In questo speciale abbiamo elencato gli easter eggs e i riferimenti presenti nello spettacolare quarto episodio della serie su Moon Knight.

Spoiler

Questa mattina è stato rilasciato sulla piattaforma di streaming Disney+ il quarto episodio di Moon Knight, la nuova serie prodotta dai Marvel Studios in cui Steven Grant (Oscar Isaac) scopre di soffrire del disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector. In questo speciale abbiamo elencato gli easter eggs e i riferimenti presenti nella puntata di oggi – intitolata “La Tomba” – che potrebbero esservi sfuggiti.

GLI USHABTI DEGLI DÈI

Nella scena iniziale l’avatar di Osiride colloca l’ushabti di Khonshu in una stanza contenente numerose statuette di altre divinità egizie, tra cui quella di Anubi. Questo dettaglio conferma che, oltre alla divinità egizia della Luna, i membri dell’Enneade hanno imprigionato altri dèi per via della loro ideologia.

L’UNCINO

Poco prima che Steven Grant e Layla El-Faouly entrino nella tomba, viene inquadrato un uncino sporco di sangue. Questo strumento era utilizzato solitamente dai sacerdoti egizi per estrarre gli organi interni del defunto – conservati in seguito all’interno di speciali vasi detti vasi canopi – prima del processo di mummificazione.

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BAST

Una volta entrati nella tomba, Steven e Layla trovano una statua che dovrebbe raffigurare Bast (o Bastet), una divinità egizia rappresentata come un gatto o una leonessa o come un grande felino. Nei fumetti della Casa delle Idee, invece, Bast è la Dea Pantera, la divinità che instaurò un legame mistico con la prima Pantera Nera del Wakanda.

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Secondo le indiscrezioni, Bast apparirà in forma umana in Thor: Love and Thunder di Taika Waititi – di cui è stato rilasciato proprio questa settimana il primo teaser ufficiale – e sarà interpretata da Akosia Sabet (Winchester, Clickbait).

EGITTO CHE PASSIONE

Nel quarto episodio di Moon Knight sono presenti svariati riferimenti alla mitologia egizia e all’Antico Egitto:

Occhio di Horus: nella religione egizia rappresenta il simbolo di protezione, della salute, del potere regale e della prosperità. L’Occhio di Horus esiste anche nei fumetti Marvel ed è stato introdotto nell’albo Thor (1982) #326 di Doug Moench e Alan Kupperberg.

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Sacerdoti di Heka: nella mitologia egizia Heka (traducibile in “Colui che attiva il Ka“, ossia l’anima) era la deificazione della Magia. Gli antichi egizi ritenevano che la magia fosse in grado di attivare la potenza dell’anima e di garantire protezione e salute. I praticanti di medicina e i dottori, di conseguenza, erano considerati i Sacerdoti di Heka.

Thutmose II: faraone della XVIII dinastia (presumibilmente) dal 1482 al 1479 a.C e figlio di Thutmose I.

Nefertiti: moglie del faraone eretico Akhenator. È nota in particolare per essere stata raffigurata in numerosi ritratti a bassorilievi, statue e decorazioni di templi e tombe.

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STREGONI

In una scena Layla parla con Steven dei Sacerdoti di Heka affermando che fungevano da “Stregoni del loro tempo.” Questa frase, seppur apparentemente secondaria, non fa altro che fornirci ulteriori informazioni sul ruolo “ombra” che gli Stregoni e i praticanti delle arti mistiche – come quelli di Kamar-Tajhanno avuto nella storia umana nel Marvel Cinematic Universe. Nella serie a fumetti digitale in sette numeri Eternals: The 500 Year War lanciata sul servizio Marvel Unlimited lo scorso gennaio, ad esempio, veniva svelato che gli Eterni avevano incontrato anche alcuni maestri delle arti mistiche nel sedicesimo secolo ai tempi della dinastia Ming oltre ad aver combattuto i Devianti nel corso degli anni.

