Loki

Loki: lo sceneggiatore riflette sull’ascensione divina di Loki nell’episodio finale della stagione 2

Durante un’intervista con Deadline, lo sceneggiatore Eric Martin ha discusso della crescita di Loki a livello di potenza nella seconda stagione della serie prodotta dai Marvel Studios, dove assume i tratti di un vera e propria divinità:

Lavorando sulla stagione 2, sembrava l’opportunità per portare una maggiore gravità alla serie, perché eravamo giunti all’uomo dietro la tenda e la posta in gioco è estremamente alta alla fine della stagione. Continuiamo a scalare. Continuiamo a costruirlo. L’idea è sempre stata che Loki avrebbe finalmente preso il suo trono quando era l’ultima cosa che voleva. E come Atlante, è gravato dal suo proposito di tenere tutto il tempo assieme. Ha sostiuito il Telaio. È divenuto così potente da poter sorreggere tutto il tempo.

Lo sceneggiatore continua:

Poi il lavoro diventa: ‘Come ci arrivi?’. Tutto si ricollega alla battaglia nella cittadella alla fine della stagione 1, che è dove siamo giunti alla fine della stagione 2. Ma a incombere sulla stagione 2 è la  domanda: ‘Chi aveva ragione? Loki o Sylvie?’ Quindi la stagione è diventata un esplorare quel dubbio. ‘Qual’è la nuova realtà che stanno affrontando? Cosa succede quando rimuovi la struttura di potere e ora niente la tiene più in piedi?’

Voglio sempre renderla più difficile possibile per i nostri personaggi. Più duro è il cammino, e più la vittoria ha valore. E più saddisfacente è la conclusione. Volevo che Loki percorresse un duro percorso lungo 30 miglia, rendere le cose difficili. Perché per farlo salire di livello a un Dio con la D maiuscola, se lo deve guadagnare. Dev’essere plausibile perché ora è incredinilmente acculturato, incredibilmente potente. Ma il tempo da a tutti noi saggezza. È incredibilmente saggio. Ha vissuto così tanto. Sembrava assolutamente necessario pressarlo con tutte quelle cose.