Un produttore dei Marvel Studios ha spiegato i principali vincoli dei progetti in live-action del Marvel Cinematic Universe.

Il 10 agosto arriverà su Disney+ I Am Groot, una serie di 5 cortometraggi originali prodotti dai Marvel Studios interamente dedicati a Baby Groot (Vin Diesel) in cui il piccolo alberello parlante interagisce con vari personaggi nuovi e inconsueti in momenti mai visti nei film sui Guardiani della Galassia.

Nel corso di un’intervista con Marvel.com, Brad Winderbaum, produttore esecutivo di I Am Groot e capo del settore TV, streaming e animazione dei Marvel Studios, ha parlato della sua esperienza alla compagnia e delle differenze tra i progetti live-action e animati dell’MCU. Quando gli è stato chiesto quali siano le possibilità narrative dell’animazione, Winderbaum ha spiegato che le serie animate non hanno le limitazioni finanziarie e logistiche delle altre produzioni e, di conseguenza, permettono una maggiore libertà creativa:

“Voglio dire, è una tela infinita. Lavoro non solo sul fronte animato ma anche su quello live-action. E sul fronte live-action ci sono dei limiti… Quando realizzi film e serie TV, ci sono limitazioni naturali e barriere che sopraggiungono non solo finanziariamente parlando ma anche di quello che puoi fare a livello logistico in un vero ambiente tangibile. E persino quando hai un film o una serie con un sacco di CGI o di ambienti artificiali… ci sono limitazioni anche lì. C’è un limite massimo di quanto si può spendere. C’è poi un fattore temporale, ossia quanto tempo è necessario per realizzare effettivamente questa roba e farla sembrare buona. L’animazione non funziona in quel modo. Ad esempio, animare noi mentre abbiamo questa conversazione o animarci su un’astronave che vola nello spazio ha lo stesso costo. Perciò puoi fare letteralmente ciò che vuoi con l’animazione.”