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LA MUMMIA

Nel corso della puntata Steven e Layla sono inseguiti da un terrificante Sacerdote di Heka mummificato. La presenza di questa creatura è un chiaro omaggio alle storie a fumetti del personaggio: Moon Knight, per via del suo collegamento con la mitologia egizia, ha affrontato o intaragito spesso con delle mummie nel corso della sua storia editoriale come avvenuto, ad esempio, nel recente arco narrativo L’era di Khonshu pubblicato sulle pagine degli Avengers di Jason Aaron e Ed McGuinness.

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ALESSANDRO IL GRANDE

La tomba che Steven trova nella piramide appartiene ad Alessandro Il Grande, una delle figure più importanti della storia antica. Alessandro III di Macedonia, noto generalmente come Alessandro Magno, è stato un militare, conquistatore e stratega nonché Re di Macedonia a partire dal 336 a.C. Anche se il luogo di sepoltura di Alessandro Magno è stato spesso oggetto di numerosi dibattiti tra gli intellettuali, nella serie viene confermata l’ipotesi dello storico siceliota Diodoro secondo cui il corpo del condottiero è stato mummificato e conservato in un sarcofago d’oro massiccio.

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Alessandro Magno, peraltro, è un personaggio esistente anche nell’Universo Marvel: la versione Marvel del militare macedone, creata da Sid Check sulle pagine di Battle Action #11, ha affrontato il Clan Akkaba fondato da Apocalisse (il celebre villain degli X-Men) ed ha viaggiato indietro nel tempo fino all’Età Hyboriana di Conan il Barbaro.

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SCARLET SCARAB

Nell’episodio scopriamo che il nome del padre di Layla è Abdullah El-Faouly. Questo dettaglio conferma che nel Marvel Cinematic Universe il personaggio è una reinterpretazione di Abdul Faoul alias Scarlet Scarab. Creato da Roy Thomas, Frank Robbins e Frank Springer nel 1977 e introdotto sulle pagine di Invaders #23, Abdul Faoul era un esperto archeologo e imperialista anti-britannico che, durante la Seconda Guerra mondiale, entrò in possesso di uno scarabeo che gli conferì diverse abilità – tra cui superforza, resistenza, volo e la capacità di sparare energia mistica – e decise di proteggere il popolo egiziano dagli invasori sulla falsa riga di Captain America. Un ulteriore easter egg alla controparte fumettistica del personaggio è rappresentato dal fatto che nel terzo episodio viene svelato che Abdul era solito chiamare Layla “piccolo scarabeo“, chiaro riferimento ai fumetti. Arthur Harrow, peraltro, spiega che Abdullah indossava spesso un “foulard fucsia decorato con degli scarabei“, altro richiamo al costume del personaggio.

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IL PADRE DI LAYLA

Nella puntata viene spiegato che il padre di Layla è stato ucciso dai mercenari che abbandonarono Marc Spector in Egitto. Si tratta di un chiaro riferimento alle origini fumettistiche di Moon Knight e alla storia del Dr. Peter Alraune, il padre di Marlene Alraune (storico interesse amoroso di Marc nei fumetti). L’archeologo, infatti, venne brutalmente assassinato da Raoul Bushman, mercenario e terrorista che costrinse Marc a cercare la statua di Khonshu durante una missione in Sudan.

IL TRADIMENTO

Il mio socio si è fatto avido e ha ucciso tutti i presenti allo scavo.

Esattamente come avvenuto nei fumetti, anche nell’MCU Marc Spector è stato sparato da uno dei suoi compagni e lasciato in fin di vita in Egitto. Non è chiaro, al momento, se l’identità del vecchio socio di Spector coincida con quella di Raoul Bushman, soprattutto considerando che il team creativo ha deciso di non introdurre il personaggio nella serie per via delle somiglianze estetiche e caratteriali con Erik Killmonger (Michael B. Jordan).

