Marvel, Robert Downey Jr. risponde alle critiche di Quentin Tarantino con un lungo messaggio: “Basta farci la guerra”

Robert Downey Jr. risponde alle critiche rivolte ai film Marvel da Quentin Tarantino con un lungo messaggio: “Basta farci la guerra.”

Nell’ottobre 2019 Martin Scorsese criticò duramente i film dell’Universo Cinematografico Marvel e, più in generale, i cinecomics affermando che “i film Marvel non sono cinema” e che andrebbero considerati piuttosto dei “parchi dei divertimenti“. La posizione del regista avviò una vera e propria crociata nei confronti dei film sui supereroi che raggiuse persino cineasti come Francis Ford Coppola, Ken Loach, Pedro Almodóvar e Ridley Scott, innescando un interminabile dibattito tra i fan del genere e i sostenitori del presunto “vero cinema.” Di recente, inoltre, il celebre Quentin Tarantino ha affermato che a suo avviso la cosiddetta “Marvelizzazione di Hollywood” ha gradualmente indebolito la figura delle star a favore dei personaggi interpretati dagli attori sullo schermo.

Nel corso di una lunga intervista con Deadline, Robert Downey Jr., interprete di Tony Stark alias Iron Man nel Marvel Cinematic Universe, ha riflettuto sulle critiche mosse da Quentin Tarantino e da molti altri registi ai film sui supereroi e sul ruolo sempre maggiore dei cinecomics nel panorama cinematografico moderno:

Penso che le nostre opinioni su questi argomenti dicano molto su di noi. Penso che siamo in un momento e in un luogo che ho inconsapevolmente contribuito a creare dove le proprietà intellettuali hanno ottenuto la precedenza sul principio e sulle personalità. Ma è una spada a doppio taglio. Una proprietà intellettuale è di valore quanto il talento umano che hai scelto per rappresentarla e puoi avere un’ottima proprietà intellettuale anche se proviene da un autore o da un talentuoso regista o sceneggiatore. E se non hai il giusto tipo di artista ad interpretare quel ruolo, non saprai mai quanto sarebbe stato bello.”

Penso che creativamente sia una perdita di tempo farci la guerra l’un l’altro. Penso che questo sia un momento in cui tutto è molto più frammentato ora, c’è una biforcazione. Ci lanciamo pietre a vicenda in un modo o nell’altro… e ho avuto le mie reazioni in passato quando le persone dicevano cose che pensavo stessero screditando la mia integrità. Ma sai cosa? Facciamola finita. Facciamo tutti parte di una comunità. C’è abbastanza spazio per tutto e grazie a Dio ci sono Top Gun: Maverick e Avatar: La via dell’acqua. È tutto quello che ho da dire. Abbiamo bisogno di grandi cose per fare spazio a film come Armageddon Time.”

Sto solo dicendo che le cose cambiano sempre e sono in un punto nella mia vita in cui sono tornato indietro per lavorare con Chris Nolan su quella che per me è stata un’esperienza di straordinaria trasformazione. È già un’esperienza trasformativa per me interpretare cinque diversi ruoli. Quindi prima di parlare male l’uno dell’altro, dovremmo sottoporci alla nostra rinascita e vedere se non cambia un po’ la nostra mente.”

“Reinventa te stesso prima di decidere che qualcun altro non sappia cosa sta facendo o che qualcosa ti impedisce di fare del tuo meglio, o che qualcosa è meglio di qualcos’altro. Sai, siamo in un’epoca in cui… John Favreau ha saputo spiegarlo meglio: [io e lui] abbiamo cercato di creare delle onde in un lago e ora stiamo solo cercando di catturare l’attenzione della gente mentre le cose si muovono rapidamente in un ruscello. Penso che ciò cambierà di nuovo, ma è qui che ci troviamo adesso. E accettarlo ed essere grati di potervi partecipare è un buon punto di partenza.”

Ricordiamo che Iron Man (2008), scritto da Mark Fergus, Hawk Ostby, Art Marcum e Matt Holloway e diretto da Jon Favreau, vede nel cast Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Jeff Bridges (Obadiah Stane/Iron Monger), Gwyneth Paltrow (Virginia “Pepper” Potts), Terrence Howard (Colonnello James Rhodes), Faran Tahir (Raza), Clark Gregg (Phil Coulson), Leslie Bibb (Christine Everhart) e Shaun Toub (Ho Yinsen).

Questa la sinossi ufficiale:
Tony Stark è un inventore geniale e miliardario col vizio delle donne (tante) e delle attività filantropiche. Ereditato patrimonio e ingegno dal padre scomparso in un incidente d’auto, Tony (per amici e amichette) conduce e amministra le Industrie Stark, produttrici e prime fornitrici di armi per il governo americano. Durante un test in medioriente, per verificare l’efficienza di un’arma sperimentale, viene catturato da un gruppo di estremisti. Ferito al cuore da una scheggia è soccorso e curato da Yinsen, un fisico esperto di cibernetica che gli applica un organo artificiale. Obbligato dai guerriglieri a costruire un’arma invincibile per la loro causa, Tony progetta in segreto un’armatura per fuggire alla prigionia. Rientrato negli Stati Uniti è deciso a cambiare vita, a riparare alle ingiustizie e a ‘industriarsi’ a favore dei più deboli.