In questo speciale abbiamo elencato gli easter eggs e i riferimenti presenti nel primo episodio della serie su Moon Knight.

Questa mattina è stato rilasciato sulla piattaforma di streaming Disney+ il primo episodio di Moon Knight, la nuova serie prodotta dai Marvel Studios in cui Steven Grant (Oscar Isaac) scopre di soffrire del disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector. In questo speciale abbiamo elencato gli easter eggs, i riferimenti e le curiosità presenti nella puntata di oggi – intitolata “Il dilemma del pesce rosso” – che potrebbero esservi sfuggiti.

LA SCENA INIZIALE

La serie si apre con una scena piuttosto cruda in cui vediamo Arthur Harrow (Ethan Hawke) versare dei vetri rotti all’interno delle proprie scarpe ascoltando il brano “Every Grain of Sand” di Bob Dylan. Hawke, che per sua stessa ammissione è stato critico nei confronti dei film sui supereroi in passato, ha svelato di aver proposto l’idea ai registi dello show, guadagnando una prospettiva completamente nuova sul genere dei cinecomics. La scena d’apertura, secondo l’attore, rappresenta la prova della libertà creativa concessagli dalla compagnia: “[I Marvel Studios] hanno una fiducia immensa nell’abilità dell’attore di contribuire a livello creativo. La scena d’apertura è un ottimo esempio della Marvel che usa la tua creatività per aiutarti a sentirti sempre più coinvolto nella serie e a trovare delle idee originali. Sono rimasto molto colpito da ciò. Ad un certo punto, quando io e Oscar stavamo ripetendo, gli ho detto ‘Ti rendi conto di quanto siano stati gentili? Credono talmente tanto in noi che, se le cose non dovessero funzionare, la colpa sarà nostra. Non possiamo biasimare nessuno.’ Ma èdavvero appagante per un artista. Sì, devi lavorare nella loro ‘cucina’ ma ti permettono di lavorare in pace.

Non è un caso che Hawke abbia scelto questa specifica canzone di Bob Dylan per introdurre Arthur Harrow: “Every Grain of Sandcontiene forti allusioni alla fede, ai dogmi, alla spiritualità, alla confessione e alla promessa di redenzione, tutte tematiche affrontate nella serie attraverso le motivazioni e le gesta del personaggio.

GLI ETERNI

Nell’iconica intro dei Marvel Studios presente all’inizio dell’episodio possiamo intravedere un frame tratto dalla scena iniziale di Eternals (2021) in cui vediamo gli Eterni interagire per la prima volta con gli esseri umani in Mesopotamia. È opportuno ricordare, a questo punto, che anche gli Eterni hanno una connessione con l’Antico Egitto, come confermato nei titoli di coda del film di Chloé Zhao.

A MAN WITHOUT LOVE

L’intro dei Marvel Studios del primo episodio di Moon Knight è accompagnata dalle note del brano “A Man Without Love” di Engelbert Humperdinck. Per chi non lo sapesse, si tratta della cover di una canzone italiana intitolata “Quandom’innamoro” cantata da Anna Identici e composta da Daniele Pace, Mario Panzeri e Roberto Livraghi che si qualificò al 6º posto del Festival di Sanremo del 1968. Il testo della canzone, oltretutto, riflette perfettamente la condizione di solitudine e di mancanza di affetto del protagonista causate dalle difficoltà sociali derivanti dal disturbo dissociativo dell’identità.

IL MUSEO

Le sequenze ambientate alla Galleria Nazionale di Londra sono state girate in realtà al Museo di Belle Arti di Budapest, in Ungheria. Una curiosità: come possiamo vedere dall’immagine qui in basso, la scritta in Ungherese “Szépművészeti Múzeum” è stata sostituita in CGI con la scritta “National Art Gallery“. Il museo, inoltre, è una vera e propria combinazione di elementi architettonici del British Museum (i cui interni come sappiamo hanno ispirato il quartier generale degli Illuminati in Doctor Strange nel Multiverso dellaFollia di Sam Raimi) e della Galleria Nazionale.

CAMPI DI IARU

All’interno del museo Steven menziona i cosiddetti “campi di Iaru.” Nella religione egizia i campi di Iaru (o come campi Aaru) rappresentano la meta del viaggio del defunto verso la vita eterna, un luogo dove i defunti degni potevano arare, seminare e mietere. I Testi delle Piramidi descrivono questi campi come un’immensa distesa d’acqua in cui il dio sole, il faraone e le principali divinità si immergevano per purificarsi all’inizio di ogni giorno.

