Rolling Stone ha pubblicato una serie di report commissionati dal gruppo Warner Media sulla vera natura della Snyder Cut di Justice League.

Dopo anni di attesa, speranze, petizioni e finte smentite, il 18 marzo del 2021 è uscita su Sky la Zack Snyder’s Justice League, film che mostra l’opera completa del regista senza i pesanti tagli imposti dalla Warner. Nel 2017 Snyder abbandonò infatti la regia di Justice League a causa di una tragedia  familiare e venne sostituito da Joss Whedon che, oltre a realizzare una versione pessima del film demolita dalla critica e dai fan, venne accusato da Ray Fisher e altri attori di comportamenti inopportuni e poco professionali sul set.

In nottata, Rolling Stone ha pubblicato un lungo approfondimento riguardante lo sviluppo della Snyder Cut, soffermandosi su un elemento in particolare: l’enorme movimento social che ha convinto Warner Bros. a sviluppare la pellicola.

All’interno del report, è stata fatta luce anche sullo sviluppo della Snyder Cut di Justice League, annunciata ufficialmente il 20 maggio del 2020 dopo uno screening della sua versione integrale a marzo 2020, poco prima del lockdown.

Al momento dell’annuncio, lo studio non sapeva che Snyder aveva già girato alcune scene presso il suo cortile di casa e nel suo garage proprio durante la pandemia. Secondo svariate fonti di Rolling Stone, Snyder ha violato i protocolli per evitare la diffusione del Covid e le linee guida sindacali.

Snyder ha avuto modo di rispondere a queste accuse, spiegando di aver rispettato ogni tipo di protocollo istituito all’epoca, senza contare che la stessa Warner Bros. aveva autorizzato queste riprese.

Nello specifico, il regista ha girato la scena con Lanterna Verde di Wayne T. Carr e, come si evince da questa foto scattata sul set, i membri della crew indossavano una mascherina:

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