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LA MORTE DI MARC

Bambina:Quando ti hanno cacciato dai Campi di Iaru ci sei rimasto male?

Steven:Quello che dici non ha senso. Non sono morto, no?

La (presunta?) morte di Marc Spector – e di conseguenza di Steven Grant – era già stata suggerita nel primo episodio dello show, in particolare nella scena in cui una bambina in visita al museo egizio chiede al protagonista cosa avesse provato una volta cacciato dai Campi di Iaru.

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INDIANA JONES

Nel quarto episodio di Moon Knight sono presenti numerosi riferimenti al franchise di Indiana Jones. Il film con protagonista l’archeologo Steven Grant (che potrebbe aver spinto Marc a creare la sua personalità alternativa) si intitola “Tomb Buster” (con un font molto simile a quello dei film di Indiana Jones) ed è palesemente ispirato alla scena iniziale de I predatori dell’arca perduta di Steven Spielberg. La passione (o l’ossessione) di Marc Spector per i film di avventura veniva suggerita anche nella run scritta da Jeff Lemire, dove potevamo vedere il poster del primo capitolo della saga.

In sottofondo, oltretutto, è possibile sentire una colonna sonora estremamente somigliante all’iconico tema di Indiana Jones composto dal leggendario John Williams.

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Infine, l’archeologo è accompagnato da un ragazzino nero, altro riferimento al classico stereotipo del protagonista maschile affiancato da un personaggio di un’altra etnia (basti pensare a Satipo, Sallah o Shorty) tipico dei film della saga.

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L’inclusione di questa “parodia” dei film d’avventura potrebbe essere considerato anche un sottile riferimento alla run su Moon Knight scritta da Brian Michael Bendis e disegnata da Alex Maleev in cui Marc Spector produceva una serie televisiva ispirata alla sua vita intitolata “La leggenda di Khonshu.”

JOSEPH MILLSON

L’archeologo di Tomb Buster è interpretato da Joseph Millson, cantante e attore britannico noto per aver interpretato Raoul de Chagny nel popolare musical Love Never Dies di Andrew Lloyd Miller. Millson è apparso in alcuni film come Casino Royale e Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen e in diverse serie televisive come Peak Practice, The Sarah Jane Adventures e Holby City.

L’OSPEDALE

Dopo essere stato sparato da Harrow, Marc Spector si ritrova in un ospedale psichiatrico, imbottito di farmaci e circondato da diversi personaggi che abbiamo visto nel corso dei primi episodi. L’ospedale svolge un ruolo fondamentale nella run a fumetti scritta da Jeff Lemire e disegnata da Greg Smallwood che, come abbiamo ribadito più volte, ha rappresentato una grossa fonte di ispirazione per la serie. Per evitare eventuali spoiler su questo specifico ciclo su Moon Knight (e persino sui prossimi due episodi) preferiamo non soffermarci sulla descrizione di questa location e darvi la possibilità di gustarvi la lettura senza anticipazioni.

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Nei fumetti, durante la sua permanenza forzata nell’ospedale, a Marc viene spesso ripetuto che si trova in questa struttura da quando aveva dodici anni, che soffre di disturbo dissociativo della personalità e che Moon Knight e Khonshu sono solo fantasie che si è creato per sopportare meglio la verità. La sequenza in cui lo psichiatra interpretato da Ethan Hawke cerca di convincere Marc che Moon Knight è frutto della sua psiche malata è un altro omaggio alla run di Lemire.

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LEGION

La messa in scena delle sequenze ambientate nell’ospedale presentano delle forti analogie con Legion, acclamata serie prodotta da Marvel Television per il network FX e creata da Noah Hawley (Fargo) con protagonista Dan Stevens. Nello show, David Haller, figlio del ben più celebre Charles Xavier alias Professor X, viene forzato a un lungo ricovero nell’ospedale psichiatrico Clockworks per segni di schizofrenia e di disturbi psichici dopo un tentato suicidio.

