Ray Fisher racconta la sua verità sul caso Justice League, scagliandosi contro il boss di DC Films Walter Hamada.

Come ben saprete Justice League del 2017 ha avuto una produzione a dir poco travagliata: dopo l’abbandono di Zack Snyder per una tragedia familiare, la Warner Bros. ha ingaggiato Joss Whedon ed ha rimaneggiato completamente la versione originale del regista in pochi mesi, senza rinviare il film e tagliando gran parte di esso.  Dello sviluppo durante la gestione di Joss Whedon è trapelato ben poco in questi anni, il regista non ne ha mai parlato apertamente e non ha neanche partecipato al tour promozionale, ma in estate Ray Fisher ha portato alla luce alcune rivelazioni che hanno fatto ampiamente discutere: il trattamento di cast e crew sul set da parte di Whedon è stato disgustoso, offensivo, non professionale e del tutto inaccettabile.

Successivamente c’è stato un botta e risposta tra l’attore e la Warner Bros., con Fisher che ha accusato Walter Hamada (presidente DC Films) di aver provato a difendere disperatamente Geoff Johns sacrificando letteralmente il produttore Jon Berg ed il regista Joss Whedon. Hamada ha risposto all’attore con un comunicato ufficiale smentendo le sue parole, spiegando comunque che la Warner ha deciso di aprire un’indagine interna affidandola ad un investigatore esterno.

Dopo alcuni commenti sui social, ora sembra essere arrivato l’ultimo, grande aggiornamento di questa vicenda: Ray Fisher ha pubblicato un comunicato ufficiale dove spiega di essere stato rimosso dal film su Flash di Andy Muschietti, dove inizialmente avrebbe ripreso il ruolo di Cyborg.

Nel comunicato, Fisher si scaglia contro il produttore Geoff Johns definendolo un “razzista” senza però aggiungere altri dettagli in merito, menzionando inoltre che il suo periodo come Cyborg (esclusa ovviamente la Snyder Cut) è finito e che intraprenderà ogni tipo di azione possibile contro Walter Hamada.

Ecco quanto spiegato dall’attore:

Ho ricevuto la conferma ufficiale che la Warner Bros. ha deciso di licenziarmi dal cast di The Flash. Sono fortemente contrario a questa decisione, ma non mi sorprende. 

Il ruolo di Cyborg nel film era molto più ampio di un semplice cameo – ed anche se soffro all’idea di non poter portare nuovamente Victor Stone sul grande schermo, portare alla luce le azioni di Walter Hamada sarà un contributo molto più importante per il mondo.

Il 30 dicembre ho reso noto che non avrei più partecipato ad una produzione DC associata ad Hamada. I motivi sono due:

  • Walter ha provato a sminuire l’indagine sul set di Justice League per proteggere i suoi amici ed il co-presidente Geoff Johns
  • Walter ha provato a proteggersi disseminando bugie e disinformazione su questa indagine con una dichiarazione del 4 settembre. […]

Il 7 luglio abbiamo avuto una conversazione di 57 minuti al telefono dove ho intensificato la mia richiesta di aprire un’indagine contro Joss Whedon, Geoff Johns e John Berg. Piuttosto che fare quanto richiesto, Walter ha denigrato Whedon e Berg nel tentativo di coprire Geoff Johns. Quando ho avvisato Walter che Geoff era uno dei problemi principali sul set – e questo include esclamazioni razziste – Walter ha provato a farmi rivelare i nomi dei miei testimoni ed alcuni dettagli in modo tale da avvisare Geoff delle mie accuse. Inoltre ha smentito categoricamente ogni mia accusa soltanto per via della sua esperienza lavorativa e personale con Geoff. […]

E’ solo quando ho discusso personalmente con lui che ha deciso di intensificare la mia richiesta di indagine, che a suo avviso andava “oltre il suo ruolo”.  Nonostante i suoi migliori sforzi, questa indagine sul set di Justice League ha esposto discriminazioni e razzismo da parte di Geoff Johns, portando anche il gruppo Warner Media ad abbandonare ogni tipo di relazione con Joss Whedon. 

Anche se dal punto di vista legale e finanziario potrebbe essere una scelta migliore quella di far uscire pian piano Geoff Johns e portare Joss Whedon ad abbandonare di sua spontanea volontà, non ho questo tipo di responsabilità.

Le mie responsabilità sono:

  • Proteggere coloro che hanno trovato il coraggio di partecipare a questa indagine
  • Utilizzare il piccolo potere in mio possesso per assicurarmi che tutto quello che è avvenuto durante i reshoot di Justice League non accada più.

Nessuna persona che si trova in una posizione di potere deve provare a dissuadere le altre persone dal riportare atti di razzismo, discriminazione ed abusi.

Le dichiarazioni di Walter del 4 settembre sono false, da codardo ed avventate. Continuo a ripetere che non è degno di avere una posizione da leader e sono pronto a sottopormi ad un test del poligrafo per supportare le mie accuse contro di lui. Non so quante altre accuse abbia mai provato ad insabbiare in questi anni, ma la speranza è che quella di Justice League sia l’ultima.

E se la fine del mio periodo come Cyborg è il prezzo da pagare per aiutare a portare alla luce le azioni di Walter Hamada, sono più che disposto a pagarlo. 

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