Il regista di Moon Knight ha descritto il trattamento iniziale di 200 pagine per la serie con Oscar Isaac proposto ai Marvel Studios.

Il 30 marzo è stato rilasciato su Disney+ il primo episodio di Moon Knight, la nuova serie prodotta dai Marvel Studios incentrata su uno degli antieroi più amati della Casa delle Idee. Nello show, ispirato al franchise di Indiana Jones, Steven Grant (Oscar Isaac) scoprirà di soffrire del disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector, portandolo ad imbarcarsi in un viaggio verso un mortale mistero tra i potenti Dei dell’Egitto.

Nel corso di un’intervista promozionale con Discussing Film, il regista Mohamed Diab ha parlato a ruota libera del suo lavoro sulla serie dopo la messa in onda del finale di stagione di Moon Knight. Per quanto riguarda il suo trattamento iniziale di 200 pagine presentato ai Marvel Studios, il regista ha dichiarato:

“Beh, quel trattamento era mio e di Sarah [Goher]. I nostri agenti ci hanno inviato il progetto e ci è piaciuto, quindi abbiamo letto i fumetti e poi per due settimane non abbiamo fatto nient’altro che pensare allo show. Quel trattamento copriva ogni singola cosa, e iniziava illustrando i motivi per i quali fossi la persona migliore per dirigere la serie, i miei lavori precendenti e il tono dello show. Poi siamo passati al modo in cui l’Egitto è rappresentato a Hollywood e come sono realmente gli egiziani. Inoltre abbiamo assegnato ad un sacco di location presenti nello script delle vere, bellissime location in Egitto.”

Abbiamo letto gli script e li abbiamo amati, ma c’erano un sacco di cose che sentivamo di poter aggiungere. Per esempio, il triangolo amoroso non era lì, così come il modo di sviluppare il villain. Arthur Harrow non era ancora un falso profeta o il leader di un culto. Un’altra cosa che abbiamo aggiunto è stata la musica, le bellissime canzoni che molte persone hanno amato in tutto il mondo. Sarah le ha selezionate all’inizio. Abbiamo esplorato i modi per montare. Non mi piacciono un sacco di tagli, mi piace stare con i personaggi. Abbiamo coperto tutto. Quindi quello che solitamente un regista cerca di fare dopo sei mesi di lavoro su un progetto, noi abbiamo cercato di farlo in due settimane. È stato un processo semplice in un certo senso perché eravamo collegati alla storia e quella proposta alla fine è diventata la serie.”