Spider-Man ha avuto innumerevoli trasposizioni nel corso degli anni, tra serie tv sia animate che live action, cinema, videogiochi e tanto altro ancora, il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere è stato praticamente in ogni tipo di media possibile ed immaginabile. Oggi parliamo di una serie animata che probabilmente l’ha trasposto meglio di chiunque altro.

10 anni fa, nel 2008 fece il suo debutto in tv una serie animata con protagonista un giovane Peter Parker, la serie che secondo molti e secondo chi vi scrive, cattura meglio di qualsiasi altra trasposizione l’essenza di chi sia l’Uomo Ragno, i suoi nemici, i suoi amici, la sua vita e in generale il mondo intorno a lui. Tutto questo in due stagioni da tredici episodi l’una.

Ma perché questa serie è reputata la migliore? Cos’ha di così speciale? Seguiteci in questo viaggio dentro l’affascinante universo di The Spectacular Spider-Man.

Le storie

La serie inizia con Peter di ritorno dalle vacanze estive. Vacanze che lui stesso dice di poter riassumere in una sola parola: Spider-Man. Non sappiamo precisamente da quanto sia l’Uomo Ragno, ma con tutta probabilità il suo periodo di attività da supereroe non avrà avuto più di un anno in quel momento.

Una volta tornato a scuola, il quindicenne Peter decide di cambiare la sua vita, di uscire dal suo guscio di “pavido Parker“, convinto che la sua vita sarà perfetta, che tutto sarà diverso. Dopo averne parlato con i suoi amici Gwen StacyHarry OsbornPeter decide di dirigersi da una delle ragazze più belle e popolari della scuola, Sally, per chiederle di uscire. Ma se c’è una cosa che sappiamo per certo è che la sorte di Peter Parker non è famosa per essere dalla sua parte. La ragazza lo respinge disgustata, gridandogli contro e umiliandolo davanti a tutti, solo per poi vedere il completamento dell’umiliazione da parte di Flash Thompson e dei suoi amici atleti, che con un trabocchetto gli fanno fare una pessima figura davanti a tutti.

Ed è qui che The Spectacular Spider-Man mette in chiaro di aver compreso il personaggio, mettendolo al livello comune, mostrandoci che è fallibile e che non per forza la sua vita mascherata risolve i problemi della sua vita civile e questo è solo l’inizio.

Nell’arco della serie vediamo Peter affrontare grandi minacce come RhinoGreen GoblinVenom, ma anche problemi come il trovare lavoro, pagare le bollette, non far sentire abbandonati i suoi amici e trovare il tempo per la ragazza di cui ha cotta o con cui ha una relazione. E questo ci mostra quanto il personaggio sia stato compreso a pieno in quanto come sappiamo, non è Spider-Man il vero punto di interesse. Certo, gioca un fattore fondamentale, ma il vero motivo per cui il personaggio è tanto amato, è per il suo essere una persona comune, uno di noi.

Ci relazioniamo a lui nel momento in cui cerca disperatamente lavoro o quando cerca di sostenere i suoi amici nonostante i suoi problemi personali, ci preoccupiamo con lui quando vediamo il barcollante stato di salute di sua zia e soprattutto sappiamo che ogni qual volta Spidey si avvicinerà all’azione, inevitabilmente Peter Parker si allontanerà dalla sua vita. Questi temi uniti alla tematica romance e ai momenti di azione supereroistica confezionano una serie di storie uniche con personaggi tridimensionali e credibili, nonostante siano animati, un qualcosa che poche serie sono riuscite a fare.

I dialoghi sono ottimi, per nulla finti, divertenti, d’impatto, crediamo in questi personaggi e nelle loro emozioni, nelle loro paure, insicurezze, nei loro amori e nei loro momenti bui.

La serie ha anche il pregio di adattare e rielaborare molti elementi dai fumetti in una formula vincente. Un esempio lampante può essere visto nello spostamento di tutto il cast ai tempi delle superiori e soprattutto in Gwen Stacy, che invece di essere presentata come la bellissima ragazza popolare che Peter incontrerà al college, riprende l’idea avuta da Mark Bagley in Ultimate Spider-Man con Mary Jane, rendendo Gwen l’amica secchiona di Peter con cui è cresciuto e che segretamente prova qualcosa per lui.

