In questo speciale abbiamo elencato gli easter eggs e i riferimenti presenti nel terzo episodio della serie su Moon Knight con Oscar Isaac.

Spoiler

Questa mattina è stato rilasciato sulla piattaforma di streaming Disney+ il terzo episodio di Moon Knight, la nuova serie prodotta dai Marvel Studios in cui Steven Grant (Oscar Isaac) scopre di soffrire del disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector. In questo speciale abbiamo elencato gli easter eggs e i riferimenti presenti nella puntata di oggi – intitolata “Un tipo amichevole” – che potrebbero esservi sfuggiti.

IL PADRE DI LAYLA

Chissà cosa penserebbe tuo padre ora del suo piccolo scarabeo.

Nella scena iniziale ci viene data qualche informazione in più sul passato di Layla El-Faouly (May Calamawy). Oltre a scoprire che il personaggio “ruba” reliquie e oggetti preziosi al mercato nero restituendoli ai proprietari, in questa sequenza viene spiegato che il padre di Layla le ha trasmesso la sua passione per l’archeologia. Anche se si tratta di un personaggio originale creato appositamente per l’MCU, è evidente che la storia di Layla sia ispirata a quella di Marlene Alraune, storico interesse amoroso di Marc Spector nei fumetti. Di conseguenza, il padre di Layla potrebbe essere basato sul Dr. Peter Alraune, l’archeologo che trovò la statua di Khonshu e che fu ucciso brutalmente dal mercenario e terrorista Raoul Bushman.

Moon Knight

LA TERZA PERSONALITÀ

Marc:Steven, cosa hai fatto?

Steven:Lo giuro. Non sono stato io.

Marc:Allora chi è stato?

Nei primi minuti dell’episodio, dopo aver sperimentato una serie di blackout, Marc scopre di aver ucciso i seguaci di Arthur Harrow (Ethan Hawke) che aveva precedentemente affrontato. Considerando che né Marc Spector né Steven Grant sono responsabili di questi omicidi, potrebbe trattarsi del primo riferimento concreto all’introduzione della terza personalità del personaggio, Jake Lockley.

Nei fumetti della Casa delle Idee Jake Lockley è sempre stato rappresentato come un tassista con numerosi contatti con informatori e spie che gli hanno permesso di anticipare le mosse dei suoi nemici e dei criminali ma nelle run più recenti ha dimostrato di essere anche la personalità più violenta, fredda e aggressiva di Marc Spector, arrivando persino a nascondere le sue discutibili attività alla personalità “originaria”.

Moon

Ciò potrebbe spiegare alcuni atteggiamenti alquanto sospetti del protagonista e ricollegarsi, eventualmente, a degli indizi sparsi nei primi due episodi. Ad esempio, nella prima puntata Steven Grant, pur essendo vegano, invita una sua collega ad un ristorante a base di carne per un appuntamento mentre in quella successiva scopriamo che Marc Spector ama realmente sua moglie Layla e vuole proteggerla a tutti i costi da Khonshu. Lo stesso Oscar Isaac ha suggerito in alcune interviste che nella serie potrebbe essere introdotta una terza personalità e, potenzialmente, una terza iterazione del costume.

CHICAGO

Nelle scene ambientate al Cairo, il protagonista indossa un berretto da baseball con la lettera C, tipico della zona di Chicago. Questo piccolo easter egg si ricollega all’infanzia di Marc Spector dato che nei fumetti Marvel il personaggio è nato e cresciuto a Chicago, Illinois, in una famiglia ebrea ortodossa.

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IL DESERTO

Le atmosfere delle scene ambientate nel deserto, girate nella stessa location utilizzata per il celebre colossal Lawrence d’Arabia (1962) di David Lean, sono palesemente ispirate a I predatori dell’arca perduta (1982) di Steven Spielberg che, come sappiamo, ha rappresentato una delle principali fonti di ispirazione per il team creativo dietro alla serie.

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L’ENNEADE E L’ALTROVUOTO

Dopo essere stati menzionati nel primo episodio, nella terza puntata vengono presentati finalmente alcuni membri dell’Enneade. Creato da Stan Lee e Werner Roth nel 1950 e apparso per originariamente durante la Golden Age dei fumetti supereroistici sulle pagine di Marvel Tales #96, l’Enneade era un gruppo di personaggi basato sulle antiche divinità egizie che, in seguito, venne integrato nell’Universo Marvel col nome di dèi Eliopolitani. Nei fumetti questi dèi vivono in una dimensione tascabile chiamata Eliopoli Celeste, collegata alla Terra grazie ad un ponte interdimensionale noto come il Percorso degli Dèi che porta direttamente alla Necropoli di Giza. Anche se la sede di queste divinità egizie non è ancora apparsa nel Marvel Cinematic Universe, nell’episodio vediamo che gli avatar terrestri degli dèi si riuniscono proprio all’interno della Grande Piramide di Giza.

