In questo speciale abbiamo elencato gli easter egg e i riferimenti presenti in Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli.

La scorsa settimana è stato distribuito nelle sale italiane Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, il primo film dell’Universo Cinematografico Marvel incentrato su un supereroe asiatico della Casa delle Idee. La pellicola, diretta da Destin Daniel Cretton, si presenta come un dramma familiare ricco di sequenze d’azione e di arti marziali e racconta il rapporto conflittuale tra Shang-Chi e suo padre Wenwu, leader della misteriosa organizzazione dei Dieci Anelli. In questo speciale abbiamo elencato gli easter egg, i riferimenti e le curiosità presenti nel cinecomic che potrebbero esservi sfuggiti.

I DIECI ANELLI

I Dieci Anelli che danno il nome al film si riferiscono non solo agli anelli (trasformati in bracciali nel Marvel Cinematic Universe) indossati da Wenwu (Tony Leung) ma anche ai Dieci Anelli, l’organizzazione terroristica introdotta in Iron Man (2008) e responsabile del rapimento di Tony Stark (Robert Downey Jr.). Nei fumetti, invece, gli Anelli (chiamati anche Dieci Anelli del Potere) sono frutto della tecnologia Makluana – una razza di alieni mutaforma con le sembianze di draghi proveniente dal pianeta Kakaranthara – e furono trovati dal Mandarino nella Valle degli Spiriti.

Shang-Chi

A differenza della versione cinematografica, inoltre, i Dieci Anelli fumettistici possiedono dei poteri specifici (ad esempio la manipolazione del ghiaccio, dell’energia elettrostatica, della materia, del tempo e del fuoco o la creazione di illusioni) e dei veri e propri nomi come “Spettrale“, “Lampo“, “Modificatore“, “Notturno” e “Zero“.
Una curiosità: il design dei Dieci Anelli nell’MCU è dichiaratamente ispirato agli anelli di ferro Hung Gar presenti nella scena iniziale del film di arti marziali 36ª camera dello Shaolin del 1978 (intitolato in originale The 36th Chamber of Shaolin).
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KUNG FUSION

Nell’appartamento di Shang-Chi (Simu Liu) è possibile notare diversi poster tra cui quello della band hip hop Stankonia, del film cult I guerrieri della notte (in originale The Warriors), de Il padrino di Francis Ford Coppola e di Kung Fusion (in originale Kung Fu Hustle). Quest’ultimo film, diretto da Stephen Chow e candidato ai Golden Globe e ai BAFTA per il Miglior film straniero nel 2004, presenta alcune analogie con Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli per via della presenza di Boss Sum e della Gang delle Asce, rispettivamente molto simili a Wenwu e all’organizzazione dei Dieci Anelli.

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JEFF GORDON

In una delle sequenze iniziali Katy (Awkwafina) afferma ironicamente di essere la “Jeff Gordon asiatica“. Per chi non lo sapesse, Jeff Gordon è un pilota automobilistico americano noto per aver vinto quattro volte la NASCAR Sprint Cup Series, il più importante campionato automobilistico organizzato dalla National Association for Stock Car Auto Racing.

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IL BLIP

Nel film sono presenti un paio di riferimenti agli eventi di Avengers: Infinity War (2018) e di Avengers: Endgame (2019). In una scena un’amica di Katy afferma “Viviamo in un mondo in cui da un momento all’altro metà della popolazione può scomparire” mentre l’altro easter egg è rappresentato da un manifesto con la scritta “Post-Blip anxiety? You are not alone (“Ansia da post-Blip? Non sei solo“)” che sembra suggerire che molti cittadini di New York stiano ancora cercando di superare il trauma derivante dallo schiocco di Thanos (Josh Brolin). Nel week-end, inoltre, la giornalista Joanna Robinson di Vanity Fair ha svelato di aver contattato gli sceneggiatori del film e di aver scoperto che i poster si riferiscono ad un’app di incontri per coloro che sono scomparsi per cinque anni chiamata Blip-Sync: “Ho fatto delle domande ai due sceneggiatori di Shang-Chi sui poster che si vedono sullo sfondo in un paio di inquadrature per una cosa chiamata ‘Blip-Sync’ perché io e il mio amico siamo ne siamo ossessionati e la risposta migliore che ho ricevuto da loro è stata ‘un’app di incontri per quelli che sono Blippati.’