ENNEADE

Steven si lamenta con Donna (Lucy Thackeray) per il grossolano errore del reparto marketing che ha inserito solo sette membri del “supergruppo” dell’Enneade anziché nove. Creato da Stan Lee e Werner Roth nel 1950 e apparso per la prima volta durante la Golden Age dei fumetti supereroistici sulle pagine di Marvel Tales #96, l’Enneade era un gruppo di personaggi basato sulle antiche divinità egizie che, in seguito, venne integrato nell’Universo Marvel. L’Enneade fumettistica è composta da divinità egizie come Atum, Geb, Iside, Nefti, Nut, Osiride, Seth, Shu e Tefnut e da personaggi Marvel come Rama-Tut (una variante di Nathaniel Richards/Kang il Conquistatore) e Bast, la Dea Pantera che instaurò un legame mistico con la prima Pantera Nera. Gli dèi dell’Enneade hanno la capacità di trasformare la materia, di mutare aspetto e di emettere energia cosmica, elementale e paranormale.

Nei libri di egittologia che Steven sfoglia poco dopo, invece, possiamo leggere i nomi di Shu (personificazione dell’aria, dell’atmosfera e del vento) e Atum (dio creatore nella teologia eliopolitana e incarnazione del sole che tramonta) e dei riferimenti ai Templi di Philae e a Eliopoli, località legate rispettivamente al culto isiaco e solare.

WAKANDA E ASGARD

Nel tentativo di non addormentarsi Steven inizia a consultare dei libri sulle divinità egizie. Tra i numerosi testi presenti sulla sua scrivania, sorprendentemente, è possibile intravedere un libro su Asgard e uno sul Wakanda intitolato “History ofWakanda.” Questi easter eggs, pur essendo difficili da cogliere e in apparenza secondari, confermano che nel Marvel Cinematic Universe l’esistenza di luoghi come Asgard o il Wakanda è diventata oggetto di studi scientifici e culturali.

ARTHUR HARROW

Nei fumetti Marvel Arthur Harrow, creato da Alan Zelenetz e Chris Warner sulle pagine di Moon Knight: Fist of Konshu Vol.2 #2 nel 1985, era uno scienziato candidato al Premio Nobel che effettuava segretamente per conto dell’organizzazione O.M.N.I.U.M. degli esperimenti con cavie umane basati su ricerche naziste condotte ad Auschwitz con lo scopo di trovare una cura per il dolore. La versione fumettistica del personaggio, a differenza della controparte del Marvel Cinematic Universe, soffre di una sindrome cronica chiamata nevralgia del trigemino che causa dolore su un lato del volto al punto tale da paralizzarlo in modo permanente. Parte della caratterizzazione della versione MCU di Arthur Harrow è ispirata vagamente al personaggio di Sun King, villain che Moon Knight affronta nella run scritta da Max Bemis.

KHONSHU

Khonshu è una divinità dell’Eliopoli Celeste, casa degli dèi venerati dagli antichi egizi. Khonshu è stato descritto come un mentore di Horus e storico rivale di Seth e di suo padre Ra. La controparte fumettistica di Khonshu, basata sull’omonima divinità egizia, era raffigurata principalmente come una statua ma, a partire dalla run di Warren Ellis, il personaggio appare spesso in visioni e sogni a Marc con sembianze umanoidi e con un teschio rapace fluttuante. Nel Marvel Cinematic Universe Khonshu è doppiato da F. Murray Abraham, vincitore del Premio Oscar per il Miglior attore protagonista per la sua performance nel ruolo di Antonio Salieri in Amadeus (1984).

AMMIT

Come anticipato dal materiale promozionale per la serie, Arthur Harrow è uno zelota legato al dio Ammit, una creatura con il muso da coccodrillo, la testa, le zampe anteriori e il tronco del corpo di leonessa e la parte posteriore da ippopotamo che nella mitologia egizia era nota come la “Divoratrice dei morti” o la “Mangiatrice dei cuori“. Gli egizi, secondo il Libro dei Morti, temevano Ammit in quanto se il cuore dei defunti pesava più della piuma di Maat veniva dato in pasto alla creatura al termine del rituale della psicostasia e la sua anima condannata all’oblio. Nei fumetti Ammit (o Ammut) è stata creata da Roy Thomas e John Buscema e ha affrontato spesso Conan il Barbaro. Il personaggio appare nella run su Moon Knight di Jeff Lemire e Greg Smallwood nella quale assume le sembianze della Dottoressa Emmet.

