Dopo una grande attesa, finalmente abbiamo visto “Spider-Man: Far From Home”, del quale vi proponiamo la nostra recensione assolutamente senza spoiler.

Nel 2016 fece il suo approdo nel Marvel Cinematic Universe Peter Parker, interpretato dal giovane attore Londinese Tom Holland e nell’anno successivo lo abbiamo visto all’opera nel suo primo film dedicato: Spider-Man: Homecoming, un film diretto da Jon Watts che legava il personaggio ad un genere cinematografico fortemente adatto per un un liceale quindicenne per nulla popolare: la commedia adolescenziale.

Spider-Man: Homecoming era quindi una storia che si svolgeva nel livello più “urbano” di un universo cinematografico composto di alieni, invasioni e grandi battaglie cosmiche, ambientato tra la gente comune, in un mix di atmosfere sfacciatamente ispirate a commedie adolescenziali come Una Pazza Giornata di Vacanze, includendo l’evoluzione di un personaggio che vive in un contesto simile ma differente da quello della controparte cartacea. Peter è sempre stato il riflesso dei lettori, quindi ci viene presentato come un giovane che idolatra gli stessi supereroi che noi idolatriamo al cinema, vivendo in un mondo dove personaggi come gli Avengers sono in attività da anni, quando nei fumetti tutti i membri erano entrati in attività più o meno nello stesso momento in cui l’aveva fatto Peter.

Il film si rivelò un successo ed ebbe una risposta principalmente positiva dai fan, ma ovviamente non mancarono critiche negative, anche ben fondate, su elementi che sono ormai iconici per il personaggio al cinema, come grandi scene d’azione, una cgi convincente, il volteggiare tra i grattacieli, la fortuna dei Parker ed una componente drammatica maggiore. Watts sembra quindi aver prestato ascolto, in quanto in Spider-Man: Far From Home tutti questi elementi sono finalmente presenti ed il tutto è stato fatto senza snaturare ciò che era stato stabilito nel capitolo precedente, rimanendo quindi decisamente coerente.

Il Film

Spider-Man: Far From Home non è esente da difetti. Il ritmo iniziale è decisamente troppo veloce ed è chiaro che siano state tagliate diverse scene (scene che saranno pubblicate come cortometraggio nel Blu-Ray), in più un momento particolare del film si appoggia troppo sull’esposizione della trama in modo poco naturale, non è chiaro quando sia iniziata l’infatuazione di Peter per MJ, ed in più un certo elemento fondante del personaggio, per quanto venga citato in modo sottile, rimane non presentato, ma tutti questi difetti quasi svaniscono quando si guarda il quadro complessivo.

Peter Parker

Spider-Man: Far From Home non solo ha a che fare con le ovvie conseguenze di Avengers: Endgame, ma affronta anche il sottovalutato, o addirittura spesso non notato, arco narrativo che Spidey aveva in Spider-Man: Homecoming. In quel film Peter era eccessivamente interessato dalla sua vita come supereroe, non tanto per il desiderio di farsi notare da Iron Man quanto per la voglia di aiutare gli altri, ma proprio quando perde il costume si rende conto di quanto fosse apprezzabile la sua vita da ragazzo comune, se non addirittura migliore rispetto a quella come Spider-Man, arrivando al conflitto finale in cui dovette abbandonare la ragazza dei suoi sogni per colpa delle sue responsabilità come supereroe. In Spider-Man: Far From Home tutti questi elementi si vanno a combinare per presentarci il Peter Parker con cui avremmo a che fare nel corso della pellicola.

In questa storia Peter si sente chiaramente schiacciato dal peso delle responsabilità. Il mondo ha bisogno del nuovo grande supereroe, simbolicamente chiamato “nuovo Iron Man” ed in tutto ciò quello che Peter vuole per sé stesso è semplicemente dedicarsi alla sua vita di ragazzo comune, divertendosi con i suoi amici e stando con la ragazza che gli piace: MJ.

Un classico scenario per il personaggio nei fumetti, il conflitto tra l’uomo e la maschera, tra i desideri e le responsabilità, il tutto accerchiato da un grande alone di ansia e pressione. Il Peter Parker di Tom Holland sente di mettere costantemente in pericolo le persone attorno a lui, è spesso sfortunato sia nella sua vita comune che in quella sentimentale, è costantemente pieno di dubbi e non riesce a prendersi un attimo di pausa, ed alla fine compie il suo dovere di supereroe riluttante nonostante tutto, rialzandosi sempre, in poche parole: il Peter Parker di Tom Holland è una perfetta rappresentazione dello spirito del Peter Parker classico, rimanendo comunque coerente al suo mondo.