KIM’S CONVENIENCE

Nella scena al ristorante Shang-Chi spiega di essere stato scambiato per un coreano in passato. Si tratta di un riferimento a Jung, il personaggio che Simu Liu ha interpretato in Kim’s Convenience, sitcom canadese trasmessa su CBC Television dal 2016 al 2021 ed incentrata su una famiglia coreano-canadese che gestisce un minimarket.

IL KARAOKE

Nella scena con Shang-Chi e Katy al karaoke possiamo leggere su uno schermo la frase “Over sideways and under“, estrapolata dal testo della canzone A Whole New World (in italiano Il Mondo è Mio) di Aladdin (1992), e altre frasi tratte da I Don’t Want To Miss A Thing di Diane Warren, da Old Town Road di Lil Nas X e da Hotel California degli Eagles.

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SAN FRANCISCO

La prima parte del cinecomic è ambientata nella città di San Francisco, location che abbiamo già visto in altri film tratti dai fumetti della Casa delle Idee come Ant-Man (2015), Ant-Man and The Wasp (2018) e Venom (2018). Nonostante l’assenza di riferimento al supereroe interpretato da Paul Rudd, il regista Destin Daniel Cretton ha dichiarato di recente al San Francisco Examinervolevamo una città che fosse collegata all’esperienza degli immigrati e, in particolare, all’esperienza degli immigrati cinesi. San Francisco è una delle città più importanti per quella ricca storia.

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RAZOR FIST

Il personaggio interpretato da Florian Munteanu (Viktor Drago in Creed 2) è R/azor Fist, classico avversario fumettistico di Shang-Chi e di Patrick Mulligan/Toxin. Nei fumetti l’identità di Razor Fist è stata assunta da diversi personaggi ma generalmente il villain viene rappresentato come un esperto di arti marziali con delle lame d’acciaio saldate chirurgicamente al posto delle mani. La BMW del personaggio rubata da Shang-Chi e Katy ad un certo punto del film, inoltre, presenta la targa “RZRFST” e il nome “Razorfist” scritto con la vernice spray sugli sportelli della vettura.

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SPIDER-MAN: HOMECOMING

L’uomo che riprende con il cellulare lo scontro tra Shang-Chi e gli uomini dei Dieci Anelli all’interno dell’autobus è lo stesso cittadino interpretato da Zach Cherry in Spider-Man: Homecoming (2017) di Jon Watts che chiese al Tessiragnatele di Tom Holland di fare una capriola sul tetto.

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TERREMOTO NEL BRONX

Nella scena sull’autobus Shang-Chi si serve anche della sua felpa per affrontare gli uomini dei Dieci Anelli. La coreografia è palesemente ispirata alla scena del supermercato del film Terremoto nel Bronx (in originale Rumble in the Bronx) del 1995 con protagonista Jackie Chan.

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GOLDEN DAGGERS

Il club situato a Macau, Cina, in cui si svolgono i combattimenti illegali presso cui si recano Shang-Chi e Katy si chiama “Golden Daggers“. Si tratta di un riferimento all’abo Master of Kung Fu (1976) #44 di Doug Moench e Paul Gulacy e all’omonima organizzazione criminale, nota anche come Oriental Expediters.

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CAMEO INASPETTATI

Nel Golden Daggers Club assistiamo brevemente allo scontro tra un soldato potenziato dall’Extremis – il siero sperimentale di manipolazione genetica e ricrescita cellulare ideato da Maya Hansen e sfruttato da Aldrich Killian in Iron Man 3 (2013) – e una donna di nome Helen. La particolarità di questa scena è rappresentata dal fatto che la donna è in realtà una Vedova Nera ed è stata interpretata da Jade Xu in Black Widow.

La conferma arriva proprio da un tweet del presidente dei Marvel Studios Kevin Feige:

“Una delle Vedove, Jade Xu, è nata in Cina ed è una pluricampionessa di Wushu. Potrebbe anche avere un breve cameo in un futuro film Marvel…

ABC

Nel film il personaggio di Jon Jon (Ronny Chieng) spiega a Katy di non preoccuparsi se il suo cinese non è buono perché sa “parlare l’ABC“. Come spiegato dal regista Destin Daniel Cretton, “ABC” è l’abbreviazione di “American-born Chinese“, un’espressione utilizzata per riferirsi agli individui nati in America ma di origini asiatiche, ad eccezione degli immigrati di prima generazione.

