Ancora mail dall’archivio Sony su Spider-Man. Come si sarebbe potuto salvare il film e come i consigli furono poi successivamente ignorati.

Dall’ormai famoso attacco hacker ai danni della Sony emergono delle mail in cui il presidente Marvel Alan Fine esprime le sue perplessità al VP della produzione Marvel Tom Cohen, che faceva da tramite tra Sony e Marvel, sulla sceneggiatura di The Amazing Spider-Man 2. Osservazioni piuttosto intelligenti: perché ripetere tanto di quello che è già stato mostrato nella saga di Raimi? Perché uccidere Gwen Stacy così presto? Perché il cattivo deve avere una origin story così complessa e collegata all’Uomo Ragno?

Fine partiva con l’analisi, dicendo che «la storia era troppo oscura e deprimente e che voleva bruciare la bozza subito dopo averla letta e che di un film così non avrebbe comprato neppure il dvd».

Alla fine però queste considerazioni, che sono intelligenti e motivate, non sono state considerate dal team creativo della Sony, che si sono sentiti più importanti della Marvel stessa. E i risultati si sono visti.
Queste mail risalgono a settembre 2012, il film è uscito a maggio 2014, quindi ben 2 anni per correre ai ripari, integrando i consigli di Alan Fine.

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