Come ben saprete Justice League del 2017 ha avuto una produzione a dir poco travagliata: dopo l’abbandono di Zack Snyder per una tragedia familiare, la Warner Bros. ha ingaggiato Joss Whedon ed ha rimaneggiato completamente la versione originale del regista in pochi mesi, senza rinviare il film e tagliando gran parte di esso.  Dello sviluppo durante la gestione di Joss Whedon è trapelato ben poco in questi anni, il regista non ne ha mai parlato apertamente e non ha neanche partecipato al tour promozionale, ma in esatte Ray Fisher ha portato alla luce alcune rivelazioni che hanno fatto ampiamente discutere: il trattamento di cast e crew sul set da parte di Whedon è stato disgustoso, offensivo, non professionale e del tutto inaccettabile. Inoltre, l’allora produttore e CCO di DC Comics Geoff Johns avrebbe minacciato la sua carriera.

Recentemente l’attore ha accusato Walter Hamada, presidente di produzione di DC Films, definendolo colpevole di aver provato a difendere Geoff Johns sacrificando letteralmente Jon Berg e Joss Whedon. A queste accuse è arrivata una risposta ufficiale da parte della Warner Bros., che in un comunicato ufficiale ha spiegato la loro versione dei fatti, incolpando Fisher di non aver procurato “prove credibili” ad un investigatore di terze parti ingaggiato per la situazione evidenziata da Fisher.

Ora l’attore ha risposto a sua volta al comunicato della Warner Bros., spiegando che in sintesi quanto spiegato da Hamada è falso, un “disperato tentativo di screditarlo per proteggere le persone al comando“.

Ad oggi l’attore non ha fornito ancora nessuna prima all’investigatore di terze parti assunto dalla Warner Bros., ma solo perché non era stato informato della presenza di testimoni nella videochiamata.

Fisher ha anche pubblicato la copia di una mail che ha inviato al suo avvocato, dove conferma di aver discusso con l’investigatore:

Grazie a tutti per il supporto e per aver notato il modo disperato e indiscriminato di screditarmi continuando a proteggere chi ha il potere. Ho incontrato l’investigatore su Zoom il 26 agosto. Ecco la mail che ho mandato al mio team e al SAG-AFTRA (sindacato degli attori) subito dopo:

Ho appena chiuso con l’investigatore. Ho dovuto concludere la chiamata prima di entrare nel dettaglio. È chiaro che è stato ingaggiato dalla Warner Bros. Pictures e non da Warner Media. Le sue conclusioni verranno condivise unicamente con i legali della Warner Bros. Pictures.

Inoltre aveva un’altra persona in linea come testimone, e noi non lo sapevamo. Ho detto che avevo bisogno anche io di un’altra persona in linea per essere più sicuro.

Ha cercato di farmi rimanere, ma gli ho detto che avrei dovuto consultarmi con il mio team prima di continuare.

Lo stesso attore si trovava in trattative per riprendere il ruolo di Cyborg nel film su Flash, ma dopo questa situazione non è dato sapere cosa succederà.