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ABOMINIO E WONG

La pellicola segna il ritorno nel Marvel Cinematic Universe di Emil Blonsky a.k.a. Abominio, il villain interpretato da Tim Roth ne L’incredibile Hulk (2008) di Louis Leterrier. Anche se il film non fornisce spiegazioni sul suo rapporto con Wong (Benedict Wong) e sul suo coinvolgimento negli scontri illegali del Golden Daggers Club, il regista Destin Daniel Cretton e il produttore Jonathan Schwartz hanno confermato che “c’è molto altro da raccontare” sul personaggio, alludendo alla presenza di Abominio nella serie su She-Hulk in arrivo nel 2022 su Disney+.

IL DEATH DEALER

Uno degli uomini al servizio di Wenwu è il Death Dealer, il guerriero vestito di blu con la maschera bianca che ha addestrato Shang-Chi sin da piccolo. Anche se nel film non viene rivelato chi si celi realmente dietro la maschera del villain, nei fumetti Death Dealer è l’identità assunta da Li Ching-Lin, il braccio destro di Fu Manchu nonché agente infiltrato nell’MI6, e, più tardi da suo figlio, Huo Li. Il Death Dealer originale è stato introdotto da Doug Moench e Gene Day nel 1982 sulle pagine di Master of Kung Fu #118 ma è apparso in soli cinque albi prima di essere sconfitto in battaglia da Shang-Chi.

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AC/DC

Nella stanza di Xialing possiamo intravedere il poster di uno dei gruppi più famosi nella storia dell’hard rock: gli AC/DC. La band australiana riveste un ruolo molto importante nel Marvel Cinematic Universe considerando che due delle canzoni più note del gruppo, “Back in Black” e “Shoot to Thrill“, sono state incluse in Iron Man, Iron Man 2, The Avengers e Spider-Man: Far From Home.

IRON MAN 3

Hanno chiamato un terrorista come un agrume.

Wenwu ricorda allo spettatore gli eventi di Iron Man 3 di Shane Black. Nel film, come sappiamo, Aldrich Killian si era servito di un attore fallito spacciato per il Mandarino e del logo dei Dieci Anelli (in particolare di una costola dell’organizzazione formatasi in Afghanistan) per il suo piano di conquista politica ed economica degli Stati Uniti e per giustificare le esplosioni dei soggetti partecipanti alle sperimentazioni con Extremis.

I MOLTI NOMI DI WENWU

In una scena Wenwu svela di essere stato soprannominato in diversi modi nel corso degli anni: “Re Guerriero“, “Maestro Khan” e “l’uomo più pericoloso sulla Terra“. In particolare, Maestro Khan è un riferimento ad una delle tante identità assunte dal Mandarino nei fumetti Marvel, citata anche dal personaggio di Gene Khan nella serie animata Iron Man: Armored Adventures.

TREVOR SLATTERY

Verso metà film Shang-Chi, Katy e Xialing si ritrovano intrappolati nella fortezza dei Dieci Anelli ma presto scoprono di non essere gli unici ad essere trattenuti nell’edificio contro la loro volontà. In una delle celle sotterranee, infatti, il trio incontra un volto familiare ai fan dell’MCU: Trevor Slattery (Ben Kingsley), l’attore britannico fallito che interpretò il falso Mandarino di Iron Man 3 per conto di Aldrich Killian. La presenza del personaggio si ricollega al cortometraggio All Hail the King, incluso nel Blu-Ray di Thor: The Dark World (2013). Nel corto, scritto e diretto da Drew Pearce (Hotel Artemis), il regista di documentari Jackson Norris intervista Trevor Slattery nella prigione di Seagate per raccogliere altre informazioni sulle circostanze del suo coinvolgimento nel piano di Killian. Nel finale, tuttavia, Norris svela di essere un agente dei Dieci Anelli in incognito e che il suo vero obiettivo è far evadere Trevor e portarlo al cospetto della persona a cui ha rubato il nome. Stando a quanto spiegato nella pellicola, dopo gli eventi del corto, Trevor venne risparmiato da Wenwu per la sua performance da Macbeth e rinchiuso nei sotterranei come un giullare di corte.

