La spiegazione delle scene post-credits di Morbius e di cosa rappresentano per il futuro di Spider-Man nell’MCU.

Dopo l’incredibile successo commerciale di Venom (2018), Sony Pictures ha annunciato Morbius, lo spin-off con Jared Leto nei panni del Vampiro Vivente. La pellicola, ambientata nell’universo cinematografico della Sony sui villain e sui personaggi secondari delle storie a fumetti di Spider-Man e incentrata su un brillante scienziato con una rara malattia del sangue, non è stata apprezzata dalla critica e da molti fan, che hanno aspramente criticato la pessima gestione della campagna marketing e la trama fin troppo banale e confusionaria.

Come ben saprete, Sony e Marvel Studios ormai collaborano da anni per lo sviluppo di Spider-Man, ma nonostante ciò, la Sony non ha coinvolto Kevin Feige per lo sviluppo delle due scene dopo i titoli di coda di Morbius, che si connettono direttamente all’Universo Cinematografico Marvel.

Di conseguenza, le due scene post-credit hanno fatto storcere il naso a molti fan, che si sono lamentati per l’eccessiva incoerenza.  Di seguito, vi riportiamo alcuni dei problemi legati a queste due sequenze che in molti hanno evidenziato.

LA PRIMA SCENA POST-CREDITS DI ‘MORBIUS’

Nella prima scena post-credits del film, vediamo il cielo di New York City aprirsi con lo stesso squarcio viola nel tessuto del Multiverso visto nel finale di Spider-Man: No Way Home. Improvvisamente, in una cella di prigione vuota, appare Adrian Toomes alias l’Avvoltoio (Michael Keaton), che esclama: ”Spero che il cibo sia migliore qui”.

Al telegiornale viene data la notizia della misteriosa apparizione di Toomes in una cella vuota e viene dichiarato che, a causa della sua innocenza, probabilmente l’uomo verrà liberato. La scena finisce con il trasferimento di Toomes in tribunale.

Qui insorge un primo problema: perché mettere a “piede libero” e senza alcun tipo di controllo un uomo che, anche se proviene da un altro universo, si ritrova in una cella del carcere con indosso dei vestiti da carcerato?

LA SECONDA SCENA POST-CREDITS DI ‘MORBIUS’

Nella prima scena post-credits del film, Michael Morbius (Jared Leto) guida verso il tramonto e raggiunge un posto segreto. L’orizzonte viene avvolto da una nube di polvere che nasconde l’arrivo… dell’Avvoltoio con tanto di tuta alata, una versione molto simile (ma leggermente modificata) a quella di Spider-Man: Homecoming.

L’Avvoltoio ringrazia Morbius per aver accettato di incontrarlo, e dice: ”Ho letto molto su di te. Non so come sono finito qui, ma penso proprio che ci sia lo zampino di Spider-Man”, prima di invitarlo a collaborare per un team-up. Il dottore risponde con un sorriso ed un semplice: ”Intrigante”.

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I COLLEGAMENTI CON ‘SPIDER-MAN: NO WAY HOME’ E LE DOMANDE LASCIATE IN SOSPESO

Lo squarcio viola nel cielo di New York corrisponde a quanto visto nel finale di Spider-Man: No Way Home, quando l’incantesimo di Doctor Strange ha rischiato di attirare nell’MCU molteplici personaggi connessi a Spider-Man. A quanto pare, l’incantesimo ha funzionato anche al contrario e ha spedito Adrian Toomes fuori dall’MCU… un avvenimento che ha suscitato non poche critiche e domande da parte dei fan.

Dopotutto, per ammissione di Doctor Strange, l’incantesimo attira “tutti coloro che sanno che Peter Parker è Spider-Man da ogni universo”, quindi in teoria non dovrebbe trascinare altre persone fuori dall’universo dal quale è stato lanciato.

Certo, “il Multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco“, ma si tratta comunque di una chiara operazione di retcon da parte della Sony – che non ha coinvolto Kevin Feige dei Marvel Studios per realizzare questa scena – che inevitabilmente ha suscitato diversi dubbi per gli spettatori.

A questo punto la domanda è una: oltre a Toomes, potrebbe aver coinvolto anche altri personaggi? Soltanto il tempo potrà dircelo.

Ora, un altro argomento spinoso: la caratterizzazione dell’Avvoltoio.

In Spider-Man: Homecoming, il personaggio di Adrian Toomes era caratterizzato da due tratti distintivi: il primo era quello dell’uomo comune, senza superpoteri o abilità speciali, che si ritrovava dalla ”parte sbagliata” solamente a causa dell’arroganza dei ricchi e del menefreghismo verso la classe operaia. Il secondo, invece, era quello dell’amore per la sua famiglia, per la quale ha costruito il suo impero criminale e che tentava in tutti i modi di proteggere. Proprio per questi motivi, non ha minimamente senso che il suo improvviso cambio di universo (che non dovrebbe nemmeno percepire, come ci insegnano i sopravvissuti di Avengers: Endgame) venga commentato solamente con una battutina. Dov’è finito il suo profondo amore per la famiglia?

Inoltre, l’armatura originale da Avvoltoio era stata progettata e costruita dal suo assistente, Phineas Mason alias il Riparatore, utilizzando un mix di tecnologia umana e di tecnologia aliena proveniente dallo scontro tra gli Avengers e i Chitauri, che nell’universo Sony non esistono. Come ha fatto a ricostruire l’armatura, peraltro quasi identica a quella di Spider-Man: Homecoming (fatta eccezione per alcuni piccoli cambiamenti)?

Come dicevamo in precedenza, una delle caratteristiche principali di Adrian Toomes è proprio quella di non essere un uomo cattivo, ma semplicemente un uomo rimasto senza lavoro che farebbe di tutto per proteggere la famiglia dalla minaccia di Spider-Man.

Ammesso (e non concesso) che l’incantesimo di memoria di Doctor Strange abbia cambiato in qualche modo i suoi sentimenti verso l’Uomo Ragno (del quale, ricordiamo, aveva scelto di proteggerne l’identità durante la scena post-credits di Spider-Man: Homecoming), per quale motivo vuole assemblare una squadra di villain per combatterlo? Villain che, peraltro, non conoscono lo Spider-Man di Tom Holland e non hanno alcun motivo per detestarlo?

Inoltre, il fatto che Toomes abbia incolpato subito Spider-Man, un eroe solitamente “di strada”, nonostante provenga da un universo dove metà della galassia è stata spazzata via (e poi è tornata in vita) da un alieno e dove c’è un Celestiale congelato emerso a metà risulta quantomeno forzato.

Molti fan hanno provato a dare una spiegazione all’odio verso l’Uomo Ragno, spiegando che Toomes potrebbe semplicemente ricordare di ritrovarsi in carcere a causa dell’eroe, senza però conoscere più la sua identità segreta a causa dell’incantesimo finale di No Way Home.

Nonostante ciò, questo secondo incantesimo colpisce esclusivamente l’MCU (altrimenti anche la vita degli altri due Spider-Man sarebbe rovinata) e di conseguenza Toomes, avendo viaggiato nell’universo Sony in un momento antecedente all’incantesimo finale, per forza di cose deve ricordare il nome di Peter Parker.

A prescindere dalla coerenza di queste sequenze, una cosa sembra essere certa: dopo Morbius, Sony sta assemblando finalmente i Sinistri Sei, che in qualche modo – grazie all’ausilio del Multiverso – prima o poi si scontreranno con lo Spider-Man di Tom Holland.