Durante la produzione del primo film sui Vendicatori del 2012, il produttore Kevin Feige stava per abbandonare la Marvel per via della mancanza di diversità nei loro progetti.

Il successo dei Marvel Studios è dato da moltissimi fattori: registi, personaggi, storie, attori e soprattutto un singolo uomo, che ha iniziato come semplice produttore ma che ha scalato le gerarchie fino a diventare il presidente della compagnia (e non solo): Kevin Feige.

Il suo lavoro inevitabilmente ha cambiato pesantemente il genere supereroistico e più in generale l’industria dell’intrattenimento, dando vita al franchise più redditizio della storia del cinema.

Sotto la guida del loro presidente, i Marvel Studios sono riusciti rivoluzionare l’industra pianificando le loro mosse con estrema precisione e credendo nel potenziale dei loro personaggi, senza volerli snaturare eccessivamente quando non ne hanno bisogno (tranne alcune sviste), adattandoli però al medium cinematografico, che ancora oggi come un tempo è influenzato dalla controparte cartacea, che influenza a sua volta. Dopo l’incredibile successo ottenuto con i Marvel Studios, Feige è stato nominato direttore creativo dell’intera Marvel e lavorerà quindi anche con il settore dei fumetti e con quello di televisione e animazione.

In passato però, quando era ancora un “semplice” produttore, stava per abbandonare la Marvel per un motivo ben preciso: la mancanza di diversità nei loro film dovuta alla gestione Ike Perlmutter – CEO di Marvel Entertainment nonché uno dei principali azionisti Disney.

Nel corso di una recente intervista, Mark Ruffalo (che interpreta Bruce Banner/Hulk nel MCU) ha infatti raccontato un retroscena: Feige stava per lasciare Marvel durante le riprese del primo Avengers nel 2011 e aveva pianificato un ultimo incontro con Disney per spingere per un film con una protagonista femminile:

Quando abbiamo fatto il primo Avengers, Kevin Feige mi ha detto “ascolta, potrei non essere qiù qui domani”. Pensava “Ike [Perlmutter, azionista principale Disney] è convinto che nessuno andrà mai al cinema a vedere un film su una supereroina donna.” 

Mi ha detto “quindi, se domani sarò ancora qui, saprai che ho vinto quella battaglia.”

Quello è stato il punto di svolta, Kevin ha sempre voluto eroi di colore, donne e personaggi LGBT. Quest ha cambiato l’intero universo Marvel. Ora ci sono supereroi di colore, omosessuali – presto uscirà il film su Scarlett Johansson, ma è uscito anche Captain Marvel, presto faranno She-Hulk. Nessuno studio è mai stato così inclusivo da questo punto di vista.

La cultura è sempre avanti rispetto alla politica.

Lo stesso Feige ha rischiato di abbandonare la compagnia anche nel 2015 a seguito di altri dissidi con Ike Perlmutter, a seguito dei quali la Disney è intervenuta e ha fondato i Marvel Studios, che da quel momento non hanno più risposto a Marvel Entertainment di Perlmutter, ma soltanto ai The Walt Disney Studios.

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