Il Clown Principe del Crimine si ripresenta online per il trailer finale del suo film standalone in uscita il 3 ottobre, analizziamolo nel dettaglio per capirlo al meglio.

Joker è in arrivo.

Questo genere di frase una volta destinato solo alla finzione è ormai possibile anche nella realtà, grazie al film dedicato al Clown Principe del Crimine, per la regia di Todd Phillips con protagonista Joaquin Phoenix, in arrivo nelle nostre sale il 3 Ottobre di questo 2019, lo stesso film il cui trailer finale è stato rilasciato poco fa sia in Italiano (dove scopriamo che nel ruolo del Joker ritornerà Adriano Giannini che lo aveva già interpretato ne Il Cavaliere Oscuro) che ovviamente in lingua originale.

Questo trailer non sembra essere pregno di reference ed easter eggs, ma una cosa è sicura: ci trasmette molto per quanto riguarda quello che potrebbe essere il tono del film, soprattutto se si uniscono i pezzi del mosaico con il trailer precedente.

Quindi procediamo senza indugio e analizziamo il trailer finale di Joker, per scoprire fin dove si spinge la follia di un Giullare dell’Ade che deve ancora trovare la sua strada.

Gotham City

Il trailer inizia con un’inquadratura che ci mostra il lato meno glorioso e maestoso di Gotham City. Vicino a noi non ci sono né grattacieli moderni alla Nolan, né strutture gotiche alla Burton, né tantomeno gargoyles fumettistici, tutto ciò che riguarda la Gotham iconografica è lontana all’orizzonte, perché noi e di conseguenza anche Arthur Fleck, il futuro Joker ci troviamo in quelli che potrebbero essere i bassi fondi della città dominata dal crimine, per la precisione in un autobus.

Il Pagliaccio Amichevole

Vediamo poi Arthur, una persona che come ci è stato mostrato nel trailer precedente è schiacciata e oppressa dalla società, nonostante il suo desiderio dettato dagli insegnamenti dell’ormai anziana madre di far ridere le persone, in quanto lei ha sempre creduto che fosse destinato a portare gioia nel mondo. Ed è in questo caso un bambino il bersaglio degli intenti benefici di Arthur, che sull’autobus lo fissa mentre il protagonista si cimenta in buffe espressioni mostrandoci le sue abilità da pagliaccio, che come vedremo verso la fine del trailer utilizza spesso per far sorridere i bambini.

Sfortunatamente però, veniamo riportati alla realtà in quanto la madre del bambino, visibilmente preoccupata dal fatto che uno sconosciuto su un autobus stia giocando con il figlio, gli dice di smetterla di infastidirlo, ed è visibile l’impatto che la situazione ha su Arthur, in quanto lo vediamo frettolosamente scusarsi e ritrarsi nella vergogna, visto il malinteso che lo ha ovviamente messo sotto una cattiva luce.

Questa situazione sarà uno stress troppo grande da sopportare per Arthur. Vediamo che sulle sue sopracciglia c’è ancora del trucco blu e possiamo notare delle macchie di bianco, quindi possiamo intuire che fosse tornato da una giornata di lavoro come clown, ma ciò che non ci aspettiamo e che sicuramente non si aspetteranno neanche i passeggeri sull’autobus, è la sua reazione assente dal trailer, ma mostrata in una foto rilasciata non molto tempo fa, dove vediamo il suo volto contorcersi, in quella che potrebbe essere un’incontrollabile risata che cercherà di arrestare per non spaventare le persone intorno a lui, ma che non riuscirà a fermare, più avanti parleremo del perché.

La discesa nella follia?

Ci vengono mostrate poi diverse inquadrature, una di Arthur al passeggio probabilmente verso casa, ed è forte il simbolismo che ci era già stato anticipato nel trailer scorso, in quanto l’inquadratura lo mostra a passeggio per una discesa mentre la notte si avvicina. Un tipo di inquadratura che trasmette emozioni, trasmette la sensazione di qualcosa di non proprio positivo in corso (rimanendo in tema, basti guardare le inquadrature utilizzate per i villain nella serie TV Batman con Adam West, per comprendere l’effetto di disagio che un’immagine del genere può intenzionalmente provocare), questa particolare prospettiva e ambientazione potrebbe comunicare la situazione che Arthur sta vivendo, come se stesse pian piano scendendo tra le tenebre.

Lo spettacolo deve continuare

Ci viene poi svelato il mistero di cosa Arthur stesse facendo nell’inquietante inquadratura del trailer scorso, dove vedevamo la sua schiena tumefatta ed il suo corpo intento ad allargare qualcosa il cui suono ricordava il cuoio. La soluzione è semplice: il protagonista sta allargando le sue scarpe da clown, nonostante le evidenti percosse ricevute poco tempo prima, i cui segni sono visibili anche in questo trailer.