Moon Knight

IN GINOCCHIO

La sequenza in cui Harrow viene venerato dai fedeli durante uno dei suoi rituali, ambientata nei pressi delle alpi bavaresi, ricorda la scena di The Avengers (2012) – guarda caso anch’essa ambientata in Germania – che vedeva Loki (Tom Hiddleston) innalzarsi davanti alla folla spaventata.

Moon Knight

Questa scena in particolare è stata girata a Szentendre, una piccola e pittoresca città vicino Budapest famosa non solo per i suoi numerosi musei e gallerie d’arte ma anche per le sue strade e edifici colorati.

MERCENARIO

Nella stessa scena Arthur Arrow riconosce Marc Spector e lo definisce “mercenario“, proprio come nelle storie originali sul personaggio. Nei fumetti, inizialmente, Marc era un membro dei Marines degli Stati Uniti ma, avendo mentito sulla sua instabilità mentale, venne congedato con disonore per poi unirsi per un breve periodo alla CIA e diventare successivamente un mercenario. In seguito, Spector si ritrovò per un incarico in uno scavo archeologico in cui venne ritrovata la statua di Khonshu, la divinità egizia legata alla Luna. Dopo essere stato lasciato in fin di vita dai suoi compagni, Marc accettò di diventare discepolo di Khonshu e suo avatar terrestre, assumendo l’identità di Moon Knight per combattere il crimine e ottenere redenzione.

LA POSA

La posa che Steven Grant assume una volta riacquisito il controllo del suo corpo omaggia la cover di Moon Knight Vol. 7 # 189, albo scritto da Max Bemis e disegnato da Jacen Burrows che vede il personaggio con le mani insanguinate.

Moon Knight

STRMA REBER

La scena di inseguimento in auto – sulle note del celebre brano “Wake Me Up Before You Go-Go” del duo pop britannico Wham! – è stata girata sulla Strma Reber (chiamata anche “piccola Moistrocca”), una strada tortuosa della Slovenia meridionale composta da ben 19 serpentine che conduce al comune di Osilnica.

Moon Knight

ALLA RICERCA DI NEMO

Hanno tutti due pinne. Non importa cosa dicono nel film di Nemo.

La frase pronunciata dalla commessa del negozio di acquariofilia omaggia il piccolo protagonista del celebre film animato Alla ricerca di Nemo (2003) e la sua “pinna atrofica“, ovvero meno sviluppata dell’altra.

CRAWLEY

Nell’episodio Steven conversa spesso con un artista di strada che posa per strada restando immobile fingendo di essere una statua dorata. Nei titoli di coda viene confermato che questo personaggio, interpretato da Shaun Scott, è chiamato “Crawley“. Nei fumetti, Bertrand Crawley è un vagabondo che è stato introdotto nel 1976 sulle pagine di Marvel Spotlight #28 e, oltre ad essere un caro amico e informatore di Marc Spector, ha svolto un ruolo fondamentale nella run di Jeff Lemire e Greg Smallwood.

SPECCHIO E PERSONALITÀ

I fan e gli spettatori più attenti avranno sicuramente notato che lo specchio è un’immagine ricorrente nel primo episodio di Moon Knight. All’interno della narrazione, lo specchio rappresenta simbolicamente la personalità complessa, ambigua, molteplice e frammentata del protagonista e la sua difficoltà a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. In una determinata scena, ad esempio, l’immagine di Steven viene riflessa su uno specchio a tre ante, scelta registica che potrebbe alludere alle tre personalità che il personaggio possiede nei fumetti e che cita la cover di Moon Knight Vol.1 (1982) #22.

Moon Knight

Poco prima del combattimento finale, invece, viene adottata la tecnica della “mise en abyme” con la quale un’immagine contiene una piccola copia di sé stessa ripetendo la sequenza apparentemente all’infinito. Potrebbe trattarsi di una possibile citazione a Quarto potere (1941) di Orson Welles e alla scena in cui Charles Kane attraversa un corridoio arredato di specchi che moltiplicano la sua immagine.

