Robert Downey Jr. ha svelato cosa gli manca maggiormente di più del Marvel Cinematic Universe e del ruolo di Iron Man.

L’arco narrativo della formazione originale degli Eroi più potenti della Terra, come sappiamo, si è concluso con Avengers: Endgame, il 22º film della Saga dell’Infinito che ha simboleggiato anche il coronamento dell’intero Universo Cinematografico Marvel. In particolare, la pellicola ha segnato ufficialmente la fine del percorso di Robert Downey Jr. nei panni di Tony Stark alias Iron Man sin dal 2008.

Nel corso di una lunga intervista con Deadline, Robert Downey Jr. ha riflettuto sulla sua decennale esperienza con i Marvel Studios. Quando gli è stato chiesto quali siano gli aspetti del Marvel Cinematic Universe di cui sente maggiormente la mancanza, l’attore ha suddiviso il suo cammino in tre fasi:

“Cosa mi manca di più? Stare in prima linea con Kevin Feige. Gli inizi, con Jon Favreau, sono un bellissimo sogno ora. La metà, con Shane Black su Iron Man 3… avevamo appena avuto Exton e abbiamo girato principalmente a Wilmington NC. Era idilliaco e sovversivo. E la fine, quando ho capito che mi ero fatto tanti amici stretti nell’MCU e i fratelli Russo che mi hanno aiutato ad abbracciare l’arco narrativo di Tony.”

Ricordiamo che Iron Man (2008), scritto da Mark Fergus, Hawk Ostby, Art Marcum e Matt Holloway e diretto da Jon Favreau, vede nel cast Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Jeff Bridges (Obadiah Stane/Iron Monger), Gwyneth Paltrow (Virginia “Pepper” Potts), Terrence Howard (Colonnello James Rhodes), Faran Tahir (Raza), Clark Gregg (Phil Coulson), Leslie Bibb (Christine Everhart) e Shaun Toub (Ho Yinsen).

Questa la sinossi ufficiale:
Tony Stark è un inventore geniale e miliardario col vizio delle donne (tante) e delle attività filantropiche. Ereditato patrimonio e ingegno dal padre scomparso in un incidente d’auto, Tony (per amici e amichette) conduce e amministra le Industrie Stark, produttrici e prime fornitrici di armi per il governo americano. Durante un test in medioriente, per verificare l’efficienza di un’arma sperimentale, viene catturato da un gruppo di estremisti. Ferito al cuore da una scheggia è soccorso e curato da Yinsen, un fisico esperto di cibernetica che gli applica un organo artificiale. Obbligato dai guerriglieri a costruire un’arma invincibile per la loro causa, Tony progetta in segreto un’armatura per fuggire alla prigionia. Rientrato negli Stati Uniti è deciso a cambiare vita, a riparare alle ingiustizie e a ‘industriarsi’ a favore dei più deboli.