Una risata particolare

Assistiamo poi ad un momento di grande importanza, quello in cui lo seguiamo in un corridoio mentre la sua esplosiva risata risuona durante il tragitto; ma chi ha prestato attenzione alle dichiarazioni rilasciate dall’attore sa perché questa risata si interrompa così bruscamente.

La dichiarazione esplicativa sulla storia che si nasconde dietro quella risata è la seguente:

Sono partito da qui. Ho visto dei video che mostravano persone affette da risata patologica, una disfunzione psichica che rende incontrollabile la mimica.

Ricongiungendoci quindi a quanto detto prima riguardo la scena sull’autobus, è quindi chiaro che Arthur abbia dovuto convivere con questa inquietante (per le persone inconsce della situazione) patologia, con questa maledizione. Sarà quindi questa la base da cui la madre, magari quando Arthur era più giovane, ha cominciato ottimisticamente, magari per provocare dell’ottimismo nel futuro Joker, ad indirizzarlo verso la strada di qualcuno che porta gioia nella vita delle altre persone? Lo scopriremo guardando il film.

Una brutta notizia

Poco prima nel trailer viene detto da una voce, la voce di quella che probabilmente se non sicuramente è la psicologa, che avverte Arthur di avere una brutta notizia per lui e la notizia in questione riguarda il fatto che non potranno più continuare le loro sedute. Al che il futuro Giullare dell’Ade risponde parzialmente spazientito, ma principalmente disilluso, con la seguente dichiarazione:

Lei non mi ascolta. Mi fa sempre le stesse domande ogni settimana: “come va il lavoro?”, “hai avuto dei pensieri negativi?”. Sono soltanto negativi, i miei pensieri.

Una frase di grande potenza, che aumenta perché l’inquadratura del dialogo viene intervallata dalle già mostrate scene di Arthur che viene picchiato in un vicolo da un gruppo di teppisti, passando poi ad un’altra in cui solitario nella sua cucina, illuminato da una luce fredda è riflessivo, con in sottofondo una colonna sonora degna di un thriller, concludendo il tutto con il visibile sconforto e forse anche paura della dottoressa che lo ha in cura.

Re per una notte, Giullare per una vita

Passiamo poi alla presentazione del personaggio di Robert De NiroMurray Franklin, conduttore di un evidentemente amato Late Show che schernisce Arthur in televisione prendendo di mira una registrazione di uno spettacolo comico.

Il titolo di questa sezione non è casuale, in quanto una delle fonti di ispirazione per questo film e sicuramente per la presenza di De Niro stesso è il film di Martin Scorsese Re per una notte, dove il famoso attore Italo-Americano interpretava il ruolo di Rupert Pupkin, un aspirante comico ormai adulto che vive ancora con la madre, ed è ossessionato dall’idea di partecipare al programma televisivo The King of Comedy condotto da Jerry Langford, conduttore e comico di cui Pupkin è ossessionato e con cui si immagina persino conversazioni in amicizia, ma anche in realtà non ha interesse a considerarlo come comico per il suo show.

Ci sono diversi parallelismi da fare con il film di Scorsese, con il personaggio di Pumpkin e con la sua voglia di apparire in TV con il conduttore che idolatra, uno di quest’ultimi qualora fosse effettivamente parte del film, potrebbe spiegare come mai il personaggio di De Niro sia in possesso di quella registrazione: Arthur, probabilmente desideroso di partecipare alla sua trasmissione, potrebbe aver inviato la sua audizione soltanto per finire schiacciato e deriso dal mondo per l’ennesima volta. Ma è qui, nel momento in cui Franklin schernisce Arthur di fronte a tutta l’America, mentre il protagonista è in ospedale dove sua madre è stata ricoverata, che la musica prende una piega sinistra ed al contempo epica, come se ci stessimo avventurando per un inquietante e spaventosamente spettacolare viaggio.

“Siamo tutti Clown”

Assistiamo ad una carrellata di scene dove questa colonna sonora spaventosa ed energica ci accompagna nella caduta non solo di Arthur, ma anche di Gotham nella follia. Vediamo il personaggio di Zazie Beetz, Sophie Dumond parlare al futuro Joker in modo generico di come tutto sia “uno schifo”. Vediamo i rivoltosi di Gotham City vestire i panni dei pagliacci o per citare Batman Beyond dei Jokers, ispirati da qualcuno, da qualcosa. Questo trailer ci mette di fronte ad una nuova prospettiva: nel film sarà Arthur ad indossare i panni del Clown Principe del Crimine per primo, o verrà ispirato da una rivolta di Clown pronti ad attaccare il male della città? Secondo chi vi scrive l’ipotesi più probabile è la prima, ma il montaggio di questo trailer è alquanto ambiguo sulla questione.

