Dopo giorni di prova, il nostro Emanuele D’Ascanio è pronto a fornirvi un’analisi critica e completa di Marvel’s Avengers. Tra un comparto single player sorprendente e un multiplayer ancora in fase embrionale, il titolo di Square Enix e Crystal Dynamics merita sicuramente fiducia e del tempo per mostrare realmente tutto il suo valore.

“Quando il mondo ti dice di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della verità e dire al mondo: NO, SPOSTATI TU!”

Ho volutamente aperto la recensione di Marvel’s Avengers con l’iconica frase di Captain America che, durante le primissime battute del titolo, ho sentito orgogliosamente pronunciare da Kamala Khan. Una scelta che prova fin dal principio a trasferire in tutti in voi un concetto molto importante: chi ha preso parte allo sviluppo del prodotto ha lavorato col cuore e col giusto rispetto nei confronti di un brand cardine della cultura pop mondiale. 

Un elemento crocevia che sarà inglobato all’interno del giudizio finale del sottoscritto che, mai come stavolta, ha avuto la fortuna di apprendere così tanti dietro le quinte su Marvel’s Avengers grazie a una fortunata collaborazione lavorativa avvenuta in occasione dell’edizione 2019 del Lucca Comics & Games. Trovarsi finalmente davanti alla versione finale di un qualcosa su cui si è discusso frontalmente con alcuni sviluppatori è sempre bello, si ha la possibilità di cogliere determinate sfaccettature utili ad avere il quadro completo dell’opera e criticare con razionalità. 

Essendo una persona molto diretta pongo subito un’altra verità alla vostra attenzione: il titolo non è di certo perfetto ma ha quel qualcosa in più, rispetto ad alcuni precedenti games as service (titoli con un supporto post-lancio continuo), che mi fanno permettere di espormi dicendo che, complice anche il futuro upgrade gratuito PlayStation 5 e Xbox Series, potrà essere un vero e proprio nuovo fenomeno ludico a patto che la nascente community abbia quella giusta dose di pazienza utile al team di sviluppo per ricevere feedback e calibrare il giusto tiro. 

Proprio come accadde al primo Destiny, per citare forse il caso più emblematico degli ultimi tempi, anche qui sarà fondamentale l’instaurarsi di un rapporto schietto tra produttore e consumatore. Mi ritengo fiducioso, Square Enix e Crystal Dynamics hanno una grande plus a loro vantaggio: l’amore della gente nei confronti degli Eroi della Marvel. E chi vi scrive, ovviamente è incluso in questo discorso.

Concludo infine con un’ultima, doverosa, premessa. Ottenere la licenza Marvel da parte di Disney non è per tutti, lavorarci a stretto contatto ancora meno. Molti dei cavilli contrattuali (cosa poter fare e cosa non poter fare ad esempio) e dinamiche lavorative sicuramente non hanno permesso al team di sviluppo di avere la giusta carta bianca: ve ne accorgerete ad esempio quando mancherà totalmente l’estetica tra un cambio e l’altro di equipaggiamento sul vostro personaggio e su altri piccoli, forse impercettibili, aspetti che denotano tanta buona volontà “incatenata” da un franchise molto, molto ingombrante. 

Mettetevi comodi dunque e godetevi la nostra recensione, effettuata nella versione PlayStation 4 Pro fino all’ultima patch distribuita (la 1.05), che va a racchiudere sia la controparte single-player che multiplayer di Marvel’s Avengers. Buona lettura! 

Marvel's Avengers

Un punto di raccordo moderno tra più generazioni cresciute con la Casa delle Idee

Togliamo subito il primo velo, la bontà della campagna singleplayer di Marvel’s Avengers è quel qualcosa di difficilmente pronosticabile fino a prova completa. Una classica storia dei Vendicatori scritta bene, salvo dei precisi rallentamenti e delle accelerazioni narrative mal gestite a mio avviso, che metterà d’accordo l’ormai rinnovata community della Casa delle Idee: la neofita, proveniente esclusivamente dalla sala cinematografica, e l’esperta cresciuta a pane e fumetti. 

Per ovvi motivi di diritti contrattuali non c’è alcun riferimento al Marvel Cinematic Universe ma, dall’altro lato, c’è tutto quello che un fan della Marvel deve attendersi in un prodotto simili: studio del franchise, contenuti crossmediali e molto altro ancora. Oserei definire questo videogioco come l’attuale e moderno punto di raccordo tra diverse generazioni amanti di Iron Man, Captain America, Thor e tutto il resto degli Eroi più potenti della Terra.

