Dopo essersi scagliato contro Joss Whedon, Ray Fisher ha tirato in ballo anche il produttore e CCO della DC Geoff Johns, incolpandolo di aver minacciato la sua carriera.

Come ben saprete Justice League del 2017 ha avuto una produzione a dir poco travagliata: dopo l’abbandono di Zack Snyder per una tragedia familiare, la Warner Bros. ha ingaggiato Joss Whedon ed ha rimaneggiato completamente la versione originale del regista in pochi mesi, senza rinviare il film e tagliando gran parte di esso.  Dello sviluppo durante la gestione di Joss Whedon è trapelato ben poco in questi anni, il regista non ne ha mai parlato apertamente e non ha neanche partecipato al tour promozionale, ma lo scorso mese Ray Fisher ha portato alla luce alcune rivelazioni che hanno fatto ampiamente discutere: il trattamento di cast e crew sul set da parte di Whedon è stato disgustoso, offensivo, non professionale e del tutto inaccettabile.

Fisher non ha approfondito il discorso a causa di vincoli legali ed il regista non ha mai risposto alle accuse, ma ora l’attore è tornato ad aggiungere nuovi dettagli sulla sua esperienza con Justice League scagliandosi questa volta contro Geoff Johns, allora produttore del film e Chief Creative Officer di DC Comics:

Durante le riprese aggiuntive di Justice League a Los Angeles, Geoff Johns mi ha chiamato nel suo ufficio per sminuire i miei tentativi (e del mio agente) di esporre dei reclami alla corretta catena di comando. Poi ha fatto una velata minaccia alla mia carriera.

Questo comportamento non può continuare ad esistere.

In sintesi, stando a queste dichiarazioni, l’attore si è reso conto del fallimento a cui stavano andando incontro con questa versione del film ed ha provato a notificarlo ai “piani alti”, ma è stato minacciato da Geoff Johns.

Al momento il produttore non ha ancora risposto alle accuse; vi terremo aggiornati.

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