Un dettaglio importante ci viene mostrato nel momento in cui Arthur, dal volto fiero e ben vestito, con un abito molto simile a quello del Joker, osserva attorno a sé. Potrebbe per caso essere un’inquadratura direttamente dalla seconda parte, se non addirittura dalla fine del film stesso, in cui il comico ha ormai preso l’uscita di sicurezza della follia, perdendo completamente sé stesso nel Joker?

Lo vediamo anche armeggiare, sperimentare con un pennello di trucco bianco, arrivando addirittura a spalmare parte del trucco sulla sua lingua, come se volesse truccare anche ciò che c’è dentro di lui, mascherarsi completamente, per rivelare la sua vera natura.

Rivoluzionario o ego-maniaco?

Se le diverse dichiarazioni e lo scorso trailer hanno lasciato intendere che bene o male questo film tratterà di una figura rivoluzionaria, quasi eroico-tragica a capo di una rivoluzione, questo trailer ci pone di fronte ad una prospettiva che potrebbe rivelarsi più interessante, grazie ad una semplice frase:

Non ho mai saputo se esistevo veramente, ma esisto…e le persone iniziano a notarlo.

Una frase che ci fa porre una questione: sarà il fine ultimo di questo Joker quello di cambiare davvero il sistema, o anche solo di vendicarsi per i torti subiti, oppure quello di apparire, gettando alle fiamme l’intero mondo solo per essere visto? Vedremo il cammino di qualcuno che vuole raddrizzare dei torti e finisce per cadere dalla parte delle tenebre nel farlo, oppure di qualcuno che passa dal voler portare felicità alle persona al rendersi conto di essere felice solo mentre il mondo lo guarda, anche se per essere visto deve mettere al rogo lo stesso mondo e le stesse persone che sono ormai il suo pubblico?

Forse nessuna delle due, forse entrambe, per ora niente è chiaro, ma una cosa è certa: come detto in The Killing Joke, se il Joker deve proprio avere un’origine è meglio che sia una scelta multipla.

La caduta di Gotham e l’ascesa del Joker

Vediamo Arthur baciare Sophie, lo vediamo ridere in faccia a Thomas Wayne, l’uomo contro cui la sua rivoluzione (che sia vera o solo un pretesto) sta marciando, che cede ai suoi istinti e lo colpisce con un pugno. Vediamo Gotham in preda ad un’ondata di criminali pagliacci, vediamo gli agenti che inseguivano Joker venire assaltati da decine di Jokers nella metro, ed in conclusione arriva il momento in cui Arthur conia il suo nuovo, vero nome, il momento in cui finalmente fa a Franklin, che lo ha invitato finalmente nel suo show, probabilmente in quanto folle fenomeno culturale sulla bocca di tutti a Gotham City, la seguente richiesta:

Ah Murray, un piccolo favore: quando mi farai entrare, mi annunceresti come Joker?

Un momento che da inizio ad un ancor più grande carrellata di inquadrature che ci mostrano diversi, partendo da dettagli interessanti come l’uso dello stesso font che in precedenza era stato utilizzato per Batman: The Animated Series per il logo della trasmissione di Murray Franklin.

Passando a momenti in forte contrasto tra loro, come Arthur che allegro fa da clown per dei bambini ricoverati in ospedale e che successivamente picchia a morte qualcuno in un vicolo.

Vediamo poi un gruppo di Jokers intenti a fare una rivolta di fronte al Monarch Theater (il cui nome può essere letto se si guarda con attenzione in alto), il cinema in cui Bruce Wayne ed i suoi genitori andranno la notte in cui questi ultimi verranno uccisi, dando vita a Batman. Vedremo forse anche quell’iconico momento nel film?

Passando dalla lenta camminata di Joker per l’uscita della metro al tranquillo gesto di presentazione di Murray per il Joker, arriviamo al tanto atteso momento del suo debutto in scena che inevitabilmente, conclude questo trailer.

In conclusione

Questo trailer da una nuova prospettiva sulla pellicola, ci mostra un lato più folle, egocentrico e non curante del personaggio che vedremo in questo film e ci trascina insieme a lui in una spirale di follia, solo per chiuderci la porta in faccia quando più desideriamo vederne ancora, proprio come ogni buon trailer dovrebbe fare.

Non ci resta quindi che attendere l’uscita di Joker il 3 Ottobre per scoprire, tra le tante cose, quale sarà la vera natura del personaggio in questa pellicola ed in conclusione, che genere di spettacolo darà una volta salito sul palcoscenico.