Il bambino/a di turno rimarrà a bocca aperta (e lo saremmo stati in tanti di noi al loro posto, se da piccoli avessimo avuto la possibilità di godere di un prodotto simile), l’adolescente e l’adulto invece troveranno in Marvel’s Avengers così tanti elementi contenutistici tale da fermarsi più e più volte e scoprire quel Fumetto, quel retroscena o ben altro che contribuiranno di molto ad accrescere la sete Marvelliana. Posso scommettere un caffè virtuale che tante persone, attraverso questo videogioco, oltre che a voler rivedere le pellicole cinematografiche vorranno andare a leggere storie inediti di personaggi che, fino ad ora, ignoravano l’esistenza. 

Su questo aspetto spicca di netto Kamala Khan, figura centrale della storia narrata nel titolo che riesce egregiamente ad essere il miglior esempio possibile in questa mia riflessione: un personaggio chiave della Marvel attuale, apparsa solamente dal 2014 in poi nelle strisce editoriali e che in una manciata d’anni e divenuta un’icona di inclusività etnica date le sue origini e la sua cultura islamica. 

Kamala Khan, assieme al Miles Morales di turno, sono stati dei veicoli trainanti per una rinnovata gestione editoriale della Marvel che, in men che non si dica, è riuscita a catturare l’attenzione di una cerchia di nuovi appassionati (soprattutto millennials) utili ad alimentare questa ormai crescente cross-medialità del brand: Cinema, Fumetto e Videogioco. Un trittico vincente per la Marvel e per tutti gli appassionati. 

Per il resto sulla storia voglio dire poco, onde evitare ogni sorta di spoiler, perché è veramente bella da godere in piena e assoluta autonomia. Non siamo di fronte ad alcuna rivoluzione del genere in ambito ludico ma determinate missioni hanno veramente colpito nel segno al sottoscritto, peccato solo che determinati ed evitabili momenti abbiano spezzato un ritmo tale da farmi rimanere letteralmente incollato davanti allo schermo. 

Una sorpresa dunque se pensiamo che Marvel’s Avengers ha nel suo business model quello del games as a service e dunque in un risvolto che è nell’online il suo core principale. Paragonandolo a un The Division qualunque, o allo stesso Destiny come già detto precedentemente, il confronto è nettamente in favore dell’opera di Crystal Dynamics. Questo è quel bonus extra che lo rende appetibile anche a colore che hanno sempre ignorato la controparte online, c’è molto da godere in singolo grazie a un’ottima varietà di missioni e di contenuti da giocare a più difficoltà (ben stratificate, vi troverete più e più volte a prender tanti schiaffoni dall’A.I.M) col vostro Vendicatore del cuore. 

Lodevole inoltre la gestione di ciascun personaggio grazie a un sistema di progressione stimolante che, grazie alla semplice ma efficace struttura delle abilità (due intermedia e una ultimate di rito), riesce egregiamente a dare quella varietà da gameplay che, detto francamente, dirada i primordiali e personali dubbi riguardanti un solo “premere pulsanti a caso”. Non è così, e dovrete gestire per bene le risorse nel gestire e potenziare il vostro Eroe. 

Marvel's Avengers

Vendicatori Divisi da qualche inciampo tecnico di troppo

Sebbene ci siano già state numerose patch di correzione post lancio (nota di merito sia chiaro), Marvel’s Avengers soffre di fastidiosi e ricorrenti problemi tecnici che ledono di molto, soprattutto nelle fasi più concitate di gioco, l’esperienza complessiva. Parrebbe essere di troppo per la current-gen, per questo sarò estremamente curioso di testarlo su PlayStation 5 visto che, ma è bene sottolinearlo, Crystal Dynamics ha garantito l’upgrade gratuito su next-gen. Che significa? Se avete acquisto il gioco su PS4 o Xbox One S/X, in futuro potrete in tutta serenità giocarlo gratuitamente sulle console prossime alla distribuzione sul mercato.

Questo a mio avviso sarà il mezzo con cui la community terrà botta nel breve termine in attesa di tutti quei corposi e già annunciati contenuti extra che verranno diluiti nel tempo da Square Enix: anche per questo motivo, ma ne parlerò successivamente, è poco intelligente e onesto andare a criticare definitivamente tutto l’endgame (no, non ci azzecca nulla la pellicola e si, è riferito a tutto quel che ha da offrire post completamento della campagna single-player) a poco più di una settimana dal lancio. Torno sempre col solito esempio di Destiny: a distanza di pochi mesi, sembrava di trovarsi di fronte a un gioco totalmente diverso rispetto al day one. Per quanto non sia apprezzabile da molti la cosa, e posso anche comprenderlo, per titoli simili c’è bisogno di tempo. Poi se le cose andranno male si criticherà aspramente, ma ci vuole tempo.

