Alla domanda sulla volontà di ritornare a girare un film su Spider-Man, Sam Raimi risponde: “Se ci fosse una grande storia da raccontare, credo che lo farei”.

Il 4 maggio uscirà al cinema Doctor Strange nel Multiverso della Follia, il sequel dedicato alle avventure dello Stregone Supremo interpretato da Benedict Cumberbatch prodotto dai Marvel Studios e diretto dal leggendario Sam Raimi, di ritorno al filone nel filone dei cinecomic dopo la storica trilogia dedicata a Spider-Man, cominciata con il primo omonimo capitolo nel 2002.

Ed è proprio dei suoi film sull’Uomo Ragno di cui parliamo oggi, spostandoci su una possibilità che sembrava lungi dall’essere realizzabile anni fa, ma che al giorno d’oggi si sposta nell’aria del così detto “mai dire mai“: girare un quarto capitolo.

Di recente è stata rilasciata una dichiarazione al riguardo dallo sceneggiatore del primo film, David Koepp, mesi il produttore della trilogia si è esposto al riguardo, Tobey Maguire ha specificato di non aver propriamente chiuso il “capitolo Spider-Man dopo il suo recente ritorno in Spider-Man: No Way HomeKirsten Dunst si è detta anche lei disponibile al ritorno nei panni di Mary Jane Watson, ed in fine è spuntata un’intervista a Sam Raimi, nella quale gli è stata posta una domanda su un possibile ritorno alla regia di un film sull’Uomo Ragno, alla quale ha risposto con un incoraggiante:

“Beh, non credevo fosse possibile, ma dopo essere ritornato ed aver lavorato sul multiverso, ho realizzato – esattamente come ha fatto Doctor Strange – che ora tutto è possibile.”

Ma questo non è tutto, in quanto il regista si è nuovamente esposto in una recente intervista fattagli da Rolling Stone (nella quale ha rivelato un possibile villain pianificato ai tempi per Spider-Man 4), nella quale gli è stato chiesto se, dopo il ritorno di Tobey Maguire nel ruolo di Spider-Man/Peter Parker in Spider-Man: No Way Home, fosse interessato a lavorare ad un nuovo film sul personaggio nonostante sia passato diverso tempo, al che Raimi ha risposto dettando le seguenti condizioni:

“Se ci fosse una grande storia da raccontare, credo che sarei interessato. Il mio amore per il personaggio non è affatto diminuito. Ciò che potrebbero fermarmi sarebbero le stesse cose che mi fermarono allora: “Tobey sarebbe disposto a farlo? C’è un arco emotivo per lui? C’è un grande conflitto per il personaggio? E c’è un villain degno della storia, che si colleghi ai temi della storia?”. Sono parecchie domande che necessiterebbero delle risposte. Se trovassero delle risposte, amerei farlo.”

Una risposta che mette gli appassionati in un clima decisamente ottimistico. Ed anche se siamo ben lungi da un vero e proprio sviluppo del progetto, il fatto che i principali “giocatori” si dicano interessati a tornare in campo, con un pubblico che anno dopo anno ricorda e riguarda con sempre più affetto ed entusiasmo i loro lavori, non è da sottovalutare.