BILLY E BOBBI

Nell’ospedale possiamo notare anche BillyBobbi – i detective al servizio di Arthur Harrow introdotti nel secondo episodio – nelle vesti di infermieri. Come vi avevamo anticipato nei precedenti speciali, i personaggi sono apparsi per la prima volta nella run di Lemire. In questo ciclo di storie, Bobbi non è una donna bensì un sadico inserviente dell’ospedale psichiatrico in cui Marc Spector si ritrova rinchiuso che, insieme al suo collega Billy, era solito violentare e tormentare i pazienti con l’elettroshock.

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VOLTI FAMILIARI

Sempre all’interno dell’ospedale possiamo distinguere Bek (il socio di Anton Mogart interpretato da Loic Mabanza nel terzo episodio), Donna con il peluche di uno scarabeo azzurro (la direttrice del museo presso cui lavorava Steven interpretata da Lucy Thackeray) e Crawley (Shaun Scott). Quest’ultimo personaggio era stato presentato nel primo episodio della serie come un artista di strada che Steven interpellava nei momenti di difficoltà. Nei fumetti, Bertrand Crawley è un vagabondo che è stato introdotto nel 1976 sulle pagine di Marvel Spotlight #28 e, oltre ad essere un caro amico e informatore di Marc, ha svolto un ruolo molto importante nella run di Jeff Lemire.

Il NUMERO 22

Il primo numero estratto da Crawley durante la scena della partita di Bingo è il B-22. Nella smorfia napoletana il numero 22 è associato generalmente alla figura del “matto“, una persona poco sana di mente o che viene definita tale per il suo bizzarro modo di comportarsi.

L’ACTION FIGURE

L’action figure che Marc lascia cadere a terra non esiste realmente ma è una versione custom (ossia personalizzata) dell’action figure di Moon Knight della linea Marvel Legends Series di Hasbro esclusiva di Walgreens a cui sono state apportate delle modifiche per ricreare il costume che il personaggio indossa nel Marvel Cinematic Universe.

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REALTÀ O FINZIONE?

Durante la conversazione con lo psichiatra, Marc inizia a mettere in dubbio la realtà che lo circonda e gli eventi che abbiamo avuto modo di vedere nei primi quattro episodi. Ad esempio, nell’ufficio del dottore è presente un quadro che raffigura le alpi bavaresi (location mostrata nel primo episodio) mentre le scarpe di un altro paziente dell’ospedale potrebbero aver spinto Marc ad immaginare le speciali calzature indossate da Arthur Harrow. Nella stanza, inoltre, possiamo intravedere diversi vasi canopi, una piramide di vetro (molto simile all’Altrovuoto fumettistico) e altri oggetti legati all’Antico Egitto, elementi che potenzialmente potrebbero aver influenzato l’immaginazione del protagonista. Il bastone da passeggio dello psichiatra, infine, potrebbe essere diventato nella mente di Marc l’artefatto che collega Harrow alla dea Ammit.

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Nella sequenza precedente, invece, è possibile vedere una boccia con un pesce rosso (chiaro riferimento al pesce monopinna di Steven Grant, Gus), un cupcake e il disegno di un paziente che ritrae un volatile con il volto di un teschio rapace (ossia Khonshu), una cinghia per caviglie e un cubo di Rubik (utilizzato da Steven per non addormentarsi).

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KHNUM

Nell’ufficio dello psichiatra con le sembianze di Arthur Harrow possiamo notare anche una statuetta di Khnum, protettore delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni e raffigurato spesso come un uomo con la testa di capro. La versione Marvel di questa divinità egizia, apparsa sulle pagine di Marvel Adventures Fantastic Four #23 nel 2007, era un androide creato da Rama-Tut (una variante di Nathaniel Richards aka Kang il Conquistatore).

