Spider-Man: No Way Home ha introdotto il villain definitivo dell’Universo Cinematografico Marvel: Green Goblin di Willem Dafoe.

Dopo una lunghissima attesa, la scorsa settimana ha debuttato al cinema Spider-Man: No Way Home, l’attesissimo cinecomic prodotto da Marvel Studios e Sony Pictures con protagonista Tom Holland (qui la nostra recensione senza spoiler)

Ancora una volta, attenzione ai pesanti SPOILER su Spider-Man: No Way Home. 


Senza ombra di dubbio, uno degli elementi migliori del film è Green Goblin di Willem Dafoe che, anche se viene introdotto soltanto alla fine del primo atto (dopo aver terrorizzato Peter sul ponte provando ad infilzarlo con il suo aliante), ruba di continuo la scena. Proprio come sostenevano i rumor, Goblin si è consolidato come la nemesi definitiva dell’Uomo Ragno di Tom Holland ed è stato l’unico villain in grado di rovinargli completamente la vita, non tanto rivelando la sua identità (come Mysterio), ma uccidendo la persona più importante della sua vita: Zia May, che qui ha un ruolo simile a quello di Zio Ben nelle altre versioni.

Prima, nei panni del “pavido Osborn” è riuscito ad ottenere la fiducia di Peter e di Zia May, mostrandosi più che mai spaesato e terrorizzato. quindi, dopo che il Goblin ha preso il controllo, ha mandato in frantumi la vita del giovane eroe desideroso di salvare tutti… e come se non bastasse si è preso la sua rivincita contro l’Uomo Ragno di Tobey Maguire, la sua prima nemesi, trafiggendolo alle spalle e ferendolo gravemente.

Con 20 anni di esperienza dal primo Spider-Man, Dafoe è ancora più espressivo: la mimica facciale, le espressioni folli e l’iconica risata sono a dir poco impressionanti (al punto che alcuni fan lo vorrebbero candidato ad un premio Oscar per questo ruolo), proprio come l’abilità di passare in un istante dalla personalità confusa e sconvolta di Norman Osborn a quella minacciosa e spietata del Goblin.

Inoltre, un piccolo dettaglio che farà piacere a molti fan: proprio come nel primo Spider-Man, quando è Norman Osborn, Dafoe ha una protesi sui denti per farli apparire perfetti ed unire alcuni distacchi, mentre quando il Goblin è in controllo, i denti sono imperfetti, proprio come quelli dell’attore.

Parte della magia dietro la sua performance è legata alla scelta di rimuovere completamente la maschera verde dall’equazione: questa maschera è diventata iconica grazie ai film di Sam Raimi, è vero, ma ovviamente copriva completamente il volto dell’attore, limitando di molto la sua recitazione e l’espressività quando combatteva con Peter.

Certo, già la voce del Goblin è minacciosa (ed è resa in modo perfetto da Francesco Pannofino), ma una volta senza maschera, Dafoe è in grado di brillare e la sua performance diventa ancora più coinvolgente.

Una scena ben precisa è l’esatta sintesi di ciò che vi stiamo raccontando: lo scontro con Spider-Man nell’appartamento di Happy Hogan, con Dafoe che ride in modo maniacale e terrificante mentre Peter lo prende (inutilmente) a pugni sul volto. Qui anche il regista Jon Watts ha fatto un grande lavoro, avvicinando il più possibile la camera a Dafoe in modo da sottolineare ancora di più le sue doti recitative e farlo brillare.

Come se non bastasse, lo stesso Willem Dafoe ha preteso di girare da solo tutti gli stunt ed i combattimenti (tranne ovviamente quelli più pericolosi) prima di firmare il contratto, come ammesso in una recente intervista:

Fare questi stunt fisici è stato importante per me. Ho detto sin da subito a Jon Watts ed Amy Pascal quando mi hanno proposto il film e ancor prima di leggere lo script “non voglio comparire ogni tanto per un cameo e per delle inquadrature, voglio fare le scene d’azione, sono davvero divertenti“.

Rispetto al primo Spider-Man di Sam Raimi, il Goblin qui sembra ancora più forte e resistente negli scontri, alimentato dalla pura malvagità e dalla voglia di potere in un nuovo universo.

Fare un confronto diretto con altri villain dell’Universo Cinematografico Marvel è impossibile, in quanto essenzialmente Norman Osborn è unico nel suo genere. Mentre un cattivo leggendario come Thanos è guidato da “sentimenti nobili” (almeno concettualmente, dato che l’esecuzione è completamente immorale), Goblin è semplicemente malvagio… ed è questo che lo rende così affascinante, insieme ovviamente all’incredibile interpretazione di Willem Dafoe.

La sua filosofia è unica per un film dei Marvel Studios: esistono forti e deboli, ma i forti sono quelli che prendono ciò che vogliono tramite il loro potere. Peter ha il potere, ma lo utilizza per aiutare gli altri e, sentendosi quasi una divinità, il Goblin vuole farlo soffrire, vuole strappargli il cuore e causargli quanto più dolore possibile.

Anche se è tornato nel suo mondo, una cosa è certa: ogni volta che Peter sentirà il nome “Norman Osborn” avrà un brivido lungo la schiena ed una sensazione di angoscia perenne.

Spider-Man: No Way Home, la trama del nuovo film Marvel

Diretto da Jon Watts, Spider-Man: No Way Home arriverà al cinema il 15 dicembre 2021.

Nel cast tornano Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man), Marisa Tomei (zia May), Jacob Batalon (Ned Leeds), Zendaya (Michelle “MJ” Jones), Tony Revolori (Flash Thompson), Jon Favreau (Happy Hogan) e Benedict Cumberbatch (Doctor Strange). È previsto il ritorno di Jamie Foxx nel ruolo del villain Electro (già visto in The Amazing Spider-Man 2) e di Alfred Molina nei panni di Doctor Octopus (antagonista di Spider-Man 2), insieme ad altri personaggi dei precedenti film di Spider-Man. Il resto del cast include Harry Holland, Arian Moayed e Paula Newsome.

Questa la sinossi ufficiale:
«Marvel Studios’ Spider-Man: No Way Home mostra per la prima volta nella storia cinematografica di Spider-Man la sua identità rivelata, ponendo le sue responsabilità da supereroe in conflitto con la sua vita quotidiana e mettendo a rischio coloro a cui tiene di più. Quando chiede l’aiuto di Doctor Strange per ripristinare il suo segreto, l’incantesimo apre uno squarcio nel loro mondo, liberando i più potenti nemici mai affrontati da uno Spider-Man in qualsiasi universo. Ora Peter dovrà superare la sua più grande sfida, che non solo cambierà per sempre il suo futuro, ma anche quello del Multiverso».

Spider-Man: No Way Home fa parte della Fase 4 dell’Universo Cinematografico Marvel. Leggi il nostro speciale!