Loki

Loki: analisi e spiegazione completa dell’episodio finale della stagione 2 tra easter egg, riferimenti e curiosità

Siamo giunti alla fine della seconda stagione di Loki, con l’episodio 6 uscito stamattina su Disney+, che chiude letteralmente il cerchio dell’intera serie. Gloriosi eventi contraddistinguono questo episodio, perciò vi proponiamo la nostra analisi della puntata finale con tanto di easter egg, riferimenti e curiosità.

Ritorniamo al punto di partenza

L’episodio si apre con il logo dei Marvel Studios che si muove al contrario, con una musica epica in sottofondo, come se tornassimo indietro nel tempo con Loki facendoci passare per il Telaio Temporale e la piattaforma ricoperta dalle radiazioni fino a giungere alla sala di controllo. Lì vediamo dall’esterno l’effetto del salto temporale di Lok inel sé stesso del passato (riprendendo quindi da dove si era chiuso il quinto episodio):

Il giorno della marmotta … o del Victor Timely?

Loki cerca di ripetere il processo volta dopo volta saltando nel tempo, finendo solo per fallire miseramente mentre in sottofondo sentiamo una versione disco della Quinta Sinfonia di Beethoven a suon di Victor Timely che si spaghettifica:

Ovviamente la dinamica richiama tanti film sul viaggio nel tempo, ma ci sentiamo di fare riferimento alla commedia Ricomincio da capo (in originale Groundhog Day), dove il protagonista rivive sempre lo stesso giorno senza mai ottenere il risultato sperato:

Dare tutto solo per non ottenere niente

Quando Loki riesce finalmente far funzionare il piano tornando proprio alla spiegazione data da O.B. quando gli portano Victor Timely, alla fine non serve a nulla: le ramificazioni crescono all’infinito, e il Telaio non può espandersi a una tale portata.

Al cuore del problema

Conscio che è la liberazione della Sacra Linea Temporale a causare il problema in prima battuta, Loki decide di saltare fino alla sua battaglia con Sylvie nella Cittadella alla Fine del Tempo, cercando ancora una volta di fermare la sua Variante dall’uccidere Colui Che Rimane, e fallendo ancora una volta nonostante i ripetuti tentativi:

E alla fine si torna sempre a Colui Che Rimane

Colui Che Rimane: “Allora, quante volte ci sei passato?”

Colui Che Rimane rivela ancora una volta di aver manipolato tutti gli avvenimenti: è stato lui a fare in modo che Loki sperimentasse i salti temporali, e possiamo anche vedere come il suo Tempad gli permetta liberamente di congelare nel tempo gli altri e farli muovere in punti diversi senza aver bisogno ulteriori tecnologie (come avviene invece con la TVA).

Fermare il tempo con il movimento di una mano

Loki: “E cosa ti fa pensare che sia la prima volta che facciamo questa conversazione?”

Rispetto a Colui Che Rimane, avere il controllo dei salti temporali permette a Loki di controllare il tempo a proprio piacimento.

Il vero scopo del Telaio Temporale

Colui Che Rimane: “Il Telaio Temporale è una contromisura. Quando il Telaio si sovraccarica di ramificazioni, esso elimina quelle che non dovrebbero esistere. Tutte ad eccezione della Sacra Linea Temporale. E la TVA, beh, è solo un danno collaterale. Vedi, niente di che. È facile da ricostruire.”

Di base lo scopo del Telaio è mantenere la Sacra Linea Temporale come il flusso continuo che aveva creato Colui Che Rimane, progettato perché le cose restino come sono a ogni costo, eliminando le ramificazioni eccessive e distruggendo la TVA.

“E come forse già sai, le mie varianti sono già in circolazione”

Colui Che Rimane ci tiene a specificare una cosa molto precisa: le sue Varianti sono già in circolazione, lui ha solo fatto il possibile per isolare la loro realtà (Terra-616) dal resto del Multiverso, come aveva spiegato la regista Kate Herron alla fine della prima stagione:

L’idea con Colui Che Rimane è che si tratta di una variante di Kang il Conquistatore. Racconta a Loki e Sylvie la sua storia, che è riuscito a escludersi e isolare la Linea Temporale che tutti conosciamo dalle altre linee temporali.

È quasi come fossero su un’isola che è completamente nascosta da tutti. Lo ha fatto per proteggersi perchè ha paura delle altre varianti di se stesso, che è Kang il Conquistatore e tante altre varianti, ci sono tante versioni differenti di quel personaggio.

Con la liberazione della Sacra Linea Temporale, l’MCU è esposto all’interazione con le Varianti più pericolose e assetate di potere, cioè Kang il Conquistatore e il resto del Concilio dei Kang come visto in Ant-Man and the Wasp: Quantumania (2023).