L’ABBRACCIO

Negli ultimi minuti dell’episodio Marc trova Steven rinchiuso all’interno di un enorme sarcofago e, dopo averlo liberato, lo abbraccia come se fosse un fratello. Si tratta di un omaggio visivo a Moon Knight (2016) #9 di Jeff Lemire e Greg Smallwood.

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IL MEME DI SPIDER-MAN

Il momento in cui Steven e Marc si indicano a vicenda ha ricordato a molti fan l’iconico meme dei due Spider-Man. Per chi non lo sapesse, il meme è nato in un episodio della serie animata dell’Uomo Ragno del 1967 intitolato “Double Identity“, nel quale un criminale di nome Charles Cameo fingeva di essere Spidey finendo per incontrare il vero arrampicamuri.

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JAKE?

Dopo aver liberato Steven, Marc intravede un altro sarcofago (molto più sporco e impolverato rispetto al precedente) in una delle stanze dell’ospedale. È possibile che all’interno di questo secondo sarcofago sia rinchiusa la terza personalità del protagonista, Jake Lockley? Nei fumetti Jake Lockley è sempre stato rappresentato come un tassista con numerosi contatti con informatori e spie che gli hanno permesso di anticipare le mosse dei suoi nemici e dei criminali ma nelle run più recenti ha dimostrato di essere anche la personalità più violenta, fredda e aggressiva di Marc Spector, arrivando al punto da nascondere le sue discutibili attività alla sua personalità “originaria”.

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TAWERET

Nel finale Marc e Steven si imbattono in Taweret (nota anche come Tueret o Tauret), una divinità egizia tipicamente rappresentata come una femmina d’ippopotamo gravida. Oltre ad essere la protettrice delle donne incinte e dei bambini, Tueret fungeva da madre del sole nel rito funerario per invogliare il defunto a rinascere quotidianamente e vegliava sul sonno dei vivi e dei morti. L’interprete del personaggio, Antonia Salib, ha elogiato la libertà creativa concessale dai Marvel Studios per la sua interpretazione: “Penso che avendo il tempo di una serie si sia in grado di esplorare tutti i diversi personaggi e di approfondire il viaggio emotivo che Steven e Marc stanno attraversando. Personalmente mi è sembrato un processo molto collaborativo, cosa che reputo brillante per una produzione così grande. Dal momento in cui ho letto le scene durante l’audizione a quando ho iniziato a lavorare con il regista Mohamed Diab, con il team dei costumisti e quello degli effetti visivi, sembrava che mi fosse stata data libertà creativa per creare il mio personaggio e che tutti fossero d’accordo con quello che facevo.

Nel primo episodio, inoltre, era già stato inserito un indizio che anticipava l’introduzione di questa divinità egizia: al minuto 6:58 era possibile vedere diversi peluche e dei souvenir che raffiguravano proprio Taweret, alludendo alla sua presenza nella serie.

Ricordiamo che Moon Knight, scritta da Jeremy Slater (The Umbrella Academy), Beau DeMayo (The Witcher), Sabir Pirzada (Roswell, New Mexico) e Peter Cameron (WandaVision) e diretta da Mohamed Diab e da Justin Benson e Aaron Moorhead, vede nel cast Oscar Isaac (Steven Grant/Marc Spector), Ethan Hawke (Arthur Harrow), May Calamawy (Layla El-Faouly), F. Murray Abraham (Khonshu), Gaspard Ulliel (Anton Mogart).

SINOSSI
Marvel Studios’ Moon Knight segue la storia di Steven Grant, timido e garbato commesso che lavora in un negozio di souvenir, il quale viene tormentato da una serie di blackout e ricordi di un vita che non ha vissuto. Steven scopre di soffrire di un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector. Con l’arrivo dei nemici di Steven/Marc, i due devono navigare attraverso le complesse acque delle proprie identità, mentre si imbarcano in un viaggio verso un mortale mistero tra i potenti Dei dell’Egitto.