Recensione: Avengers presenta A-Force #1
7.3Overall Score
Storia6.3
Disegni7.4
Personaggi8
Azione7.3
Reader Rating 3 Votes
6.0

Finalmente i tie-in di Secret Wars sono usciti nelle fumetterie, ed oggi ci apprestiamo a recensirvi Avengers presenta A-Force, che ha preso il ruolo della testata sugli Avengers.

Purtroppo qualche spoiler su sulla testata madre, Secret Wars, è inevitabile.

Questo primo numero racconta le vicende di un gruppo di supereroine che vivono in uno dei territori di Battleworld, ovvero Arcadia. L’introduzione delle prime pagine al racconto si fa da subito interessante, non viene nascosto che questo albo è dedicato interamente al gentil sesso e a capo di questa “provincia” troviamo She-Hulk, nominata baronessa dal Dio sovrano di questo mondo, Victor Von Doom.

a-force-walking-w724Ciò che consigliamo prima d’introdurvi alla lettura di questo tie-in (come di altri) è di leggere almeno i primi tre numeri di Secret Wars (o meglio, di seguire l’intero evento se possibile), per capire cosa effettivamente stia succedendo, visto che si viene introdotti in questo arco narrativo senza alcuna spiegazione.

Comunque torniamo alla trama. La storia vede coinvolte un gruppo di Avengers al femminile, capitaneggiate da She-Hulk, baronessa di Arcadia, che gestisce anche le questioni politiche della provincia, e a volte si trova a dover compiere scelte molto dure. Nella storia troviamo, oltre a Jennifer, anche Capitan Marvel, alias Carol Danvers, Sorella Grimm, la versione femminile di Loki, e parte importante l’avrà anche Miss America, che darà l’input per far partire questa storia.

La storia è scritta senza alcun tipo di riferimento ad eventi precedenti a Secret Wars, o più precisamente, tutto ciò che è esistito prima di Battleworld non viene menzionato, ne ricordato dagli stessi personaggi: è come se questo fosse stato il solo ed unico universo, introducendoti quindi immediatamente nel “nuovo”mondo, illustrando le regole rigide della monarchia di Destino.A-Force-1-Preview-3-ffa1a

Troviamo interessante l’esaltazione della figura femminile in questa testata, un’intera città fatta a misura delle donne, o meglio super-donne, e ad ogni eroina viene data giustizia da un punto di vista di fascino e potere. La narrazione è molto accurata, e quello che è venuto fuori è una storia discreta che può evolversi in un qualcosa di appassionante (andiamo, a chi non piacerebbe vedere un gruppo di supereroine che cerca di salvare la loro città).

Complessivamente è entusiasmante vedere un albo che sia incentrato sopratutto sul gentil sesso, e che sia stato scritto in maniera seria e professionale. Willow Wilson e Marguerite Bennet sono riuscite a dare ad ogni eroina il suo ruolo, esaltandole tutte dal carattere forte e con un certo fascino. Tuttavia, per le persone che vorrebbero seguire solamente questa testata senza interessarsi a Secret Wars, la lettura potrebbe rivelarsi un problema, proprio per questo un’aggiunta riassuntiva degli eventi che hanno comportato questi effetti sarebbe stato opportuno. Senza sminuire la storia, è il caso di dire che il vero punto di forza di questa testata sono i disegni di Jorge Molina,  decisamente espressivi che riescono a rendere bene il movimento, sebbene non molto definiti e ad avvalorare il lavoro di Molina, è la colorazione di Laura Martin e Matt Milla, che hanno dato più enfasi e profondità ai disegni, rendendo alcune tavole particolarmente affascinanti, soprattutto questa splash page:

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Inoltre, all’interno del fumetto sono presentati anche Squadrone Sinistro e 1872. Il primo, scritto da Marc Guggenheim e disegnato da Carlos Pacheco, narra di un’altra delle province di Battleword, Utopia, governata da Re Hyperion, e dello Squadrone Sinistro, i quali  cercano di annettere altre province, dimostrando di essere uomini spietati dal sangue freddo.

Il secondo 1872, scritto da Gerry Dugan e disegnata da Nik Virella lo abbiamo trovato molto più interessante. In questa storia ci troviamo nella Valle di Destino, con un’ambientazione da vecchio Far West, dove ritroviamo tutti i personaggi Marvel più conosciuti, come  Tony Stark o Steven Rogers, in una versione inedita

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In conclusione possiamo ammettere che seguire questi tie in potrebbe rivelarsi utile per una maggiore comprensione di Secret Wars e del suo mondo, ma concentrandosi su A-Force, la storia non è riuscita del tutto a catturare la nostra attenzione, almeno su questo primo numero. Un vero peccato, dato che non tutti i fan potrebbero avere la pazienza di proseguire la lettura con gli altri numeri. Un punto a favore invece è il modo in cui è stata esaltata la squadra di sole donne e le loro dinamiche.

L’idea di base è interessante, e troviamo interessante l’esaltazione della figura femminile.