Ritornando all’inizio di tutto

Profondamente dubbioso se uccidere Sylvie per impedire la morte di Colui Che Rimane, il Dio dell’Inganno decide di saltare agli eventi del primissimo episodio dell’intera serie che da il nome anche a quest’ultimo, “Gloriosi Propositi”, durante il suo interrogatorio con Mobius, per chiedere consiglio al suo amico prima che lo diventasse:

Niente consolazione alla TVA

Mobius: “La vuoi sentire una buona storia? Ascolta questa: una coppia di cacciatori andò in missione sul Mar Nero per trovare una Variante che si era responsabile di cinquemila morti. Cinquemila morti che non erano nel flusso temporale corretto. Arrivarono lì ed ebbero un intoppo: la variante era un bambino di appena 8 anni. Si stava facendo gli affari suoi, nuotava col fratello, si tuffava dal molo. Uno dei due cacciatori non aveva mai avuto problemi a falciare, non aveva mai esistato, ma quel giorno lo fece, si fermò. La linea temporale inizio a ramificarsi e apparvero altre varianti, accadde tanto in fretta che la sua collega dovette falciare il bambino, ma ormai i buoi erano scappati, morirono un paio di cacciatori, tutto per colpa di quel singolo cacciatore, che aveva perso di vista il quadro generale. Il quadro generale non va mai dimenticato. La gran parte dei propositi sono più un fardello che una gloria, e credimi, non vuoi essere quello che lo evita perché non riesce a sopportarne il peso.”

Come consiglio, Mobius racconta il suo background quando era solo un Cacciatore insieme a Ravonna Renslayer, dimostrando ancora una volta il grande cuore e le incertezze che l’analista della TVA si è sempre dovuto portare dietro per “proteggere il corretto flusso del tempo” a confronto con la spietata e fredda giudice, come visto proprio nella prima stagione:

Il dominio sul tempo

Tornato nella ramificazione del 1994 all’interno del laboratorio di D.A. Doug al momento in cui tutto si stava spaghettificando, Loki ferma il tempo per poter parlare con Sylvie e venire a patti con la sua scelta definitiva riguardo il destino della TVA:

“Se c’è la speranza di poterla sostituire con qualcosa di meglio”

“So cosa voglio. So che tipo di dio devo essere.”

Conscio che spetta a lui risolvere la situazione, Loki decide di raggiungere il Telaio Temporale senza alcuna protezione addosso, mentre Mobius e Sylvie sono impossibilitati a fermalo. Poco prima che apra le porte per la piattaforma, da un ultimo sguardo ai suoi amici e cita la stessa frase che aveva detto a Odino alla fine del primo film di Thor poco prima di lasciarsi cadere nel buco nero creato dalla distruzione del Bifrost, ma questa volta compiendo un sincero atto di altruismo e amore:

 Loki: “Per te. Per tutti noi.”

I gloriosi propositi di Loki

Colpito dalle radiazioni temporali, Loki cammina sulla piattaforma senza essere spaghettificato, grazie al suo pieno controllo del tempo ed alla sua natura divina. Man mano, i suoi abiti si scompongono e vengono sostituiti da una tunica verde e un mantello:

Al nuovo design si aggiunge anche l’iconico elmo con le corna del Dio dell’Inganno. Un interessante dettaglio è che l’elmo ora sembra composta dello stesso materiale roccioso che compone la Cittadella alla fine del Tempo e lo stesso Tempad di Colui Che Rimane:

Con una posa che non può non ricordare il Classic Loki di Richard E. Grant, il nostro protagonista distrugge il Telaio Temporale, liberando le ramificazioni:

Salvare le storie dell’MCU

Grazie alle sue abilità temporali e alla propria magia, Loki prende il controllo dei singoli “fili” della Sacra Linea Temporale (cioè le singole istanze della realtà che compono Terra-616), portandole con sé a ciò che resta dell’asteroide su cui poggiava la Cittadella:

Loki ottiene il suo trono

In un’incredibile continuazione della scena precedente dopo un improvviso stacco nero, vediamo Loki avvolto dalle numerosissime “fila temporali” camminare su una specie di scala di magia che lo fa giungere al trono appartenuto a Colui Che Rimane. Le venature dorate, sotto il controllo del loro nuovo signore, ricostruiscono il trono per Loki, che ha raggiunto i suoi veri gloriosi propositi: divenire il Dio delle Storie. Con il suo potere rivitalizza l’intera Sacra Linea Temporale e la rimodella in una nuova forma, che all’apparenza richiamerebbe una clessidra.

L’albero del mondo

La Sacra Linea Temporale di Terra-616 e le sue Ramificazioni hanno ora la vera e propria forma di un albero, palesemente un richiamo a Yggrdasil, l’Albero del Mondo della mitologia norrena e presente anche nei fumetti, richiamato numerosissime volte nell’MCU fin dal primo film su Thor:

Il riferimento ad Across The Spider-Verse

Curiosamente, anche in Spider-Man: Across The Spider-Verse la linea temporale viene mostrata allo stesso modo! A riguardo, il co-creatore Chris Miller (che evidentemente era in contatto con il team di Loki) nel commento audio ha spiegato:

Qui state vedendo un albero familiare… è come viene percepito il Multiverso nelle altre proprietà Marvel […]

 

Una nuova TVA

Tempo dopo questo strabiliante scena, vediamo una rinnovata Time Variance Authority, dove ogni poster ora spinge alla collaborazione per il mantenimento delle singole linee temporali, così che possano crescere liberamente, con due uomini che innaffiano e curano questo “albero temporale”.

