Moon Knight, Ethan Hawke ha svelato se tornerà in futuro nel ruolo di Arthur Harrow nell’Universo Cinematografico Marvel.

Il 30 marzo è stato rilasciato su Disney+ il primo episodio di Moon Knight, la nuova serie prodotta dai Marvel Studios incentrata su uno degli antieroi più amati della Casa delle Idee. Nello show, ispirato al franchise di Indiana Jones, Steven Grant (Oscar Isaac) scoprirà di soffrire del disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il proprio corpo con il mercenario Marc Spector, portandolo ad imbarcarsi in un viaggio verso un mortale mistero tra i potenti Dei dell’Egitto.

Nella scena dopo i titoli di coda del finale di stagione vediamo Arthur Harrow costretto in sedia a rotelle all’interno dello stesso identico ospedale psichiatrico visto nel quarto episodio della serie. In sottofondo, inoltre, possiamo sentire il brano “Más Allá del Sol” di Manuel Bonilla, la stessa canzone presente nella sequenza finale del quinto episodio ambientata nei Campi di Iaru. Il personaggio interpretato da Ethan Hawke, a questo punto, viene prelevato da un misterioso individuo vestito di nero e condotto in una limousine. Una volta salito sul veicolo, Harrow si trova faccia a faccia con Khonshu che spiega al suo interlocutore “Marc Spector credeva veramente che dopo esserci detti addio avrei voluto sua moglie come mio avatar. Perché mai dovevo desiderare qualcun altro? Non ha proprio idea di quanto sia disturbato.” e gli rivela l’identità del suo visitatore: Jake Lockley (la terza personalità di Marc Spector) che lo spara con una pistola a silenziatore, uccidendolo apparentemente.

Nel corso di un’intervista con The Playlist, Ethan Hawke ha parlato del suo futuro nel ruolo di Arthur Harrow. Quando gli è stato chiesto se tornerà nel Marvel Cinematic Universe, l’attore ha ammesso di non sapere quando riapparirà il suo personaggio, esprimendo il desiderio di spostarsi nel medium teatrale:

Davvero non lo so. Ci sono tantissime cose che voglio fare [al di fuori della Marvel]. Con la pandemia che indugia in po’ nello specchietto retrovisore – tocchiamo ferro – mi sento attratto dal teatro. È in cima ai miei pensieri mentre cammino per strada e penso, ‘Quando tornerò sul palco?’. Perché sembra sempre benefico. Mi carica, e mi accende il cervello in un certo senso.”