Recensione - Seconda stagione Daredevil
PersonaggiUna serie molto maturaOffre una disamina sul ruolo dei vigilanti
Elektra a tratti troppo "psicopatica"Il ritmo è ancora a fasi alterneLa Mano ha bisogno di ancora più spazio
9.3Overall Score
Storia9.2
Azione e combattimenti9
Personaggi9.6
Reader Rating 1 Vote
9.5

Generalmente proseguire un lavoro che ha riscosso successo può rivelarsi  assai arduo, ed in molti casi le produzioni non riescono a tenere testa al successo della prima uscita, e solo pochissimi riescono a superarsi. Nel caso della seconda stagione di Daredevil, possiamo ammettere che si tratta di uno di quei rari casi in cui la seconda serie riesce a battere la prima, in cui l’adrenalina e la tensione si mantengono ancora più alte, grazie anche all’introduzione di Elektra e The Punisher, che hanno reso il serial ancora più dark e appassionante.

Sono numerosi i riferimenti ai fumetti dedicati al Diavolo di Hell’s Kitchen che hanno aperto la caccia agli easter egg, tra cui riferimenti anche esterni dal mondo Marvel, che ci hanno lasciati stampati sui visi sorrisi di compiacimento. Anche la scelta non solo estetica del nuovo costume, ma anche dell’intelligente passaggio da quella vecchia a quella nuova, hanno reso continuo, reale e fluido lo scorrimento del “tempo” fittizio esistente nella serie.

Un fattore che abbiamo apprezzato di questa serie è che nulla è lasciato al caso, non esistono scene inserite inutilmente (utili solo ad abbellire gli episodi), ogni piccola scena e dettaglio è calcolato per essere parte integrante, che avrà un peso fondamentale per la chiusura del cerchio, ogni domanda avrà la sua risposta mano a mano che si proseguirà con la serie.

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In questa seconda stagione vedremo messi in difficoltà i sani principi di Daredevil, il  dover punire i criminali esclusivamente attraverso la legge sarà messo seriamente in discussione da tutte le vicende che accadranno e dal sistema giuridico corrotto e malato che ha infettato New York, ragion per cui i metodi di Frank Castle per quanto radicali, metteranno in dubbio il modo di agire di Matt, ma non sempre la via più facile è quella più giusta. Il ruolo del Punitore offre inoltre dei particolari spunti di riflessione sul ruolo e sulla legittimità dei vigilanti, e fino a dove si devono spingere per non oltrepassare certi limiti.

Il Punitore è parte fondamentale e motore di molti eventi in cui sarà coinvolto il Diavolo di Hell’s Kitchen; dal loro primo incontro, sino all’ultima puntata, il personaggio sarà importante per lo svolgersi della storia, come del resto anche Elektra.

Ed è proprio la storyline legata ad Elektra che introdurrà una misteriosa organizzazione, La Mano, che metterà a repentaglio Hell’s Kitchen…per l’ennesima volta. Organizzazione che abbiamo già avuto modo di conoscere nella prima stagione di Daredevil, e che qui prenderà forma, mostrandosi finalmente al pubblico in tutta la sua complessità, al limite tra paranormale ed illegale.

Una grandissima standing ovation va per Jon Bernthal che ha non solo rimediato ai gap interpretativi dei suoi colleghi che precedentemente hanno avuto a che vedere con il Punitore, ma anche per la caratterizzazione drammatica e umana che ha saputo dare al suo personaggio. Un concentrato di arroganza e sicurezza in se stesso, hanno saputo rendere il suo Frank Castle superiore alle precedenti interpretazioni. Un personaggio scritto bene ed interpretato meglio, che in alcuni casi è riuscito persino ad eclissare l’ottimo lavoro di Charlie Cox con Daredevil.

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Per quanto riguarda invece Elektra, interpretata da Elodie Yung, abbiamo apprezzato molto la sua interpretazione, molto espressiva, sensuale e forte, in alcuni frangenti molto vicina alla versione di Frank Miller, in altri invece un pochino troppo distaccata dalla controparte cartacea. L’attrice fornisce quel giusto gusto di pericolo, misto a follia omicida, seduzione e sarcasmo.

Abbiamo apprezzato molto anche i personaggi “secondari” della serie, come Foggy Nelson e Karen Page, entrambi in netta evoluzione rispetto a quanto visto nella prima stagione.

Particolare attenzione va alla bravura degli showrunner, Doug Petrie e Marco Ramirez, che hanno saputo intrecciare la vita di Matt Murdock alle due differenti storyline legate a Elektra ed a Frank Castle, senza far risultare caotico o pesante il filone che seguiva la trama, e senza mai uscire fuori tema. Il loro lavoro su Hell’s Kitchen è stato incredibile, con suoni e rumori di strada, strade malfamate e vicoli bui, e con grattacieli che convivono con palazzine abbandonate.

In conclusione possiamo dire che questa seconda stagione è veramente un successone, molto matura e destinata ad un pubblico adulto e pronto ad interrogarsi sull’attività dei vigilanti e sul loro limite. Oltre alla sceneggiatura, l’interpretazione degli attori è eccellente, con un grandissimo Jon Bernthal, che non vediamo l’ora di poter ammirare nuovamente in azione e con un Charlie Cox che ha soddisfatto appieno le aspettative dei fan.