Questa è stata una scelta vincente perché ci ha portato finalmente una versione completamente accurata di Mary Jane su schermo e al contempo ha reso Gwen Stacy un personaggio estremamente interessante, che per quanto la si possa apprezzare per via di riscritture e reinterpretazioni del personaggio, nei fumetti classici è sempre stata abbastanza blanda. Non completamente, aveva dei momenti interessanti, ma in linea di massima il motivo per cui tutti la ricordiamo non è per il rapporto con Peter, ma tristemente per la sua morte.

Oltretutto nel corso degli episodi notiamo con piacere quanti momenti e saghe fumettistiche vengano riprese in così poco tempo e adattate perfettamente al contesto, senza sembrare mai fuori posto. Un esempio principe è la saga di Venom. L’arrivo del costume nero con Peter entusiasta che però presto si rende conto di quanto il costume lo stia in realtà consumando, particolare che si nota soprattutto vedendo il cambiamento che la tuta ha, inizialmente essendo solo una variabile del normale costume rosso e blu tinta di nero come fu nel terzo film della trilogia di Raimi, diventando pian piano sempre più vicino alla controparte cartacea, perdendo le ragnatele gradualmente dal costume e mostrando il ragno sul petto e sulla schiena che si allargano sempre di più.

Questo seguito da un glorioso momento in cui Peter ormai vicino ad abbandonarsi al costume viene salvato dal ricordo di zio Ben, sempre presente a proteggerlo, che gli mostrerà che per quanto le cose sembra che vadano male, Peter avrà sempre delle persone che tengono a lui e che lo sosterranno si con la maschera che senza. Tutto questo seguito dalla caduta di Eddie Brock nelle tenebre e nella sua trasformazione in Venom per motivi che troviamo estremamente comprensibili dal suo punto di vista e che fa ancora più male in quanto è il seguito di una costruzione del personaggio che va avanti dall’inizio della serie stessa, un po come fecero con Harvey Dent nella serie animata di Batman.

Quindi possiamo dire che il punto focale di questa serie sono le storie, che rimescolano elementi classici e nuovi e ce li consegnano in una nuova formula che ci porta intrighi, colpi di scena, relazioni, umorismo, grande azione, citazioni a non finire sia a momenti memorabili della controparte fumettistica che filmica, momenti in cui vediamo il nostro eroe cadere sia con la maschera che senza, ma che ci portano a gioire ulteriormente nel vederlo rialzarsi e vincere non solo per sé stesso, ma anche per le persone che ama.

I personaggi

Come abbiamo detto qui sopra, i personaggi sono forse il fiore all’occhiello della serie. Le loro relazioni e le loro evoluzioni sono credibili come e forse più rispetto a tante serie live action, comprendiamo le loro motivazioni e anche se non le condividiamo, capiamo perché si comportano in un certo modo piuttosto che un altro. Ma chi sono questi personaggi? Partiamo dal protagonista:

Peter Parker/Spider-Man: Come già detto, Peter in questa serie parte come un quindicenne in attività nel ruolo di Spider-Man da poco tempo. Non ha molta esperienza e si trova a combattere gravi minacce con la maschera e importanti problemi senza. Durante il corso della serie arriverà a chiedersi perché faccia ciò che fa, se per il brivido dell’azione o per un senso di responsabilità. Capirà di non essere solo, anche se tutto intorno a lui dirà il contrario, cercherà di aiutare tutti e di essere presente quando potrà, non sempre riuscendoci e fallirà, affronterà problemi di natura scolastica e romantica e tutto questo rimanendo coerente. Il personaggio come tutti gli altri nella serie, non è mai lontano da sé stesso, è costruito in modo da essere credibile, tangibile, umano. Un bravo ragazzo, geniale e con una grande predisposizione nel campo scientifico, ma pur sempre giovane e insicuro, che perderà dei cari amici e che finirà per far soffrire gli altri non solo per via della sua vita mascherata, ma anche per la sua vita privata. Non tutti i problemi di Peter Parker derivano da Spider-Man e questo gli autori della serie sembrano averlo capito bene.

