L’ex avvocato dei Marvel Studios spiega perché la compagnia di Kevin Feige non stringe più contratti a lungo termine con gli attori dell’MCU.

Negli ultimi quattordici anni il Marvel Cinematic Universe ha dimostrato di essere non solo uno dei franchise più redditizi della storia ma anche uno dei più lungimiranti. Sin dal primo Iron Man (2008), infatti, i Marvel Studios hanno ripetutamente stretto contratti a lungo termine con gli attori e le attrici dei propri progetti – basti pensare che Chris Evans e Samuel L. Jackson hanno firmato rispettivamente per sei e nove film – ma, dallo scorso anno, la compagnia ha deciso di cambiare la propria strategia aziendale.

Nel corso di una recente intervista con Screen Rant, Paul Sarker, ex avvocato dei Marvel Studios e attuale co-conduttore di Better Call Paul (podcast incentrato sul “business dello show business“), ha risposto ad alcune domande dal carattere legale sulle sue mansioni per la divisione cinematografica della Casa delle Idee, svelando alcuni retroscena inediti.

Sarker, che ha supervisionato e finalizzato i contratti dei talent per film come Captain America: The Winter Soldier, Guardiani della Galassia, Iron Man 3, Avengers: Age of Ultron e Thor: The Dark World, ha parlato nel dettaglio della scelta della compagnia di non stringere più accordi per molteplici film con gli attori dell’MCU, spiegando per quale motivo i Marvel Studios hanno preferito cambiare approccio per quanto riguarda gli accordi:

“Ne abbiamo parlato nel settimo episodio di Better Call Paul. Sono rimasto sorpreso di sentire che Oscar Isaac ha siglato un accordo per una sola stagione [di Moon Knight], perché quando ero alla Marvel – cinque o sei anni fa – i contratti con gli attori erano significativamente più lunghi. C’erano spesso opzioni per i film, opzioni per sequel e prequel, opzioni per dei cameo e altre opzioni per franchise, e spesso per la televisione. La Marvel, per via della natura interconnessa delle sue storie e per il fatto che sta producendo contenuti sfruttando generi diversi e forme diverse di medium, ha bisogno di molta flessibilità. Ma vogliono anche una certa prevedibilità contrattuale per essere in grado di dire ‘Se ci serve che questo personaggio appaia in una serie TV, non possiamo fare dei recasting ogni volta…’ La struttura dell’opzione conferisce loro molta flessibilità per quanto riguarda il costo sapendo che ci sarà continuità tra l’attore che interpreta lo stesso ruolo nel film e nella serie TV… ed è questo che i fan apprezzano. Ci sono chiaramente dei benefici dal punto di vista di uno studio.”

“Detto questo, come ha detto Kevin [Feige] l’anno scorso, stanno privilegiando accordi a breve termine perché non vogliono che gli attori si sentano forzati ad essere nei loro film… è un impegno importante. Abbiamo parlato di questo nel podcast. Se stai offrendo il ruolo a delle persone che stanno appena iniziando con l’MCU, essi siano attori affermati come Oscar Isaac o Joaquin Phoenix, e offri loro un accordo per dieci opzioni che potrebbe richiedere un decennio della loro vita… È un grosso impegno. I film Marvel sono progetti ad alto budget, non sono necessariamente annuali, ma devi restare in forma, devi avere una giusta alimentazione, devi essere nelle condizioni fisiche per realizzare questi film e non è una cosa facile da mantenere. Voglio dire, guardate Chris Hemsworth. Ha interpretato Thor per un decennio, e questo ha fatto molto bene alla sua carriera perché ha realizzato altri film nel frattempo, ma rimane comunque un impegno importante… anche se non so se l’avrebbe fatto in un altro modo.”

“Ma penso che quello che Kevin stesse cercando di dire, anche se non ho parlato con lui a tal riguardo, è ‘Vogliamo adottare un approccio più flessibile e amichevole.’ A questo punto la Marvel si è affermata come il principale generatore di franchise, quindi se vuoi far parte di quel successo incredibile, grandioso, a loro farà piacere averti, ma non vogliono che qualcuno si senta obbligato a farlo. Penso che ciò renda più facile concludere gli accordi. È più ragionevole un contratto per tre o quattro opzioni. E poi, dopo quattro film, se le cose funzionano e se tutti vogliono ancora lavorare insieme, grandioso. Ma quella certezza è un cambiamento rispetto a com’erano le cose quando ero lì.”