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Questo episodio, pertanto, conferma l’esistenza dell’Eliopoli Celeste, detta anche Altrovuoto (in originale Othervoid), nella serie espandendo ulteriormente la cosmologia del Marvel Cinematic Universe. Mentre nei fumetti le divinità egizie ricorrono a degli avatar terrestri essendo bloccati nell’Altrovuoto, sembra che nell’MCU gli dèi possano spostarsi tranquillamente da un piano all’altro.

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I personaggi che interagiscono con Marc Spector nella piramide di Giza sono gli avatar di Horus (Declan Hannigan), Tefnut (Hayley Konadu) e Isis (Nagisa Morimoto):

Osiride, il Dio della Morte e dell’Oltretomba e fratello di Seth. La versione Marvel di questa divinità egizia è stata creata da Roy Thomas, Bill Mantlo e Sal Buscema nel 1975 per Thor #239.

Hathor, nota agli egizi come la Dea Leonessa nonché come Dea della Guerra e della Distruzione. Creata da Steve Englehart e Don Heck e apparsa per la prima volta in Avengers #112 del 1973, Hathor è la figlia di Amon-Ra e si è scontrata diverse volte con il Dio del Tuono e i Vendicatori. Questa divinità, a cui si fa riferimento anche come Hathor-Sekhmet, era già stata menzionata da T’Challa (Chadwick Boseman) in Captain America: Civil War (2016).

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• Horus, il Dio della Giustizia e della Punizione e figlio di Osiride e Iside. In seguito all’assassinio di suo padre, Horus ha cercato di punire Seth per il suo tradimento iniziando un conflitto destinato a durare per secoli. Nei fumetti Marvel Horus ha incontrato Thor e ha partecipato alla Cerimonia della Rinascita, rituale che consisteva nella reincarnazione di Odino in Atum-Ra.

• Tefnut, figlia di Atum e gemella di Shu e Dea della Pioggia e dell’Umidità. Tafnut ha governato per molto tempo al fianco di Shu, sostituto di Ra e Dio dell’Aria.

• Isis, figlia degli dèi Geb e Nut. In qualità di Dea della Fertilità, della Magia e della Maternità, Isis ha insegnato agli egizi l’arte della medicina e della domesticazione. È nota per essere una potente strega che una volta è riuscita persino a riportare in vita suo marito Osiride.

APOCALISSE

Anche se non si tratta di un riferimento volontario, i fan e gli appassionati di cinecomics avranno sicuramente notato un curioso parallelismo nelle sequenze ambientate nella Piramide di Giza. Non è la prima volta, infatti, che vediamo Oscar Isaac in un prodotto di stampo supereroistico legato all’Egitto dato che l’attore aveva già interpretato En Sabah Nur alias Apocalisse in X-Men – Apocalypse (2016) di Bryan Singer.

Una curiosità: in una realtà alternativa introdotta in Extraordinary X-Men #8 – precisamente su Terra-16558 – uno degli avatar terrestri di Khonshu è diventato uno dei Quattro Cavalieri di Apocalisse.

TANTE PERSONALITÀ

Quest’uomo non sa neanche il proprio nome.

Durante il processo Harrow accusa Khonshu di aver abusato di una persona malata affermando “Non ho idea di quante personalità possa avere.” Questa frase, per quanto apparentemente poco rilevante per la trama della puntata, potrebbe anticipare la potenziale apparizione di altre identità di Marc Spector nel Marvel Cinematic Universe.

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Nel corso del tempo, i fumettisti e gli sceneggiatori che si sono alternati a raccontare le avventure del personaggio hanno affrontato la questione delle personalità di Marc Spector in maniera sempre diversa, ognuno secondo la propria sensibilità. Originariamente il personaggio non soffriva del disturbo dissociativo dell’identità e le personalità alternative, ossia il milionario Steven Grant e il tassista Jake Lockley, erano state create da Marc Spector per svolgere la sua attività da vigilante mascherato. A causa dello stress derivante dal dover mantenere quattro identità (inclusa quella di Moon Knight), la mente di Marc iniziò lentamente a spezzarsi, minando la sua sanità mentale e la credibilità delle sue origini e sviluppando delle vere e proprie identità.