Zia May: Il personaggio di May riassume tutto ciò che si può apprezzare della sua controparte fumettistica. Il suo rapporto con Peter è credibile, non è l’angelica nonna May, è la vera e propria madre adottiva del ragazzo che l’ha cresciuto e che non si preoccupa solo della sua salute ma anche della sua vita sociale. Peter si confida con lei e chiede consiglio, la zia dal canto suo cerca sempre di rassicurarlo e metterlo sulla giusta strada. Crede in lui e gli vuole bene ma questo non le impedisce di dargli dei giusti paletti, senza però risultare noiosa in quanto ammettiamolo: questa è una donna che ha perso suo marito nemmeno un anno fa, nessuno e soprattutto lei sarebbe tranquilla nel vedere il proprio nipote/figlio adottivo sparire misteriosamente e tornare tardi la sera. May è una donna forte, gentile che non si abbatte difronte alle difficoltà e che insieme allo zio Ben ha insegnato a Peter cosa significa essere un eroe, dimostrandoci anche il suo coraggio nel corso della serie.

Gwen Stacy: Come già detto in precedenza, la caratterizzazione originale di Gwen è stata giustamente soppiantata da una molto più simile alla versione Ultimate di Mary Jane, così da renderla più interessante. Gwen è amica di Peter da tempo immemore, è intelligente, gentile, forte e coraggiosa, non è popolare ma non le importa. Tiene ai suoi amici e si mette in prima linea per difenderli e aiutarli nel momento del bisogno. Prova segretamente qualcosa per Peter ma quest’ultimo per quanto sia un genio, non se ne accorgerà per molto tempo. Insieme a Peter lavorerà al laboratorio del Dr. Connors come stagista e avrà un’evoluzione graduale e ben studiata che la porterà ad uscire dal suo guscio in modo credibile e per nulla repentino, restando però fedele a sé stessa per quanto concerne i comportamenti.

Harry Osborn: Il personaggio di Harry è probabilmente il più sorprendente per quanto concerne i rischi che hanno preso adattandolo. Harry è giovane e per nulla popolare quando lo vediamo all’inizio. Di famiglia ricca ma con dei genitori assenti e un padre freddo che lo tratta con sufficienza e che non mostra interesse nei suoi confronti arrivando ad essere più fiero del suo amico Peter, congratulandosi con lui per i suoi successi e mettendolo a paragone con Harry. Questo unito alle continue sparizioni di Peter, porteranno Harry a sentirsi abbandonato e a cercare le attenzioni dei ragazzi più popolari buttandosi nello sport e riuscendoci, restando però costantemente insoddisfatto. Ma questo risultato non si è ottenuto miracolosamente o con anni di allenamento, bensì con il doping. Non è cosa nota a molti, ma per un periodo Harry Osborn nei fumetti ha avuto dei problemi di dipendenza dalle droghe, riportato in questa serie in un modo più adatto ai bambini, ma comunque di impatto. Harry è infatti dipendente da un siero sperimentale chiamato Globulina Verde prodotto dalle industrie Oscorp di proprietà del padre. Questo lo porterà ad essere più forte e abile fisicamente e mentalmente, ma anche più aggressivo e ad avere dei blackout. La cosa interessante di questo aspetto è che le conseguenze non si fermano al momento in cui Harry ha dei problemi di dipendenza, ma si estendono anche andando avanti con la serie, in quanto nonostante siano in pochissimi a sapere dei suoi problemi, le vittorie nelle partite in cui ha partecipato Harry sono state ottenute anche grazie ad un suo apporto, dato grazie al doping, chiamato propriamente tale. Una scelta matura e rischiosa, che però rende tutto più vero e credibile e ci presenta un personaggio complesso e interessante.
Eddie Brock/Venom: Un po come fu per Gwen, la caratterizzazione di Brock è stata mutata dalla controparte classica, mostrandoci una sua versione molto più vicina a quella Ultimate per quanto riguarda le sue origini, ma distaccandosene abbastanza da renderlo un personaggio apprezzabile, simpatico a cui ci affezioniamo e la cui caduta nelle tenebre renderà triste sia i suoi amici che noi. Amico di infanzia di Peter, al punto di considerarsi fratelli, i genitori dei due sono morti nel medesimo incidente aereo. Eddie ci viene presentato ex-quarterback della squadra di football della Midtown High, la scuola di Peter, ora diventato assistente di laboratorio del Dr. Connors. Nel corso della serie vedremo come l’evento traumatico della perdita dei genitori, subito in tenera età ha avuto ancor più effetto su di lui rispetto a Peter, rendendolo una persona di base buona, ma instabile. Questo probabilmente è dovuto alla sua età, Eddie era giovane ma più grande di Peter al tempo della morte dei suoi genitori, aveva avuto modo di affezionarsi maggiormente a sua madre a suo padre, creando dei ricordi con loro e rendendo ancor più dura la perdita per lui. Nel corso della serie Eddie perderà il lavoro per colpa di Spider-Man e si unirà al simbionte diventando Venom e giurando vendetta nei confronti di Peter e di Spider-Man, affrontandolo ma senza fermarsi lì. Perché la caratteristica più interessante di Venom nel suo periodo da villain era il suo essere estremamente persecutorio nei confronti di Peter. Pericoloso si, ma anche scaltro, un riflesso oscuro e distorto di Spidey a conoscenza di tutti i segreti del suo nemico, tenterà ogni strada per rovinare la sua vita, che verrà resa impossibile in quanto molto spesso arriverà vicinissimo a riuscire nei suoi intenti.