MORRIS

La creatura che Trevor pensa di essersi immaginato si chiama Morris ed è basata sul Dijiang. Nel bestiario A Chinese Bestiary: Strange Creatures from the Guideways Through Mountains and Seas, i Dijiang vengono descritti come esseri in perenne stato di confusione dotati di sei zampe e quattro ali ma senza occhi e orecchie a cui piace cantare e danzare.

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IL PIANETA DELLE SCIMMIE

In una delle scene più divertenti del film viene rivelato che la passione di Trevor Slattery per la recitazione è nata grazie alla visione de Il Pianeta delle Scimmie (1968) di Franklin Schaffner e, soprattutto, alla convinzione che gli attori sullo schermo fossero delle vere scimmie addestrate a parlare e ad andare a cavallo.

IL PORTALE

Nel momento in cui Shang-Chi, Katy, Trevor e Morris superano la cascata, possiamo vedere un portale di forma circolare fatto d’acqua che ricorda molto i portali che Doctor Strange e gli Stregoni di Kamar-Taj riescono ad aprire tramite gli Sling Ring.

TA-LO

La trama di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli ruota attorno al regno di Ta-Lo, una dimensione mistica che Wenwu cerca disperatamente di raggiungere per liberare lo spirito di Jiang Li (Fala Chen) e che esiste anche nei fumetti. Creato da Mark Gruenwald, Ralph Macchio e Keith Pollard nel 1980 e apparsa per la prima volta in Thor Vol.1 #301, Ta-Lo (o Daluo Tian) è uno dei regni divini situati in una dimensione tascabile adiacente alla Terra ed è la casa degli Xian, una razza di esseri interdimensionali venerati dagli abitanti della Cina come divinità.

Nell’MCU, inoltre, Ta-Lo sembra essere ispirato in parte anche alla città mistica di K’un-Lun, una delle Sette Capitali del Cielo dell’Universo Marvel fumettistico e luogo fondamentale per l’addestramento di Danny Rand a.k.a. Iron Fist.

ANIMALI FANTASTICI

Nel regno di Ta-Lo appaiono diversi animali mistici tipici della cultura asiatica tra cui:

• i Qilin, creatura della mitologia cinese, coreana e giapponese simile ad una Chimera con il corpo di un cervo, la testa di un cavallo e la coda di bue. Le creature che appaiono nel film presentano alcune analogia anche con i Longma.

Fenghuange/Zhuque, un uccello leggendario della mitologia cinese interamente coperto dalle fiamme e assimilabile alla Fenice.

• La volpe a nove code, creatura leggendaria che appare nei racconti orali di varie zone dell’Asia orientale, tra cui la Cine, la Corea e il Giappone.

• gli Shishi, i “Leoni Guardiani Cinesi” o “Cani Leone” tipicamente utilizzati come ornamento architettonico della tradizione cinese nei palazzi e nelle tombe imperiali.

IL COSTUME DI SHANG-CHI

Il costume rosso che Shang-Chi indossa durante la battaglia finale, realizzato con le scaglie di un drago, è un riferimento diretto al nuovo design del costume del personaggio nella recente miniserie a fumetti scritta da Gene Luen Yang e disegnata da Dike Ruan.

Shang-Chi

DRAGON BALL

La sfera di fuoco che Shang-Chi crea facendo roteare contemporaneamente i Dieci Anelli durante il combattimento finale è un chiaro riferimento visivo all’Onda energetica (chiamata anche Kamehameha) del celebre manga/anime Dragon Ball di Akira Toriyama.

DWELLER-IN-DARKNESS

Il drago oscuro in grado di risucchiare le anime intrappolato a Ta-Lo è la versione MCU di Dweller-in-Darkness. Al contrario della sua controparte live-action, nei fumetti il personaggio non è un drago bensì un demone dall’aspetto umanoide che si nutre della paura delle persone (come Incubo) ed ha affrontato spesso Doctor Strange. È possibile che questa versione del villain sia ispirata anche al drago alieno Fin Fang Foom, storico avversario di Iron Man e di Hulk. Una curiosità: come anticipato qualche mese fa da Simu Liu, Fin Fan Foom non è stato incluso nel film poiché il nome del personaggio, creato agli inizi degli anni Sessanta, ricorda “Ching Chang Chong“, espressione razzista utilizzata dagli Occidentali per schernire il linguaggio dei cinesi e degli altri Paesi asiatici.

