Dopo anni, Joss Whedon racconta tutta la sue versione delle riprese di Justice League, rispondendo alle accuse di Gal Gadot e di Ray Fisher.

Dopo anni di attesa, speranze, petizioni e finte smentite, a marzo dello scorso anno è uscita su Sky la Zack Snyder’s Justice League, film che mostra l’opera completa del regista senza i pesanti tagli imposti dalla Warner. Nel 2017 Snyder abbandonò infatti la regia di Justice League a causa di una tragedia  familiare e venne sostituito da Joss Whedon che, oltre a realizzare una versione pessima del film demolita dalla critica e dai fan, venne accusato da Ray Fisher e altri attori di comportamenti inopportuni e poco professionali sul set.

Come molti di voi sapranno, l’interprete di Cyborg ha spiegato infatti che Whedon ha trattato cast e crew del film in modo disgustoso, offensivo, non professionale e del tutto inaccettabile, raccontando tutto quello che è successo sul set in un lungo approfondimento pubblicato da THR.

Ora, nel corso di una lunga intervista con il NY Magazine, Joss Whedon ha rotto il silenzio sulle riprese aggiuntive di Justice League, smentendo le accuse di Gal Gadot e di Ray Fisher e citando anche i fan di Zack Snyder per avergli messo contro il cast ed il resto di internet pur di preservare e difendere la visione originale del regista.

Andando con ordine, tutto è iniziato quando i produttori hanno detto a Whedon che il suo ruolo sarebbe stato esclusivamente quello dello sceneggiatore di Justice League, ma ai suoi occhi era chiaro che la major aveva perso fiducia nella visione di Zack Snyder. Subito dopo il lutto del regista, Warner ha affidato l’intero progetto in mano al regista, organizzando una sessione aggiuntiva di 40 giorni.

Sin da subito la situazione con il cast era estremamente tesa: non solo doveva imporre una nuova visione per il loro lavoro (ormai completo), ma anche un modo diverso di recitare. Dove Snyder lasciava molta più libertà con la sceneggiatura, incoraggiando gli attori ad improvvisare, Whedon gli imponeva di attenersi fedelmente allo script ed alle battute che aveva preparato. Il tempo era poco, il lavoro da fare fin troppo.

Gal Gadot ad esempio lo ha accusato di non capire minimamente come funzionavano i film di supereroi, nonostante ai tempi The Avengers ed Avengers: Age of Ultron erano in cima ad ogni classifica di incassi.

Secondo un membro della crew, ad un certo punto Joss Whedon ha messo in pausa la produzione annunciando a gran voce:

Non avevo mai lavorato con un gruppo di attori così maleducati

Questo è stato un sentimento reciproco con alcuni membri del cast e, come ben saprete, Ray Fisher si è lamentato più volte del regista. Fisher ha scritto in prima persona il suo Cyborg insieme a Zack Snyder, mentre Whedon ha ridotto estremamente il suo ruolo (eliminando passato e legami con la famiglia) e riducendolo – secondo l’attore – ad uno stereotipo. Inoltre, Whedon non ha mai accettato alcun tipo di suggerimento.  Come riportato lo scorso anno da THR, il regista avrebbe detto a Fisher: “mi stai dando dei suggerimenti… e io non prendo suggerimenti da nessuno, neanche da Robert Downey Jr.”

Parlando delle presunte minacce alla carriera nei confronti di Gal Gadot, Whedon sostiene di non essere stato compreso e che non voleva certo minacciarla:

Non minaccio le persone, chi lo fa?

L’inglese non è la sua lingua materna ed io tendo a parlare in modo molto elaborato.

Il regista ha quindi fatto un esempio, spiegando che i due discusso su una scena che voleva tagliare e che scherzando le ha detto “se vuoi liberarti di me, legami ai binari del treno e fai schiacchiare ripetutamente il mio cadavere“… ma l’attrice ha capito che si trattava di una minaccia nei suoi confronti e che doveva essere lei quella legata ai binari, riportando la discussione alla Warner Bros.

Hanno insinuato che le avrei detto qualcosa sul suo cadavere legato ai binari…

Chiamata in causa dall’intervistatore, Gal Gadot ha spiegato di non essere d’accordo con questa versione dei fatti, aggiungendo però un criptico “capisco perfettamente”.

Whedon ha quindi commentato le accuse di Ray Fisher di aver “modificato il colore della pelle di Cyborg tramite color correction” dato che non apprezzava quella dell’attore:

Di tutte le cose successe nel 2020, quello è stato il punto di non ritorno. Nessuna delle sue accuse è vera. Parliamo di un personaggio malvagio, parliamo di un attore pessimo in entrambi i sensi.

Whedon è rimasto stupefatto da queste dichiarazioni: tutto quello che aveva fatto era rendere il film più “acceso e luminoso“, alterando leggermente l’illuminazione sui volti di tutti gli attori. 

Parlando del ruolo di Cyborg, il più stravolto dell’intero montaggio, Whedon ha spiegato che “logicamente la sua storia non aveva senso” definendo quindi la recitazione di Ray Fisher come “pessima“. Secondo alcune fonti interne alla Warner, il regista non era l’unico a pensarla in questo modo e ad ogni test screening, gli spettatori ed i dirigenti avevano definito Cyborg il personaggio peggiore del film.

Infine, parlando di come l’intero mondo del web si sia sbagliato contro di lui, Whedon ha spiegato che una parte dei sostenitori di Snyder hanno manipolato l’intero mondo del web pur di preservare la visione originale del regista:

Non so come sia iniziato tutto ciò, ma so che è stato fatto in nome di una persona.

Non gliene frega un cazzo del femminismo. La mia ex moglie mi aveva bersagliato, accusandomi del falso… e le persone hanno manipolato queste accuse in modo cinico.

Le prime persone su Internet mi hanno santificato ai tempi, mentre internet moderno mi ha distrutto. Una simmetria perfetta.

Piccola nota finale: Ray Fisher non ha mai risposto alle richieste da parte del sito di rilasciare un comunicato, quindi presumibilmente si esporrà presto su Twitter.

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