Non è da escludere, pertanto, che i Marvel Studios abbiano deciso di utilizzare anche altre personalità apparse solo in rare occasioni nei fumetti di Moon Knight o create appositamente per altre iterazioni dell’antieroe. Oltre a Steven Grant e Jake Lockley, occorre citare altre personalità (meno note ai fan) tra cui:

• La bambina dai capelli rossi “Inner Child” che differenzia la versione Ultimate da quella classica.

Maya Burr, una delle poche personalità femminili manifestate da Marc Spector.

Yitzak Topol, personalità che Marc ha sviluppato a causa dei ricordi legati all’opprimente vita religiosa di suo padre.

• La bizzarra personalità di un Marc Spector in versione astronauta che ha combattuto un esercito di lupi mannari guidati dal Generale Lupinar nella run di Jeff Lemire e Greg Smallwood.

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GLI ABUSI DI KHONSHU

Nell’episodio viene confermato che Khonshu ha salvato Marc Spector dalla morte per realizzare i suoi scopi, approfittando della sua precaria condizione mentale proprio come avvenuto nei fumetti. Nella run di Jeff Lemire, infatti, Marc scopre che Khonshu intende porre fine ai tormenti della sua mente malata e che la divinità egizia è intenzionata a trasferirsi nel suo corpo privandolo della sua libertà.

Moon Knight

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LE MOTIVAZIONI DI KHONSHU

In una scena Arthur Harrow spiega che la visione di Khonshu è “offuscata da gelosia e paranoia“. Questo elemento della caratterizzazione del personaggio è un richiamo diretto alla sua versione fumettistica e, in particolare, alle storie in cui Khonshu dimostra di non essere una forza così amichevole per l’umanità come cerca costantemente di apparire e di essere geloso delle altre divinità. Nel recente arco narrativo intitolato L’era di Khonshu pubblicato sulle pagine degli Avengers di Jason Aaron e Ed McGuinness, ad esempio, Khonshu arriva al punto di affrontare importanti eroi Marvel – come Doctor Strange, Iron Fist e Pantera Nera – pur di impedire a Mefisto di conquistare la Terra, reclamando l’importanza che pensa di meritare e che gli umani non gli hanno mai riconosciuto.

MEDJAY

Nell’episodio viene spiegato che Ammit è stata sepolta in segreto in un luogo sconosciuto anche agli dèi e, per questo motivo, l’avatar di Hathor ha incaricato un uomo, un “medjay“, di nome Senfu di registrare la posizione della tomba nel caso in cui gli dèi avessero cambiato idea. Questo termine era utilizzato dagli antichi egizi per indicare la popolazione nubiana che abitava la regione Medja del Sudan settentrionale mentre nel Nuovo Regno fu usato per riferirsi a membri dell’esercito egizio impiegati come esploratori e guardie per siti di interesse dei faraoni.

RUFINO ESTRADA

Ricorda, ti chiami Rufino Estrada. Siamo di ritorno da una luna di miele alle Maldive.

L’identità fittizia che Layla El-Faouly suggerisce a Marc Spector è “Rufino Estrada“. È un simpatico riferimento al vero cognome di Oscar Isaac, ossia Óscar Isaac Hernández Estrada.

MADRIPOOR

Il personaggio di Bek (Loic Mabanza) menziona Madripoor, la nazione insulare introdotta nel terzo episodio di The Falcon and The Winter Soldier. Creata da Chris Claremont e Steve Leialoha nel 1985 e apparsa per la prima volta sulle pagine di New Mutants #32, l’isola-stato di Madripoor è situata nel Sud-Est asiatico, tra Singapore e l’isola di Sumatra, ed è divisa in due aree: da una parte la società più ricca, la Hightown, e dall’altra parte i sobborghi, la parte più povera dell’isola ribattezzata Lowtown. Nei fumetti Madripoor si contraddistingue per essere un luogo frequentato prevalentemente da criminali e malviventi e per aver fatto da sfondo alle storie di Wolverine – ai tempi il mutante artigliato portava una benda sull’occhio facendosi chiamare Guercio – scritte da Claremont e ispirate alle spy-story in voga negli anni Ottanta.