Mary Jane Watson: Qui più che in molte altre occasioni, Mary Jane si mostra per lo splendido e affascinante personaggio che è. Una ragazza che si mostra allegra e festaiola, sicura di sé, popolare, ma anche simpatica, intelligente, che porta un sorriso sui volti delle persone che incontra e che in apparenza vuole solo divertirsi, ma che mostrerà di essere forte e coscienziosa e di tenere veramente alle persone vicino a lei. Non è la donzella in pericolo, anzi proprio come è nei fumetti sa cavarsela da sola ed ha carattere. La sua presentazione nella serie poi è ripresa perfettamente dalla controparte cartacea ed è splendido vedere l’espressione sorpresa di Peter di fronte alla bellissima rossa.

J. Jonah Jameson: Il burbero editore del Daily Bugle ha come sempre una marcia in più per la sua simpatia e per il rapporto conflittuale con SpideyJameson qui in splendida forma ci da momenti di ilarità con le sue continue grida rabbiose in cui non ascolterà nessuno se non sé stesso, ma mostrandoci anche la brava persona che in fondo è, proteggendo Peter quando dovrà farlo, mostrandoci l’affetto nei confronti di suo figlio John, l’astronauta di cui è profondamente fiero e che avrà un percorso tortuoso nel corso della serie. Lo vedremo temere per la sorte del figlio, affrontare minacce e proclamarne alcune quando non ci saranno davvero, lo ameremo nel suo essere costantemente arrabbiato e stressato, ma anche buono.

Per amor di sintesi e per evitarvi spoiler ci fermiamo qui con la descrizione singola di ogni personaggio, ma vi possiamo garantire che ognuno di loro ha un punto di forza. Che sia la tristezza che proviamo nei confronti del povero Dr. Octavius, un uomo gentile e buono di cuore, calpestato da tutti e che si è trovato a lavorare per le persone sbagliate, diventato in un modo estremamente tragico il diabolico e borioso Dottor Octopus, un concetto che può essere esteso a moltissimi villain della serie, anche se non a tutti. O che siano la coppia di criminali Flint MarkoAlexander O’Hirn, in seguito divenuti l’Uomo Sabbia Rhino, uno in cerca di un colpo grosso con la volontà però di non far male a nessuno che non se lo meriti, l’altro molto poco intelligente e per questo facilmente manipolabile. O anche il granitico Lapide, il cui ruolo nella serie è quello di una sorta di Kingpin, rispettato nella sua figura pubblica e temuto in quella criminale. Scaltro, intelligente e estremamente pericoloso. La lista potrebbe continuare in eterno ma come detto: non vogliamo spoilerarvi troppo, quindi vi invitiamo a visionare la serie e a scoprire quella miriade di meravigliosi personaggi che circondano Spidey nel corso delle due stagioni di The Spectacular Spider-Man.

