Moon Knight: il disturbo dissociativo dell’identità di Marc Spector è rappresentato in modo autentico? La risposta degli psicologi americani.

Il 30 marzo è stato rilasciato su Disney+ il primo episodio di Moon Knight, la nuova serie prodotta dai Marvel Studios incentrata su uno degli antieroi più amati della Casa delle Idee. Nello show, ispirato al franchise di Indiana Jones, Steven Grant (Oscar Isaac) scopre di soffrire del disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector, portandolo ad imbarcarsi in un viaggio verso un mortale mistero tra i potenti Dei dell’Egitto.

Durante la messa in onda degli episodi IGN ha parlato separatamente con diversi esperti e rinomati psicologi americani che hanno fornito una loro valutazione della rappresentazione del disturbo dissociativo dell’identità in Moon Knight. Karla Amanda Brown, psicoterapeuta coniugale e familiare con un master in psicologia di consulenza, ha commentato l’iconica scena del primo episodio che vede Steven cedere il proprio corpo a Marc per affrontare lo sciacallo egizio. Anche se la situazione può sembrare eccessivamente drammatica, Brown ha ammesso che si tratta di una raffigurazione del DDI più realistica di quel che si potrebbe pensare considerando che il protagonista adotta un approccio calmante per “farlo orientare in quel momento perché [Steven] è in uno stato di panico, ma c’è ancora quest’energia che spinge [Marc] a dire ‘Lascia che ti aiuti, non sei solo.’

Moon Knight

Scene come questa illustrano in che modo il personaggio interpretato da Oscar Isaac soffre del DDI, descritto da Kylie Svenson – assistente sociale clinico autorizzato e specializzato nel disturbo dissociativo dell’identità – come “quando qualcuno ha più, solitamente due o più, parti di sé che sono altamente separate tra loro.” Queste personalità sono separate da barriere che si manifestano sotto forma amnesia: ciò significa che quando una personalità prende il sopravvento, l’altra non riesce più a ricordare ciò che stava accadendo prima di quel momento.

Brandon Youngblood, professore di psicologia generale al Sacramento City College per sette anni con un master in psicologia della ricerca generale e un certificato di laurea in criminologia forense, ha spiegato a IGN come riconoscere una persona affetta dal disturbo dissociativo dell’identità: “La linea di base per riconoscere correttamente il disturbo dissociativo dell’identità è data da un paio di elementi: il passaggio tra due o più personalità, un’amnesia ricorrente e degli switch che causano loro stress clinico e disfunzione, problemi al lavoro, problemi con le relazioni sociali e così via.

Brown e Youngblood, che considerano il disturbo dissociativo dell’identità un disturbo dello spettro autistico, hanno sottolineato che ciò che viene mostrato nello show “è possibile ma non rappresentativo di tutti i casi.” Nonostante ciò, Brown ha evidenziato che la scena del primo episodio in cui Steven non ricorda la data dell’appuntamento al ristorante a base di carne (essendo vegano) è una situazione incredibilmente verosimile per una persona con questo disturbo:

Sono diverse strutture di personalità, quindi assolutamente. Alcuni possono essere vegani e altri no. Le espressioni facciali tra le personalità possono essere molto particolari e molto diverse tra loro.”

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In un’altra sequenza, Steven si risveglia con una pistola in mano, circondato dagli uomini armati che stava affrontando, e nessun ricordo di ciò che è successo. Brown ha spiegato che, nonostante a suo avviso quella specifica situazione sia un po’ sopra le righe, l’innesco del passaggio dalla personalità di Marc a quella di Steven è credibile:

In casi di stress estremo come quello, lo switch da una personalità all’altra può avvenire molto velocemente, proprio come rappresentato dalla scena.”

Per quanto riguarda la scena del sesto episodio in cui Marc dice a Steven “Sono sopravvissuto perché non ero solo. Tu eri sempre lì con me, vivo, pieno di speranza. Ho provato a proteggere tutto questo e ho fallito. Non ci sono riuscito. Ma tu non mi hai abbandonato“, Youngblood ha spiegato:

Ho pensato che fosse un vero e proprio riferimento alle esperienze di vita delle persone con il disturbo dissociativo dell’identità. Perché spesso il disturbo dissociativo dell’identità è una specie di superpotere che protegge le persone da un totale esaurimento nervoso. Emerge per assorbire il dolore e il trauma sopportato dalle persone con questo disturbo.”

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Tirando le somme della rappresentazione del disturbo dissociativo dell’identità nella serie, Youngblood ha elogiato l’operato dei Marvel Studios e il loro sforzo di presentare questa tematica, spesso tabù, al grande pubblico seppur con qualche differenza rispetto alla realtà:

Penso che la divisione tra le personalità sia fatta abbastanza bene in realtà, anche se la serie non evidenzia adeguatamente l’amnesia. Darei loro una B+ o una A- per il modo in cui [i Marvel Studios] sono stati in grado di mostrare il disturbo dissociativo dell’identità al pubblico più ampio.”

Ricordiamo che Moon Knight, scritta da Jeremy Slater (The Umbrella Academy), Beau DeMayo (The Witcher), Sabir Pirzada (Roswell, New Mexico) e Peter Cameron (WandaVision) e diretta da Mohamed Diab e da Justin Benson e Aaron Moorhead, vede nel cast Oscar Isaac (Steven Grant/Marc Spector), Ethan Hawke (Arthur Harrow), May Calamawy (Layla El-Faouly), F. Murray Abraham (Khonshu), Gaspard Ulliel (Anton Mogart).

SINOSSI
Marvel Studios’ Moon Knight segue la storia di Steven Grant, timido e garbato commesso che lavora in un negozio di souvenir, il quale viene tormentato da una serie di blackout e ricordi di un vita che non ha vissuto. Steven scopre di soffrire di un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector. Con l’arrivo dei nemici di Steven/Marc, i due devono navigare attraverso le complesse acque delle proprie identità, mentre si imbarcano in un viaggio verso un mortale mistero tra i potenti Dei dell’Egitto.

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