Alcuni fan hanno trovato un presunto buco di trama in Spider-Man: No Way Home… ma esiste una spiegazione coerente e non forzata.

Osborn?

Spider-Man: No Way Home, l’attesissimo cinecomic prodotto da Marvel Studios e Sony Pictures, è finalmente uscito al cinema, portando avanti la trama dello Spider-Man di Tom Holland nell’MCU e regalando gigantesche ed emozionanti sorprese ai fan dell’Uomo Ragno.

C’è un elemento del film che ha fatto storcere il naso a molti fan: a differenza di quanto rivelato nei film di Sam Raimi, Dottor Octopus è a conoscenza che sotto la maschera di Green Goblin si nasconde Norman Osborn. In molti hanno gridato al buco di trama, ma c’è una spiegazione logica e coerente, che per semplicità suddividiamo in due punti.

Punto uno: anche se non viene mai rivelato nei film di Sam Raimi, esiste un background: Norman ed Otto si conoscono. Magari non hanno fondato insieme le Oscorp Industries come in altri media, ma hanno sicuramente lavorato assieme.

Come alcuni di voi sapranno infatti, il progetto di Otto in Spider-Man 2 viene finanziato proprio dalle Oscorp Industries, quindi dei pregressi di certo esistevano.

Come se non bastasse, nella novellizzazione (la rielaborazione della sceneggiatura come libro) di Spider-Man 2 viene descritto il primo incontro tra Harry Osborn e Otto Octavius, con quest’ultimo che lascia intendere che già conosceva suo padre Norman (si aspettava infatti di discutere con lui del finanziamento e non con il figlio).

In No Way Home, questo viene stabilito già nel loro primo incontro nel sotterraneo della prigione di Doctor Strange, non appena Peter arriva insieme ad uno spaesato Norman Osborn. Dopo essersi guardati negli  occhi, c’è questo breve dialogo tra i due:

Norman: Octavius?

Doc Ock: Osborn…Sei il morto vivente. Sei morto, Norman. Anni fa.

Punto due: In riferimento a Norman Osborn, Peter chiede ad Otto “lei lo conosce? Sul ponte ha detto il suo nome“, Otto fornisce una risposta piuttosto interessante:

Norman Osborn, brillante scienziato. Ricerche militari. Ma era avido, dissennato.

Una frase che, oltre a riassumere perfettamente il carattere di Norman Osborn, è decisamente calzante con il Goblin, un personaggio estremamente avido di potere.

Inoltre, c’è un ulteriore elemento che rende tutto coerente: In No Way Home scopriamo che nell’universo di Raimi il TG ha parlato pubblicamente della morte di Goblin, spiegando che è morto trafitto dal suo aliante (viene detto proprio dall’Uomo Sabbia).

Morti. Sono morti entrambi, combattendo Spider-Man. Ne parlarono i notiziari: Green Goblin, trafitto dallo stesso aliante su cui volavi […]

Tanti piccoli indizi, ma per una mente brillante come quella di Octavius sono più che sufficienti per “unire i punti” e capire il vero segreto di Norman: la sua identità come Green Goblin.

In questo caso non si tratta di un buco di trama, dato che c’è una spiegazione perfettamente calzante che, oltre a trovare riscontri nel libro, è anche coerente con quello che viene stabilito nel film. Inoltre, sicuramente Sam Raimi avrà dato il suo contributo (secondo alcuni rumor affidabili sia Raimi che Webb hanno contribuito nella gestione dei loro mondi narrativi), motivo per cui bisogna considerarlo come canon a tutti gli effetti.

Una piccola retcon, che fortunatamente è coerente e non stravolge nulla del passato.