L’analogia con l’albero non è casuale, proprio perché la stessa propaganda della “vecchia” TVA presentava poster con lo stesso stile grafico, che rappresentavano però la Sacra Linea Temporale più come il troncone di un albero i cui rami andavano potati a ogni costo:

Il Cronomonitor ha sua volta mostra proprio le singole linee formare un albero, Miss Minutes è stata resettata (ovviamente la serie non poteva abbandonare la sua storica mascotte), anche se non si può essere mai sicuri con l’orologino animato, la War Room è diventata una sala delle riunioni, in cui possiamo vedere la Giudice Gamble e anche Cacciatore D-90, che probabilmente non ha subito la falciatura grazie all’intervento anticipato di Loki sul corso degli eventi. Inoltre, O.B. ha scritto insieme a Victor Timely la seconda edizione della guida della TVA, ma questa volta la copertina è gialla.

Un volto ed oggetto molto familiari

Mobius: “Ho ricevuto questi rapporti sulle varianti di Colui Che Rimane.”

B-15: “Qualcuna sa già di noi?”

Mobius: “No, credo che una abbia causato un po’ di trambusto in un regno confinante con 616, ma è stato risolto, per ora siamo a posto.”

Il dossier in mano a Mobius parla chiaramente di Kang il Conquistatore e degli eventi di Ant-Man and The Wasp: Quantumania (2023), mostrandoci delle immagini del villain e del suo motore multiversale.

La TVA ora si occupa di mantenere sotto controllo il flusso del tempo senza per forza intervenire, preoccupati più di potenziali minacce esterne proprio come lo sono i Kang, e sappiamo dai numerosi rumor che rivedremo la Time Variance Authority in Deadpool 3 (2024) il che indica una TVA più attiva che cercherà di fare fronte alla Guerra del Multiverso che sarà alla base di Avengers: Kang Dynasty (2026) e Avengers: Secret Wars (2027).

 

I problemi risolti … o quasi

Non sappiamo il destino di X-5 alias Brad Wolfe, ma probabilmente gli è stato concesso di tornare nella Sacra Linea Temporale a vivere la sua vita.

Ritorniamo invece dal piccolo Victor Timely nel 1868 mentre prepara le candele. Un soffio di vento passa attraverso la sua finestra, ma questa volta nessun manuale della TVA per lui, continuando la sua vita normale. La serie non ci spiega come potesse esistere una variante di Colui Che Rimane nel 1800, quando questi aveva spiegato di provenire invece dal 31esimo secolo, ma potrebbe anche essere che egli avesse mentito anche sulle sue origini, oppure la “prima variante” di cui aveva parlato era effettivamente una ulteriore figura diversa da lui:

Ravonna Renslayer si risveglia invece nel Vuoto, notando la Sfinge e una delle Piramidi di Giza.

Un forte vento rivela un eblema della TVA, con le parole “Tempo. Sempre” leggibili. Forse finito lì accidantelmente tanto tempo fa, oppure un anticipo per qualche altro segreto nascosto sul passato della Time Variance Authority?

Neanche il tempo di alzarsi che Ravonna viene subito raggiunta dal mostruoso Alioth. Non sappiamo se il mostro l’abbia effettivamente cancellata dell’esistenza, oppure ci sia qualcos’altro che scopriremo per il futuro dell’MCU, dato quanto è importante Ravonna nella mitologia di Kang nei fumetti, ma una cosa è certa: la ex giudice non lascia trasparire alcun segno di paura.

Anche nei fumetti la Renslayer è venuta faccia a faccia con la tempesta vivente quando era sotto l’identità di Terminatrix, intenta a proteggere l’impero temporale del suo amato Kang:

Arrivederci Mobius

Convinto a scoprire la vita sulla Linea Temporale che gli era stata sottratta, Mobius si lascia temporaneamente alle spalle la TVA facendosi accompagnare da Sylvie. Entrambi non sanno esattamente cosa aspettarsi dalla vita, soprattutto ora che Loki non è più con loro, ma sono intenti ad andare avanti.

Il Loki che Rimane

L’ultima inquadratura è totalmente dedicata al nostro Loki, ormai Dio delle Storie, che protegge e osserva le ramificazioni dal cuore di questa grande rete di linee temporali, da solo, vero, ma comunque felice di poter proteggere i suoi amici.

C’è da chiedersi però: il percorso che ha scelto Loki è stato tutto effettivamente nelle sue mani, oppure è stato qualcosa che Colui Che Rimane aveva previsto?