Nel corso del tempo, i fumettisti e gli sceneggiatori che si sono alternati a raccontare le avventure del personaggio hanno affrontato la questione delle personalità in maniera sempre diversa, ognuno secondo la propria sensibilità. Nonostante le origini e la natura di queste identità siano state spesso oggetto di retcon da parte degli autori, tra le personalità convenzionali di Moon Knight, oltre a quella “originale” del mercenario Marc Spector, occorre citare il milionario Steven Grant e il tassista Jake Lockley. Originariamente il personaggio non soffriva del disturbo dissociativo dell’identità visto che le personalità di Steven e Jake erano state create da Marc per svolgere la sua attività da giustiziere. Nel 1985, tuttavia, Alan Zelenetz cambiò questa caratteristica di Marc svelando che Moon Knight sviluppò delle vere e proprie personalità multiple derivanti dallo stress di mantenere quattro identità contemporaneamente.

Nella run di Warren Ellis, invece, viene spiegato che le varie identità di Marc Spector sono le manifestazioni dei quattro aspetti di Khonshu (il viaggiatore, l’esploratore, l’abbracciatore e il difensore di chi viaggia nella notte) mentre nel ciclo di Jeff Lemire viene lasciato intendere che alcune di queste personalità – che Marc interpreta come amici – sono emerse durante l’infanzia in seguito ad eventi traumatici, causando disagio e una conseguente disapprovazione da parte del padre per la condizione psichica del figlio.

GHOST RIDER

Facendo attenzione, nell’inquietante scena dell’ascensore è possibile notare l’adesivo di un teschio infiammato, chiaro omaggio al personaggio di Ghost Rider. Nel corso della sua storia editoriale Moon Knight ha interagito e collaborato in diverse occasioni con Johnny Blaze, Danny Ketch e Robbie Reyes e, di recente, è stato persino posseduto dallo Spirito della Vendetta nella run sugli Avengers di Jason Aaron.

Moon Knight

DUCHAMP

Nell’elenco delle chiamate perse sul telefonino che Steven trova all’interno di casa sua possiamo notare il cognome “Duchamp“, chiaro riferimento a Jean-Paul “Frenchie” DuChamp. Creato da Doug Moench e Don Perlin nel 1975 e apparso per la prima volta sulle pagine di Werewolf by Night #32, Frenchie era il pilota-tuttofare e compagno di squadra di Marc Spector nonché ideatore del “Mooncopter” che aiutò Moon Knight e Marlene Alraune a combattere il crimine organizzato e altre minacce mistiche nella maggior parte delle storie degli anni Ottanta e Novanta. Questo easter egg, a quanto pare, confermerebbe l’esistenza di Frenchie nel Marvel Cinematic Universe, alludendo al legame tra il personaggio e Marc Spector.

AVATAR

In una scena Arthur Harrow spiega che Ammit è stata tradita persino dal suo “avatar“, termine che Steven confonde erroneamente con il film Avatar (2009) di James Cameron – tornato in testa alla classifica dei film con il maggior incasso nella storia del cinema dopo il sorpasso di Avengers: Endgame (2019) – e con Avatar – La leggenda di Aang, popolare serie animata creata da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko andata in onda dal 2005 al 2008.

Oltre a rappresentare un riferimento alle due opere sopracitate, l’espressione “avatar” è stata utilizzata realmente nei fumetti Marvel per indicare l’incarnazione di una divinità – come Khonshu o Bast – in un essere umano.

LO SCIACALLO

Nel finale della puntata Steven permette a Marc di controllare il suo corpo e di combattere uno sciacallo egizio nei panni di Moon Knight. La presenza di una creatura soprannaturale nell’episodio rappresenta un chiaro riferimento alle storie a fumetti scritte a partire dal 2014 da Warren Ellis, Brian Wood e Cullen Bunn, dove Marc Spector affronta mostri, fantasmi, mummie e altri esseri mistici.

Anche se si tratta di uno sciacallo, è possibile che l’inserimento di questa creatura omaggi la prima apparizione di Moon Knight avvenuta sulle pagine di Werewolf by Night #32 del 1975, storico albo scritto da Doug Moench e disegnato da Don Perlin in cui il personaggio affrontò Jack Russel a.k.a. Werewolf by Night (in italiano Licantropus). Quest’ultimo, come sappiamo, sarà introdotto nello speciale di Halloween prodotto dai Marvel Studios in arrivo quest’anno e diretto dal compositore Michael Giacchino e sarà interpretato da Gael García Bernal.

L’inserimento dello sciacallo potrebbe essere anche un omaggio alla creatura vista in Moon Knight: Fist of Konshu Vol.2 #2 che segnò la prima (ed ultima) apparizione di Arthur Harrow nei fumetti sul personaggio.

