Un artista dei VFX ha racontato la sua traumatica esperienza con i Marvel Studios, il peggior cliente dell’industria cinematografica.

Sono ormai mesi che sul web si discute del ruolo degli effetti visivi all’interno delle grandi pellicole di Hollywood, soprattutto per quanto riguarda il lavoro dei Marvel Studios. Più passa il tempo e più i fan analizzano con cura ogni singolo shot in digitale, trovando spesso e volentieri alcuni errori o delle sequenze in cui si nota fin troppo la CGI. Complice il Covid, che ha danneggiato l’intero settore, in molti hanno la sensazione che il settore dei VFX sia fin troppo saturo, con la qualità che inevitabilmente ne risente in negativo.

Per quanto riguarda i Marvel Studios, sono in molti a sostenere che, nonostante la premessa di una qualità cinematografica, le loro serie televisive abbiano invece una CGI decisamente poco curata. Non sono mancate infatti le critiche agli effetti visivi di She-Hulk: Attorney at Law con l’uscita del primo trailer, ma anche a MoonKnight, il cui modello in CGI non è mai stato aggiornato dai trailer all’uscita della serie su Disney+.

Nelle ultime ore, Vulture ha pubblicato un’intervista ad un VFX Artist (che ovviamente è rimasto anonimo), che ha raccontato la sua traumatica esperienza con le produzioni dei Marvel Studios. Nello specifico, questa persone sostiene di aver lavorato ad un progetto per circa sei mesi, sette giorni su sette e con una media di 64 ore a settimana di lavoro:

Marvel ti fa lavorare davvero duramente. Il mio collega ha avuto una crisi ed è scoppiato a piangere. Ci sono state persone con forti attacchi di ansia.

Secondo questa testimonianza, Marvel ha tanto potere sulle aziende che si occupano di effetti speciali, in quanto rilascia diversi progetti cinematografici e televisivi ogni anno. Se non sono soddisfatti di un lavoro, l’azienda di VFX rischia seriamente di perdere il contratto con la compagnia anche per i prossimi film o serie TV. Di conseguenza, i dirigenti delle varie aziende tentano in ogni modo di “rendere Marvel felice”, a discapito dei propri dipendenti.

Uno studio di VFX non è riuscito a completare il numero di modifiche richieste da Marvel in tempo, quindi la compagnia ha dato al mio studio il lavoro. Da quel momento, l’altra azienda è stata messa in blacklist e non ha più lavorato con Marvel.

Per ottenere il lavoro, le aziende di VFX partecipano a delle aste al ribasso, in modo tale da far risparmiare denaro alla Marvel stessa. Questo però porta ad un altro problema: queste aziende si ritrovano a corto di personale, dato che naturalmente nel frattempo portano avanti anche altri progetti. Secondo questa testimonianza, un progetto che solitamente richiede 10 persone per essere completato, con Marvel finisce ad averne soltanto due.

Inoltre, la compagnia chiede di continuo diversi cambiamenti nel bel mezzo della lavorazione, ben più di ogni altro cliente dell’industria cinematografica. Questi cambiamenti non sono di poco conto, ma spesso stravolgono buona parte del lavoro:

A volte, questi cambiamenti sono veramente tanti. Spesso, uno o due mesi prima dell’uscita ti chiedono di cambiare l’intero terzo atto.

Continuando con la testimonianza, il problema con Marvel è legato proprio all’Universo Cinematografico Marvel, in quanto la compagnia non è minimamente flessibile con le date d’uscita ed impone reshoot e grandi cambiamenti a ridosso della data d’uscita, senza mai posticiparli.

A volte i problemi che ho menzionato sono universali e sono legati ad ogni progetti televisivo o cinematografico. Alla fine però finisci per fare meno straordinari con le altre produzioni, sei in grado di respingere alcune richieste dei registi. Quando ti dicono “voglio questo”, tu puoi rispondere dicendo “non ha senso”. Nessun cliente ha il potere di bullizzarti come fa invece Marvel.

Nello specifico, questo artista dei VFX sostiene che Marvel è fin troppo opprimente con le richieste, al punto che spesso chiede di modificare intere ambientazioni a ridosso dell’uscita:

Un cliente può dirti “questo non è proprio ciò che volevo” ma ti lascia comunque andare avanti. Marvel invece non ha idea di ciò che vuole, continuano a dire “puoi provare questo? puoi provare quest’altro?”. A volte, ti fanno cambiare un’intera ambientazione a ridosso dell’uscita.

Queste ultime dichiarazioni potrebbero essere un riferimento a Thor: Ragnarok, in quanto Taika Waititi ha scelto all’ultimo di modificare l’ambientazione della scena in cui Odino muore, spostandola da New York in Norvegia.

Secondo la testimonianza, molti registi Marvel non hanno mai lavorato con i VFX, quindi non sono in grado di comprendere appieno i render, le immagini “work in Progress” ed i pre-vis, motivo per cui Marvel chiede alle aziende di effetti speciali di consegnare ogni bozza con una qualità maggiore rispetto alle altre aziende (che si accontentano di bozze non complete), lavoro che richiede svariate settimane per essere completato.

Fonte