Tornando a quanto detto nell’incipit di questo paragrafo, non è in alcun modo difendibile un videogioco con evidenti problematiche nelle collisioni, nel frame rate, nelle texture e in qualche altra magagna tecnica che, fortunatamente non in maniera frequente, lasciano alquanto basiti. Posso affermare che in pochi giorni già molte cose sono state migliorate con delle patch correttive, confido che entro poco tutto sarà sistemato in maniera eccellente. Sono un team di sviluppo serio e attento al consumatore, parlo per esperienza diretta, ormai lo sapete. Allo stato attuale, però, non posso non criticare in maniera negativa questo aspetto. 

Marvel's Avengers

L’Iniziativa Avengers, il multiplayer è la grande incognita del titolo ma…

L’ho affermato prima, e lo ribadisco ora: analizzare egregiamente la componente multiplayer online di un games as a service, a pochi giorni dal lancio, non è per nulla onesto nei confronti sia del lettore che del team di sviluppo stesso. Non passi questo come una difesa su quest’ultimo, anzi, bensì è semplicemente un discorso di critica equa dettata dal fatto che solo e soltanto il tempo, e non mi stancherò mai e poi di ripeterlo, saprà dirci realmente di che pasta è fatto Marvel’s Avengers. Una grande incognita dunque che non eviterà una primordiale analisi in questo articolo ma che, a conti fatti, potrebbe mutare a distanza di pochi giorni o settimane in base alla risposta personale e del pubblico ai nuovi contenuti prossimi all’arrivo.

Primo consiglio: giocate questa modalità solo dopo aver completato la campagna. Vi ritroverete infatti un filmato che andrà a ricollegarsi all’epilogo della storia del titolo. Secondo consiglio è quello di scegliere, grazie a quanto vissuto nel single player, un preciso personaggio al fine di non consumare le risorse che avrete accumulato utili a salire di livello e partecipare a missioni con uno specifico livello. Vi troverete a dover cooperare con altre tre persone, consiglio sempre e comunque di giocarlo con amici fidati coadiuvati dall’utilizzo di un party in game per procedere spediti, in delle specifiche missioni che rasentano più che malvolentieri una ripetitività attualmente poco stimolante: che siano di breve e o lunga durata, la struttura stessa delle missioni è praticamente invariata dando al giocatore, dopo ore di gioco, quel fastidioso senso di sazietà che mai si dovrebbe provare mentre ci si diverte. 

Non vi diciamo altro in merito se non che è l’Iniziativa Avengers è il pilastro su cui Marvel’s Avengers potrà o meno costruire il proprio futuro. Sappiamo già di un supporto post lancio corposo, ma sarà all’altezza delle aspettative? Garantirà quella varietà ludica ora come ora mancante? Come detto sopra, tempo al tempo. Per il momento però, a distanza di una settimana dalla prima accensione, continuo ancora a divertirmi come un matto con lo scopo di potenziare al massimo il mio Captain America. 

Marvel's Avengers

Considerazioni finali

Marvel’s Avengers merita fiducia? Si, e per assurdo è la componente meno attesa (quella single player) a giustificare la spesa in questo momento. Se da un lato abbiamo tutto l’ecosistema online ancora in uno stato embrionale, confido positivamente che settimana dopo settimana tutto questo venga arricchito da contenuti interessanti che facciano rimanere il pubblico attento al prodotto. Ho la personale certezza che comunque, a distanza di mesi e mesi, ancora saremo a parlare di Marvel’s Avengers rispetto a fallaci predecessori quanto il disgraziato Anthem di turno ad esempio.

Square Enix e Crystal Dynamics hanno confezionato un prodotto non perfetto, vero, ma che trasuda amore, rispetto e competenza verso la Marvel da tutti i pori. Tra una ricerca costante del dettaglio, e comprenderete quanto detto dal sottoscritto già dai Collezionabili presenti all’interno del titolo, e una voglia di migliorarsi (l’esempio stesso della comunicazione del videogioco, deficitaria all’inizio ma prontamente corretta egregiamente nei mesi successivi) mi incoraggiano a suggerire a tanti di voi di dargli quel briciolo di fiducia in più a fondo perduto che potrebbe, magicamente, portarvi nel futuro prossimo un titolo gagliardo e divertente. La strada è in salita ed è ardua, ma credo in Marvel’s Avengers. 

Marvel’s Avengers – Recensione
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