I personaggi secondari

La componente romance brevemente citata poco fa è fortemente presente e quando Peter MJ finalmente si avvicinano, è visibile la grande chimica che Holland Zendaya riescono a riportare su schermo, facendoci sussultare quando le cose andranno male per il protagonista e facendoci provare un grande senso di tenerezza quando i due finalmente riusciranno a stare anche solo brevemente insieme a chiacchierare.

Ritornano i personaggi secondari presenti nel capitolo precedente come Ned Leeds interpretato da Jacob Batalon, che rimane la simpatica spalla dell’eroe, ma al contempo cambia e ci mostra un suo lato più consapevole della vita che Peter conduce e delle conseguenze che questa ha sulle persone a lui vicino. In più abbiamo l’arrivo del burbero e paranoico Nick Fury, nuovamente interpretato da Samuel L. Jackson, che non tratta di certo con i guanti di velluto Peter e non si fa problemi a buttarlo in battaglia, esattamente come fu nell’Universo Ultimate.

Mysterio

Abbiamo ovviamente poi il debutto cinematografico di MysterioMaestro delle Illusioni, interpretato da Jake Gyllenhaal, che si presenta come nuovo eroe venuto da una terra alternativa per fermare una minaccia arrivata in seguito al cosiddetto “Blip”, ovvero l’evento avvenuto tra Avengers: Infinity War Avengers: Endgame in cui metà dell’intero universo è stato spazzato via e poi in seguito grazie alle Gemme dell’Infinito.

Senza svelare troppo sul ruolo di Mysterio nel film, va detto che gli sono dedicate diverse sequenze memorabili, soprattutto dalla seconda parte del film in poi, in cui riusciamo ad avere una prova di quelle che sono le sue effettive capacità. Un personaggio riscritto per quanto riguarda il suo background, ma che rimane fedele allo spirito della controparte cartacea sotto.

Spider-Man: Far From Home

La CGI e le scene d’azione

Come detto diverse righe fa, un elemento che ha portato diverse critiche a Spider-Man: Homecoming fu la sua carenza di scene d’azione memorabili in cui il personaggio dava sfoggio delle sue abilità, aggiungendo anche come il lavoro svolto per quanto riguardava la computer grafica e gli effetti visivi in generale non fosse assolutamente convincente, ed è anche in questo campo che Spider-Man: Far From Home aggiusta il tiro.

Spider-Man: Far From Home

Il film è colmo di scene d’azione memorabili dove l’Uomo Ragno da piena prova delle sue abilità, lo rivediamo volteggiare sia tra i grattacieli di New York che tra i palazzi di Venezia, lo vediamo affrontare minacce spettacolari e muoversi attraverso scenari terrificanti quanto mozzafiato, il tutto accompagnato da una CGI perfettamente convincente e dettagliata, dove anche i più piccoli particolari che però accendono una spia nel nostro cervello quando carenti, come ad esempio le pieghe nel tessuto del costume, sono presenti e reagiscono perfettamente all’ambiente.

In conclusione

Spider-Man: Far From Home non è esente da difetti, ma è colmo di azione, dramma, divertimento ed elementi a cui ci possiamo relazionare, esattamente ciò che era possibile trovare nella controparte cartacea, presentandoci un’ottima commistione di generi tra fumetto e cinema, dandoci la sensazione di stare guardando non solo una pellicola molto interessante, ma un vero e proprio fumetto Marvel che prende vita su schermo. Un film che va ad aggiungere molti fattori importanti senza pregiudicare l’atmosfera già stabilita nel capitolo precedente, portando il tutto ad un livello successivo dove Peter cresce, capisce di non essere solo e soprattutto si rende conto di essere abbastanza, si rende conto che il mondo non ha bisogno di un nuovo Iron Man, ma di Spider-Man.

Vi sconsigliamo però di approcciarsi a questo film come ad una trasposizione pedissequa, quanto come ad un nuovo Universo Ultimate, dove gli elementi dell’universo fumettistico classico sono presenti ma vengono rimescolati e presentati in una nuova formazione, coerente con l’universo narrativo ed il più possibile rispettosa dello spirito della controparte cartacea.

Quindi vi invitiamo caldamente alla visione di Spider-Man: Far From Home e soprattutto: vi sconsigliamo assolutamente di lasciare la sala prima della conclusione dei titoli di coda, in quanto sono presenti due scene post credit, una in particolare che va concludere propriamente il film, lasciandoci con un cliffhanger per il futuro capitolo e andando contemporaneamente a rivoluzionare completamente ciò che pensavamo fosse possibile nel Marvel Cinematic Universe.

Spider-Man: Far From Home

Spider-Man: Far From Home - Recensione senza spoiler
85%Overall Score
Storia75%
Personaggi e interpretazioni90%
Regia85%
Azione85%
Effetti visivi95%
Reader Rating 8 Votes
79%