Lo scontro tra il supereroe e la creatura, peraltro, potrebbe essere ispirato allo scontro tra Shang-Chi (potenziato dalle Particelle Pym) e un drago gigante avvenuto in Avengers World #14 di Nick Spencer e Marco Checchetto.

LE SCENE POST-CREDITS

Nella scena a metà dei titoli di coda, Shang-Chi e Katy si trovano in quello che sembra essere il Sancta Sanctorum di Doctor Strange insieme a Wong e alle proiezioni olografiche di Bruce Banner (Mark Ruffalo) e di Carol Danvers a.k.a. Captain Marvel (Brie Larson), i quali spiegano che i Dieci Anelli non sono fatti in vibranio tantomeno manufatti di origine aliena o Chitauriana e che sono molto più antichi di mille anni. Nonostante ciò, Wong aggiunge che gli Anelli hanno iniziato ad emettere un misterioso segnale dopo il passaggio da Wenwu al protagonista del film.

La sequenza ci permette di fare alcune interessanti considerazioni: innanzitutto, occorre segnalare che Carol Danvers ha nuovamente i capelli lunghi e lo stesso costume indossato in Avengers: Endgame (lasciando intendere che sia passato qualche mese dagli eventi del film dei fratelli Russo). In secondo luogo, è possibile notare che Bruce Banner, per la prima volta in forma umana dai tempi di Avengers: Infinity War, ha ancora il tutore al braccio destro avendo utilizzato il Guanto dell’Infinito costruito insieme a Tony Stark e Rocket Raccoon per riportare indietro i Blippati.

Ad un certo punto Captain Marvel riceve una chiamata urgente (possibile che abbia a che fare con The Marvels di Nia DaCosta?) mentre Bruce si congeda rivolgendosi a Shang-Chi e Katy con un “Benvenuti al circo“. Wong elabora il discorso di Banner spiegando che ora d’ora in poi la loro vita prenderà una direzione totalmente nuova. Il momento drammatico, tuttavia, viene interrotto da Shang-Chi che porta Wong al karaoke cantando Hotel California degli Eagles.

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Una curiosità: la presenza di Brie Larson nella scena dopo i titoli di coda è legata non solo al ruolo di Captain Marvel ma anche all’amicizia e al rapporto professionale tra l’attrice e Destin Daniel Cretton. La sua breve apparizione in Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli segna la quarta collaborazione di fila tra Brie Larson e il regista dopo Short Term 12 (2013), Il castello di vetro (2017) e Il diritto di opporsi (2019).

Nella seconda scena dopo i titoli di coda, invece, vediamo Xialing, la sorella di Shang-Chi, sul trono di Wenwu con il logo del Dieci Anelli alle spalle e scopriamo che ora l’organizzazione, sotto il suo comando, insegna anche alle donne a diventare guerriere, in netto contrasto con la secolare tradizione maschilista. Il film si chiude con la scritta “I Dieci Anelli torneranno“, lasciando intendere che l’associazione tornerà in uno dei prossimi progetti dei Marvel Studios.

Shang-Chi

Ricordiamo che Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, scritto da David Callaham (Horsemen) e Andrew Lanham (Just Mercy) e diretto da Destin Daniel Cretton (Il castello di vetro), vede nel cast Simu Liu (Shang-Chi), Awkwafina (Katy), Fala Chen (Jiang Li), Ronny Chieng (Jon Jon), Florian Munteanu (Razor Fist), Meng’er Zhang (Xialing), Michelle Yeoh (Jiang Nan), Tony Leung (Wenwu) e Benedict Wong (Wong).

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SINOSSI
In arrivo a settembre 2021, Simu Liu interpreterà Shang-Chi nel nuovo film dei Marvel Studios, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli. Shang-Chi dovrà affrontare il passato che pensava di essersi lasciato alle spalle quando verrà trascinato nella ragnatela della misteriosa organizzazione dei Dieci Anelli.