UNA NOTTE AL MUSEO

La scena dell’inseguimento all’interno del museo è molto simile ad alcune sequenze del primo capitolo di Una Notte al Museo (2006) di Shawn Levy: così come nel film Larry Daley (Ben Stiller) veniva inseguito dallo scheletro di un T-Rex, nella serie Steven Grant si ritrova faccia a faccia con uno sciacallo egizio.

Moon Knight

IL COSTUME

Il costume MCU di Moon Knight è ispirato a diversi costumi presenti nei fumetti della Casa delle Idee:

1. Il costume apparso sulla miniserie in sei numeri Moon Knight: Fist of Khonshu di Alan Zelenetz e Chris Warner che, come potete vedere dalle immagini qui in basso, si distinse dai precedenti per gli accessori dorati e per i simboli egizi che indicavano la connessione tra Marc Spector e Khonshu.

2. Il costume dell’Ultimate Moon Knight: nell’Universo Ultimate Marc Spector era un ex-marine che, dopo essersi sottoposto all’ennesimo tentativo di replicare il Siero del Super Soldato, sviluppò ben quattro personalità: Marc Spector, Steven Grant, Moon Knight e la bambina dai capelli rossi “Inner Child“. Gli elementi che hanno ispirato il costume MCU, in questo caso, sono il colorito più “sporco” della tuta e la luna crescente sulla fronte.

3. Il costume del Moon Knight di Terra-9997 (introdotto sulle pagine di Universe X #6 di Alex Ross, Jim Krueger e Doug Braithwaite): pur avendo le stesse abilità del Moon Knight originale, questa versione del personaggio presenta una differenza sostanziale con l’iterazione classica dell’eroe. In questa realtà, Marc Spector ottenne i suoi poteri dopo aver inalato della polvere da una tomba egizia e dopo aver ingerito del vibranio, conferendogli l’immortalità. Il design più “mummiesco” di questo costume è un’evidente fonte di ispirazione.

A KEVIN FEIGE PRODUCTION

Nei crediti finali dell’episodio possiamo leggere che Moon Knight viene indicato come una “Produzionedi Kevin Feige“. È la seconda volta – dopo Hawkeye – che un progetto del Marvel Cinematic Universe include un’onorificenza al presidente dei Marvel Studios e Chief Creative Officer di Marvel Entertainment Kevin Feige. Sin da Iron Man (2008), infatti, Feige è sempre stato accreditato come produttore o produttore esecutivo.

Moon Knight

Per fare un confronto, qui in basso trovate la scritta che appare nei crediti finali delle serie dei Marvel Studios distribuite nel 2021:

NAMI

Come anticipato da Oscar Isaac, lo show cercherà di sensibilizzare e destigmatizzare un tema considerato tabù come quello della salute mentale. Per questo motivo, al termine dell’episodio, è possibile trovare una scritta che invita gli spettatori interessati a consultare il sito del NAMI (National Alliance on Mental Illness), un gruppo di difesa con sede negli Stati Uniti fondato per fornire sostegno alle persone con diagnosi di malattia mentale e aumentare i fondi destinati alla ricerca:

Per informazioni sulle risorse per la salute mentale vicino a te, si prega di visitare il sito del National Alliance on Mental Illness su NAMI.org

Ricordiamo che Moon Knight, scritta da Jeremy Slater (The Umbrella Academy), Beau DeMayo (The Witcher), Sabir Pirzada (Roswell, New Mexico) e Peter Cameron (WandaVision) e diretta da Mohamed Diab e da Justin Benson e Aaron Moorhead, vede nel cast Oscar Isaac (Steven Grant/Marc Spector), Ethan Hawke (Arthur Harrow), May Calamawy (Layla El-Faouly), F. Murray Abraham (Khonshu), Gaspard Ulliel (Anton Mogart).

SINOSSI
Marvel Studios’ Moon Knight segue la storia di Steven Grant, timido e garbato commesso che lavora in un negozio di souvenir, il quale viene tormentato da una serie di blackout e ricordi di un vita che non ha vissuto. Steven scopre di soffrire di un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector. Con l’arrivo dei nemici di Steven/Marc, i due devono navigare attraverso le complesse acque delle proprie identità, mentre si imbarcano in un viaggio verso un mortale mistero tra i potenti Dei dell’Egitto.