Attenzione agli SPOILER inevitabili su The Boys. Proseguite solo se avete già visto il sesto episodio della serie.
Come molti di voi sapranno, lo scorso anno Ray Fisher (Cyborg) ha rivelato tutti i dettagli sulla produzione di Justice League durante i reshoot, spiegando che “Joss Whedon ha trattato cast e crew del film in modo disgustoso, offensivo, non professionale e del tutto inaccettabile“, raccontando tutto quello che è successo sul set in un lungo approfondimento pubblicato da THR.

Fisher ha mosso delle pesanti accuse di razzismo prima verso Whedon (accusato di aver “modificato la carnagione di un personaggio di colore in post-produzione perché non apprezzava il tono della sua pelle”) e poi persino verso la stessa Warner Bros., scagliandosi senza troppi giri di parole verso il presidente di DC Films Walter Hamada e verso l’intera presidenza.. che non smette di punzecchiare sui social

Nello specifico, in questo caso Fisher ha preso anche un post social relativo alla terza stagione di The Boys come pretesto per scagliarsi contro Hamada e DC Films.

Nella sesta puntata di The Boys 3Starlight si è scagliata contro la Vought International: in attesa dell’episodio di domani, su Twitter la Vought ha risposto con un “comunicato ufficiale” rilasciato sull’account Twitter della serie, nel quale prendono le distanze dalle dichiarazioni di Starlight, annunciandone il licenziamento e la rottura con Patriota.

Delle dichiarazioni ovviamente “di facciata”, scritte con il semplice obiettivo di fare bella figura ed insabbiare la verità… esattamente il tipo di dichiarazioni che Warner Bros. ha rilasciato per commentare il caos sul set di Justice League secondo Ray Fisher!

Non a caso, l’ormai ex interprete di Cyborg su Instagram ha definito questo comunicato fittizio come “la specialità di Walter Hamada“.

Entrando nel dettaglio, Fisher incolpa Hamada di non essersi mai preso le sue responsabilità per ciò che è successo sul set di Justice League, arrivando addirittura a scaricare tutta la colpa su Joss Whedon con l’obiettivo di non far ricadere la colpa su alcuni produttori e sulla compagnia stessa.

Solo grazie all’attore e ai suoi post sui social, il gruppo Warner ha avviato un’indagine, che ha confermato un clima di abusi e prepotenze sul set.