruolo, se poi il film ci regalerà una buona sceneggiatura da accompagnare alla sua performance, questo è tutto da vedere, ma i propositi sono altamente positivi.

Vediamo poi la Batmobile, il cui reattore anteriore brucia di fiamme blu e che frontalmente rivela una luce arancione. Questa Batmobile è chiaramente ispirata al look degli anni 70 ideato da Neal Adams, che insieme a Dennis O’Neil non solo hanno riportato il personaggio al suo status di eroe oscuro e tormentato, a volte spettro a volte inarrestabile macchina da guerra, dopo il suo periodo camp degli anni 50 e 60, ma che hanno anche ridefinito il suo aspetto da cima a fondo, sia per quanto riguarda una muscolatura più realistica, da atleta olimpionico, sia per quanto riguarda il costume, ridonandogli delle orecchie lunghe e minacciose accompagnate da un mantello anch’esso lungo in cui si poteva finalmente avvolgere, passando poi ovviamente per la Batmobile, ripensata come un veicolo non più stravagante con ali di pipistrello a a mo’ di pinna sul tettuccio, ma come un’auto sportiva attrezzata di ogni gadget alla James Bond. La filosofia di Adams al riguardo era chiara: se la si vedeva di lato, magari quando parcheggiata, sembrava una normale automobile sportiva, perché Batman non doveva attirare l’attenzione, era solo vedendola frontalmente che si rivelava il simbolo sul cofano, magari nel momento in cui inseguiva i criminali, che si notava la sua vera natura. Ebbene, pare proprio che Reeves abbia preso questo concetto e lo abbia reso suo, donandolo al suo Cavaliere Oscuro.

Spazio quindi ad una breve sequenza, chiaramente a seguito del pestaggio al capo della gang, in cui viene posto accenno non solo alla resistenza dell’armatura anti-proiettile di Batman, ma forse addirittura al suo simbolo, che sembra proprio essere composto dai componenti della pistola con cui sono stati uccisi i suoi genitori.

Questo potrebbe trattarsi di un riferimento alla storia scritta da Kevin Smith per Detective Comics #1000, dove veniva rivelato che Bruce fosse riuscito a rintracciare l’arma, a fonderla e a renderla una placca da nascondere sotto al suo simbolo (in riferimento a Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller), dichiarando “Il metallo che mi ha spezzato il cuore da bambino, proteggerà il mio cuore da adulto“. Non c’è alcuna conferma al riguardo, il simbolo potrebbe avere diverse altre spiegazioni o addirittura nessuna, ma non sarebbe assolutamente fuori luogo, in quanto l’aspetto principale di Batman risiede nel suo utilizzare il dolore, la rabbia e la perdita a suo vantaggio, come carburante per continuare la sua missione e portare giustizia.

Vediamo poi Batman intento a fuggire, con l’aiuto del suo rampino, da quella che sembra la stazione di polizia, in vista l’abbondante presenza degli agenti. Non è chiara la motivazione. Forse hanno tentato di arrestarlo o forse ha trafugato delle prove che non gli volevano fornire, lo scopriremo solo in futuro.

Diamo un ultimo sguardo al Pinguino di Farrell, intento a fuggire in auto inseguito dalla Batmobile, probabilmente al seguito della sequenza precedente, dichiarando “È fuori di testa!” nel mentre che osserva Batman alle sue spalle. Che Bruce lo voglia interrogare? Non sarebbe fuori dal comune, vista la comune condizione del Pinguino fumettistico di essere un trafficante conscio di tutto per quanto concerne la criminalità di Gotham. Citando Batman Arkham Origins: “Se un penny cambia di mano in questa città, lui ne è al corrente”.

Vediamo un’ultima inquadratura, probabilmente immediatamente successiva al pestaggio del capo, in cui Batman si rialza con intorno a lui la gang pronta allo scontro e lui, chiaramente non è da meno. Si starà scontrando con loro per porre fine alle loro attività o ci sarà di più? Un fattore che indicherebbe la seconda opzione, nonostante sia un po’ contrito, potrebbe essere rivelato dall’analisi di alcune foto dal set, in cui si vide la banda intenta a disturbare un uomo non identificato intento a fare jogging in un parco. Ci fu chi ipotizzò che si trattasse di Bruce in incognito con indosso del make up (nulla di nuovo per Batman, il quale usa spesso l’identità di un suo alter-ego nel mondo criminale chiamata Matches Malone, con tanto di trucco per celare la sua identità), ma nulla è detto al riguardo. Ciò che è chiaro è che questa banda abbia una propensione per filmare ciò che fanno, in quanto sia in questa scena che nelle foto un membro è visto filmare la scena con l’iPhone, grazie al quale probabilmente Batman li ha tracciati.

“Ne fai parte anche tu”

“Com’è possibile?”

“Vedrai…”

Questo è l’ultimo dialogo tra Bruce e l’Enigmista nella scena conclusiva del trailer, che ci mostra un Batman estremamente pensieroso togliersi il cappuccio nella caverna. Volendo continuare sulla teoria della Corte dei Gufi, non è difficile immaginare che Thomas Martha Wayne, i suoi defunti genitori, possano averne fatto parte, rendendo quindi Bruce, la cui vera identità sarebbe quindi chiara all’Enigmista, figlio di un retaggio corrotto che ha distrutto la città. I casi sono due se la teoria dovesse rivelarsi azzeccata: i coniugi Wayne facevano veramente parte della Corte dei Gufi ed erano implicati in differenti attività criminali a Gotham, seguendo un trend che ha spopolato in vari adattamenti da qualche anno, quello che mostrava gli oscuri segreti dei genitori di Bruce, oppure i coniugi Wayne facevano sì parte della Corte, ma come infiltrati per raccogliere informazioni, collegando magari il loro omicidio ad una ritorsione della setta per metterli a tacere.

In conclusione

Nulla è davvero chiaro al momento sul caso che Batman affronterà, ma questo trailer da forti vibrazioni positive. Un film che sembra rispettare perfettamente le aspettative create, di uno studio di un personaggio alla Taxi Driver che ne va a combinare il noir con una detective story alla Zodiac in un ambiente gotico, tetro, estremamente dark ed inquietante, ma comunque fortemente affascinante. Non è chiaro quale sarà il rating di questo film, ma se il trailer dovesse rivelarsi un biglietto da visita fedele al film, è possibile che si arrivi addirittura ad un “vietato ai minori”, anche se improbabile visto l’appeal che Batman ha per il grande pubblico ed il grande guadagno che può portare a Warner Bros.

Nel mentre non ci resta che rimanere in attesa di ulteriori news, di un futuro nuovo trailer ma soprattutto, dell’uscita del film prevista per l’1 Ottobre del venturo 2021, salvo imprevisti derivati dall’emergenza Covid-19, che ricordiamo ha messo in pausa le riprese del film che come rivelato dal trailer, è attualmente in produzione, con Matt Reeves stesso che ha rivelato che ciò che è stato girato è solo un 25% del film, che vista la situazione riprenderà la sua produzione esclusivamente negli studios con set creati, invece che in ambientazioni realmente visitabili come Londra o Glasgow, dove molte selle sequenze che abbiamo visto pare siano state girate. A riguardo, ma va anche detto che sia la Gotham di Tim Burton che buona parte di quella presente nel Batman Begins di Christopher Nolan furono anch’esse girate con gli stessi metodi, quindi le aspettative possono rimanere alte, per quello che è uno dei film più attesi nel panorama cinecomic.