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La versione MCU di Madripoor è pressoché identica a quella cartacea a livello estetico e include persino delle location fondamentali come il Brass Monkey Saloon e il Princess Bar. Come spiegato in The Falcon and The Winter Soldier, col tempo l’isola è passata sotto il controllo del Power Broker ed è diventata la sede del laboratorio del Dottor Wilfred Nagel. Per chi volesse approfondire la storia di Madripoor vi consigliamo di cliccare il sito Explore Madripoor.

Una curiosità: nel doppiaggio italiano, per ignoti motivi, non è possibile cogliere questo easter egg su Madripoor dato che la frase è stata adattata in “Non vede l’ora di incontrarti. Sono sicuro che abbiate molto di cui parlare.

ANTON MOGART

Il terzo episodio segna l’esordio di Anton Mogart, interpretato dall’attore e modello francese Gaspard Ulliel (Hannibal Lecter – Le origini del male). Creato da Doug Moench e Bill Sienkiewicz e introdotto in Moon Knight #3 nel 1981, Anton Mogart a.k.a. Midnight Man è uno dei personaggi più oscuri e sconosciuti dell’Universo Marvel fumettistico ed è stato uno dei primissimi avversari affrontati Moon Knight. Anche se il passato di Mogart è avvolto nel mistero, il personaggio è specializzato in rapine di opere d’arte e di manoscritti di valore ed è un esperto di arti marziali. Il figlio di Anton, Jeff Wilde, noto anche come Midnight, è stato per un breve periodo il sidekick di Moon Knight prima di essere trasformato in un cyborg dagli scienziati dell’Impero Segreto. Nell’MCU, invece, Anton Mogart organizza i giochi di El-Mermah – uno dei giochi più popolari nell’Alto Egitto – e possiede una collezione privata di cimeli e oggetti di rilevanza storica.

Moon Knight

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Al termine della puntata, inoltre, è stato inserito un tributo a Gaspard Ulliel, deceduto a soli 37 anni lo scorso 19 gennaio – a pochi mesi di distanza dall’uscita di Moon Knight su Disney+ – a causa di un gravissimo incidente sugli sci nella regione della Savoia.

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IL MANTELLO

Esattamente come nei fumetti, anche nel Marvel Cinematic Universe il mantello di Moon Knight assume la forma di una mezza luna quando il personaggio è in volo. L’inclusione di questa specifica caratteristica del costume è un chiaro omaggio alle storie scritte da Doug Moench e disegnate da Bill Sienkiewicz.

Moon Knight

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L’EGITTO

La suggestiva sequenza in cui Mr. Knight, Khonshu e Layla cercano di risalire alla costellazione per trovare le coordinate della tomba di Ammit è molto simile a livello visivo ad alcune tavole presenti nell’albo Moon Knight (2014) #9 scritto da Brian Wood e alla cover di Moon Knight Vol.7 #14 disegnata da Greg Smallwood.

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ADDIO KHONSHU

Nel finale il Consiglio dell’Enneade rinchiude lo spirito di Khonshu all’interno di un Ushabti. Il momento in cui il corpo della divinità egizia inizia a dissolversi è un riferimento visivo agli ultimi panel di Moon Knight Vol.7 #14 di Jeff Lemire.

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LE FASI LUNARI

Facendo un confronto con i titoli di coda dei primi due episodi possiamo notare che in ogni puntata è presente uno sfondo diverso con le varie fasi lunari.

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Ricordiamo che Moon Knight, scritta da Jeremy Slater (The Umbrella Academy), Beau DeMayo (The Witcher), Sabir Pirzada (Roswell, New Mexico) e Peter Cameron (WandaVision) e diretta da Mohamed Diab e da Justin Benson e Aaron Moorhead, vede nel cast Oscar Isaac (Steven Grant/Marc Spector), Ethan Hawke (Arthur Harrow), May Calamawy (Layla El-Faouly), F. Murray Abraham (Khonshu), Gaspard Ulliel (Anton Mogart).

SINOSSI
Marvel Studios’ Moon Knight segue la storia di Steven Grant, timido e garbato commesso che lavora in un negozio di souvenir, il quale viene tormentato da una serie di blackout e ricordi di un vita che non ha vissuto. Steven scopre di soffrire di un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector. Con l’arrivo dei nemici di Steven/Marc, i due devono navigare attraverso le complesse acque delle proprie identità, mentre si imbarcano in un viaggio verso un mortale mistero tra i potenti Dei dell’Egitto.