Lo stile e il design

Questo punto ha fatto discutere molti, può piacere o non piacere, ma c’è da ammettere che lo stile di Sean Galloway è uno dei più adatti per il personaggio dell’Uomo Ragno. Uno stile che trasuda azione da tutti i pori, cartoonesco e tendente in parte all’orientale. Con i personaggi di presenza fisica importante visibilmente massicci e imponenti, quelli giovani visibilmente giovani, una caratteristica spesso ignorata nelle trasposizioni di Spidey ma soprattutto con un lavoro sui design eccezionale.

Tutti i personaggi conservano le loro caratteristiche fondamentali e iconiche, rielaborate però ad arte. Un esempio di rielaborazione su tutti è Electro, il cui aspetto nei fumetti ha sempre presentato un po di problemi per quanto concerne le trasposizioni, riadattato alla perfezione e motivato dalla storia. Max qui ha il caratteristico aspetto colmo di fulmini che lo contraddistingue in quanto divenuto non solo un conduttore di elettricità vivente, ma l’elettricità stessa. Imprigionato in una tuta contenitiva, l’aspetto di Max è divenuto quello di una saetta umana, incapace di tornare alla sua forma precedente.

La cancellazione

Ed ora passiamo alla nota dolente per eccellenza.

Con l’acquisto dei diritti televisivi di Spider-Man da parte di Disney, l’azienda ha avuto la possibilità di continuare la serie spostandola da Nickelodeon a Disney XD, ma ha deciso in seguito di cancellarla in favore di un nuovo show più adatto ad un pubblico giovane e a cui potesse vendere merchandising come giocattoli ed altro, un lavoro che non aveva mai avuto grande successo con The Spectacular Spider-Man. La serie in questione era Ultimate Spider-Man, da non confondersi con l’omonima serie a fumetti che pochissimo ha in comune con la serie, soprattutto per il tono che se nella controparte cartacea era moderno, crudo e credibile, in quella televisiva era scherzoso, comico, più adatto ai bambini. Una serie non particolarmente amata da pubblico e critica ma che ha avuto comunque una sua fan-base.

La cancellazione della serie è e sarà sempre un grande dispiacere, soprattutto pensando alla conclusione della seconda e ultima stagione, che si andava a concludere con un cliffhanger.

In conclusione

Perché The Spectacular Spider-Man è la migliore trasposizione del personaggio? Perché riprende tutti gli elementi fondamentali e ce li presenta in una miscela unica, perché si prende il suo tempo per narrarci gli eventi importanti senza mai essere noiosa, perché ci emoziona citando grandi storie che amiamo, raccontando al contempo grandi storie che ci faranno innamorare. The Spectacular Spider-Man è la miglior trasposizione di Spidey perché ama profondamente ciò che sta raccontando, perché ha rispetto per i propri spettatori a cui racconta storie di grande qualità in un modo fresco e di grande intrattenimento, questo in un modo maturo e ben costruito. La sua chiusura sarà sempre motivo di grande tristezza per i fan, una chiusura dovuta a logiche di marketing che in fin dei conti non ha reso felice quasi nessuno, in favore di una serie più adatta al marketing, ma che perde tutto il cuore e la bellezza del suo predecessore.

Quindi vi invitiamo caldamente a guardare The Spectacular Spider-Man perché è una serie che se non l’avete vista, vale la pena scoprire, guardando indietro a un tempo in cui le serie animate dedicate ai supereroi non erano create con condiscendenza nei confronti degli spettatori, ma con grande rispetto e tantissima volontà di raccontare delle belle storie.