Sam Raimi risponde alle domande degli appassionati, passando dalla tecnologia che ha cambiato “Doctor Strange 2” all’ammirazione per Jon Watts.

Il 4 maggio è uscito al cinema Doctor Strange nel Multiverso della Follia, il sequel dedicato alle avventure dello Stregone Supremo interpretato da Benedict Cumberbatch prodotto dai Marvel Studios e diretto dal leggendario Sam Raimi, che vedrà il ritorno di Elizabeth Olsen nel ruolo di Wanda Maximoff e sarà strettamente collegato agli eventi narrati nella serie WandaVision.

Come molti sapranno, l’account Twitter Movies appartenente all’omonima piattaforma, è spesso partecipe delle campagne marketing in un modo che coinvolge da vicino i fan, nello specifico dando loro modo di porre delle domande a figure di spicco come attori e registi, tra i quali è figurato proprio il succitato Sam Raimi, il quale ha risposto ad una manciata di domande sia su Multiverse of Madness, che su altri temi collaterali.

Qual è stato il processo di lavoro con il compositore Danny Elfman?

È stato molto bello poter lavorare nuovamente con Danny Elfman. Abbiamo lavorato a molti film insieme, passando da”Darkman” ai tre film su Spider-Man – ha persino composto il tema per i titoli di testa per un film che feci, chiamato “L’Armata delle Tenebre” – “Il Grande e Potente Oz”, ed ora questo film; ed è stato un processo meraviglioso. Ci siamo seduti nella sala montaggio, con il mio montatore, Bob Murawski – in questo caso, Tia Nolan era un’altra montatrice in questo film – ed abbiamo deciso dove piazzare la colonna sonora. Abbiamo cercato i punti, nei quali far partire e poi concludere, le musiche, ed ho provato a descrivere a Danny ciò che speravo che il pubblico potesse provare, ciò che i personaggi dovessero provare – cosa normalmente lapalissiana per Danny, ma dovevo assicurarmi che la comunicazione tra noi fosse chiara – ed in quei casi gli dico: “Danny, qui gli sta un pochino spezzando il cuore, forse dovremmo far partire la musica adesso”, e Danny mi risponde: “No. Aspettiamo che prima il pubblico possa provare quest’emozione, e sarà in quel momento che arriverò con gli archi”, ed è lì che penso “Oh mio Dio, Danny Elfman è così bravo”, ed in seguito provo a superarlo sul suo stesso territorio, magari riguardo un personaggio che è triste, dicendo: “Sta pensando ai suoi figli qui, Danny. Aspettiamo che prima il pubblico possa provare quest’emozione, e sarà in quel momento che arriverai tu” e lui mi risponde “No. Aspetterò che la camera cominci a muoversi e sarà lì che arriverò”. Quindi mi supera sempre e questa cosa mi manda ai matti [ride], ma sa sempre dove piazzare la musica, e non è solo un grande compositore, è un narratore. Un narratore che racconta una storia tramite la musica e non sarei riuscito a fare il film senza di lui.

Quale nuova tecnologia ti maggiormente impressionato mentre lavoravi a “Doctor Strange nel Multiverso della Follia”?

Beh, la tecnologia è decisamente cambiata nei vent’anni trascorsi da quando feci il primo “Spider-Man”. In quel caso, John Dykstra e la Sony Pictures Imageworks dovettero creare gli strumenti per far sii che il pubblico credesse che il personaggio in CGI fosse davvero Spider-Man, ed ora quegli strumenti sono pronti al lavoro, quindi credo che il più grande cambiamento nella tecnologia, che mi ha aiutato a lavorare sul film, siano stati mezzi di telecomunicazione come Zoom. La possibilità per un regista di parlare a centinaia di persone in una sola chiamata, o per uno storyboard artist di presentare un’illustrazione preparata per un’inquadratura che dobbiamo girare, o per il production designer di mostrare una piccola clip girata dal set che dovremo usare, così da sapere dove piazzare le inquadrature, o posso chiedere al montatore di presentare un piccolo montaggio della scena alla quale stiamo lavorando, così da poter far capire al team cosa vogliamo ottenere. Quindi, ciò che ha cambiato per me il processo di filmmaking di più in assoluto, è stato il processo di telecomunicazione.

Qual è un regista Marvel che ammiri?

Uno dei registi Marvel che ammiro molto è Jon Watts. Amo “Spider-Man: No Way Home”, penso che sia semplicemente uno dei più grandi film che io abbia visto, ed è stato così emozionante per me e per il pubblico, mi ha davvero commosso.

Puoi descrivere “Multiverse of Madness” in tre parole?

Una vista specchiata.

Se potessi incontrare chiunque nel Multiverso, chi incontreresti?

Se potessi incontrare chiunque nel multiverso, vorrei probabilmente incontrare – come chiunque – qualcuno che è passato a miglior vita nel nostro universo. Per avere la possibilità di rivedere questa persona.

Diretto da Sam Raimi, Doctor Strange nel Multiverso della Follia è uscito al cinema il 4 maggio 2022.

Nel cast tornano Benedict Cumberbatch (Stephen Strange/Doctor Strange), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff/Scarlet Witch), Rachel McAdams (Christine Palmer), Benedict Wong (Wong) e Chiwetel Ejiofor (Karl Mordo), insieme alle new entry Xochitl Gomez (America Chavez) e Adam Hugill (Rintrah).

Questa la sinossi ufficiale:
«Marvel Studios’ Doctor Strange nel Multiverso della Follia espande i confini del Multiverso ai massimi livelli. Un viaggio nell’ignoto con Doctor Strange che, con l’aiuto di mistici alleati sia vecchi che nuovi, attraversa pericolose e sconvolgenti realtà alternative del Multiverso per affrontare un nuovo, misterioso avversario».

Doctor Strange nel Multiverso della Follia fa parte della Fase 4 dell’Universo Cinematografico Marvel. Leggi il nostro speciale!