Oggi si è conclusa la prima stagione di Loki con protagonista Tom Hiddleston, la terza serie TV dei Marvel Studios che ha debuttato su Disney+.

ATTENZIONE: Lo sapete ormai, sono una persona alquanto diretta quindi non ci girerò intorno… Chiudete immediatamente questa pagina se siete all’oscuro di Loki e della sua conclusione, dato che si tratta di una recensione con SPOILER. In questa recensione non ci saranno ulteriori preamboli, il momento richiede un’analisi secca e diretta visto quanto accaduto.

“Prima del bang, non c’era niente: né spazio, né tempo, né energia, né materia, niente. E poi improvvisamente, bam! La genesi. Un intero universo scaturisce dal nulla. Ex nihilo, qualcosa dal niente.” (Jed McKenna)

Apro così questo articolo, con una citazione postuma di quanto visto in Loki. Specialmente nel sesto – e ultimo – episodio di questa prima stagione (già, proprio oggi i Marvel Studios hanno ufficialmente confermato la presenza di una seconda stagione di questo prodotto).  

Loki

Più che una chiusura oserei affermare come questo metaforico “calo del sipario” sia non altro che un intervallo tra un prima e un dopo dell’interno – e non esagero nell’affermare tutto questo – ecosistema del MCU tra prodotti seriali e cinematografici: un unicum narrativo, sulla falsa riga della controparte cartacea che da oltre ottanta anni accompagna generazioni su generazioni di lettori, che porterà sempre più a “ramificazioni” e collegamenti tra un prodotto e l’altro. Dopo Loki, soprattutto dopo questo sesto episodio lo ritengo definitivamente certo… Film e Serie TV sono da considerare alla egual maniera, tutto qui.

Effettivamente c’era il sentore di un qualcosa di inusuale, di storico, ma onestamente mai avrei potuto credere di trovarmi dinnanzi a un twist di novità ed emozioni difficilmente pronosticabili in un prodotto seriale partito a luci spente ma che ora, e sfido chiunque a non pensarla in questo modo, si candida ad essere uno dei contenuti più importanti della oltre decennale storia del Marvel Cinematic Universe. 

Tra nuovi personaggi e rivelazioni, il Multiverso è concretamente un elemento narrativo con cui dovere fare i conti, ma davvero tutto sarà influenzato da questo “Bing Bang” narrativo. Ogni prodotto postumo alla prima stagione di Loki avrà questa “Spada di Damocle” a cui tutti quanti noi dovremo dare le più alte attenzioni visto che – senza alcun preavviso – potrebbe colpire e sparigliare tutte le carte in tavola. 

Il Multiverso è questo, prendere o lasciare. Una sfida ambiziosa, la più coraggiosa raccolta dai Marvel Studios che porterà l’ingente community Marvelliana a crescere ancor più spinta a una soglia d’attenzione ancora più elevata nel comprendere ogni possibile sfaccettatura narrativa di tutti i futuri prodotti.  E ne sono lieto.

Loki, una prima stagione (quasi) perfetta

Senza spendere troppe parole – molti le preserverò assieme alla Redazione di Comics Universe nelle imperdibili live sul canale Twitch a cui esorto di iscrivervi – affermo che Loki sia al momento il miglior lavoro seriale del Marvel Cinematic Universe, con una qualità media di episodio in episodio che rasenta la totale promozione con alti voti. Potremmo star qui a disquisire su un terzo episodio effettivamente “anonimo” rispetto a tutto il resto, ma a conti fatti, tirando tutte le somme del caso credo che il risultato ultimo sia da celebrare e lodare per l’imprevedibilità degli eventi portati in scena.

Tom Hiddleston, Owen Wilson e la De Martino sono quel trittico di personaggi di cui difficilmente vorresti privarti data la loro estrema bravura e il loro essersi sapientemente calati in ruoli con un alto tasso di difficoltà. Il nostro Loki, quello di Terra 1-99999, è riuscito a elevare ancor più il suo status quo tra la critica e la folta cerca di appassionati grazie a un prodotto seriale che ha messo in condizione Tom Hiddleston – uno dei migliori attori presenti nel roster dei Marvel Studios – di esprimersi al suo meglio. Tutte le stravaganti emozioni provate dal Dio degli Inganni le abbiamo inversamente provate noi, un rapporto empatico innescato sin da primissimo episodio andandosi poi a evolvere nel tempo. Come accaduto per la Olsen in WandaVision, spero che anche grazie a questa prima stagione il buon Tom riceva i giusti oneri del caso. 

Loki è l’ennesimo esempio di una diversificazione di contenuti e generi presenti nel MCU, un’alternanza che giova a tutti – produttori e consumatori – e che sottolinea ancora di più un dettaglio da molti fin troppo trascurato: i Cinecomics non sono riassumibili in semplici scazzottate da bar bensì essi sono il perfetto contenitore per più generi. La loro fusione, associata ovviamente al contesto e una serie di iconici personaggi da quel sentore unico e dipendente che solo il cocktail MCU sa dare nell’attuale industria dell’intrattenimento globale. In molti avevano seri dubbi sul post Endgame ma ora, a conti fatti, penso proprio che le prospettive siano ancor più rosee e impattanti di quanto visto nella Infinity Saga. Se ricordate, lo dico da anni. Non giorni.

In Loki funziona tutto, e trovargli critiche a mio avviso risulterebbe essere un esercizio noioso e poco rispettoso di quanto effettivamente apprezzato in questo viaggio. Piaciuto tanto, tantissimo. 

Il “Kang” dal cilindro

Battuta a parte, la rivelazione ultima in Loki è stato un vero e proprio trucco di magia da parte dei Marvel Studios. Prevedibile? Apparentemente si, ma in molti – compreso il sottoscritto – complice anche quanto accaduto con WandaVision si erano letteralmente rinchiusi in un guscio scevro da folli teorie limitandosi ad analizzare esclusivamente quanto visto dai precedenti episodi e/o contenuti promozionali. Dal “Re Loki” che molti attendevano tutti, ma proprio tutti sono rimasti attoniti nel vedere non un semplice “Kang” bensì uno dei tanti presenti su più Universi.

Una scelta apparentemente spaesante – e la reazione di Loki e Sylvie è emblema di quanto affermato – che ha portato infine a una serie di colpi di scena semplicemente da urlo. Lo ammetto, era da Infinity War che non rimavo “di sasso” fruendo un prodotto Marvel e il solo pensare che siamo solamente all’inizio di un serie di eventi spacca-mascella mi fa soltanto che essere entusiasta. Kang o “i” malvagi Kang sono quel villain comune che in molti attendevano e che ora, osservando anche i prossimi film e serie tv in uscita, metteranno tutto sotto una luce completamente diversa. Tutto.

Questo era il colpo di scena che in molti pretendevano in WandaVision e ora, con somma gioia corale possiamo solamente che essere appagati. Un applauso a quanto ideato e messo in scena, promossa. 

Loki, la recensione della prima, ottima stagione
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