Ancor prima dell’uscita di Morbius al cinema, Sony ha scatenato una gigantesca polemica sui social a causa di alcune dichiarazioni che hanno fatto infuriare i fan.

In questi giorni abbiamo letto parecchie dichiarazioni a dir poco discutibili da parte del team creativo di Morbius, semi-contraddittorie con precedenti interviste e con il fine ultimo di stuzzicare i fan sulla scena post-credit e sulle connessioni con Spider-Man e sui Sinistri Sei. Tutto questo noncuranti minimamente degli spoiler,  ad una sola settimana dall’uscita.

Inevitabilmente questa mossa si sta ritorcendo contro la compagnia e tantissimi fan si sono scagliati contro la major, minacciando di “boicottare” il film e chiedendo a gran voce il ritorno dei diritti di Spider-Man e dei suoi personaggi ai Marvel Studios.

È triste pensare che, ancor prima dell’uscita del film, si sia creata una netta spaccatura tra la Sony e tantissimi fan Marvel, che stanno mettendo in discussione l’intero universo Sony sui villain di Spider-Man, ovvero l’SSU.

La scelta di rovinare al mondo intero buona parte di un film, ingannandoli anche con delle sequenze mostrate nel trailer ed assenti dal montaggio finale solo per stuzzicare sul futuro del franchise è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Il messaggio che sta arrivando ai fan tra Venom, il suo sequel e presumibilmente Morbius – ancora non è uscito, ma le premesse, le dichiarazioni di chi lo ha visto ed il tentativo di spostare l’attenzione sulle post credit parlano chiaro – è questo: a Sony non interessa nulla dei personaggi e delle loro storie, ma vuole solo proporre film estremamente commerciali senza prendersi il minimo rischio e proponendo una formula quantomai attempata.

Il modus operandi della compagnia emerge perfettamente dall’intervista del regista Gabriele Mainetti concessa a Dario Moccia, durante la quale ha parlato del suo potenziale coinvolgimento con Venom prima della firma di Ruben Fleischer.

Decide il chairman della società [Tom Rothman], soprattutto su queste proprietà gigantesche. Io ho fatto i vari incontri con i produttori, con il vice-presidente e con il chairman e mi sono presentato con una slide in cui gli raccontavo “questo è il film”. Voi volete una sorta di Big Hero 6 scorretto che scivola nel Buddy movie alla Arma Letale, ma non avete anche il coraggio di fare come Arma Letale. Io volevo dottor Jekyll e Mr.Hyde, dobbiamo ragionare su questo, dobbiamo andare nel dark. […] Mi hanno detto “guarda, la nostra platea deve essere gigantesca”; il loro è un film pensato ad una tavola rotonda dove partecipano 50 persone”. […] Io sono un fanatico dell’horror, volevo farlo molto horrorifico, loro invece volevano un PG-13, mi hanno detto che non potevo farlo Rated-R.

Fondamentalmente, Sony cerca un prodotto blando e piatto, non vuole scegliere un regista appassionato ed intenzionato a rischiare per il bene del personaggio, tenendo conto che il rischio non riguarda direttamente fare qualcosa di scorretto, ma a volte si basa anche solo semplicemente sul rimanere fedeli allo spirito iconico di ciò che si sta trattando.

Proporre un Venom vietato ai minori realmente violento, un vero e proprio horror sci-fi (come era stato definito al momento dell’annuncio del progetto) sarebbe stato un rischio maggiore sicuramente, anche a livello economico, ma probabilmente il risultato finale sarebbe stato più memorabile di quello uscito al cinema.

Venom 3 Venom: La Furia di Carnage

Il rischio di raccontare – per fare un esempio che rimane in questo territorio – una storia dedicata a Spider-Man nella quale per una buona parte del film il protagonista è senza poteri e cerca di rimettere insieme i pezzi di una vita che lui stesso ha sempre più incrinato per tenere fede alla sua morale, invece di giocare tutto sull’azione adrenalina non-stop.

Principalmente, Sony vuole fare leva su tre elementi: le connessioni con Spider-Man, la costruzione dei Sinistri Sei (la loro versione degli Avengers o della Suicide Squad, un progetto che provano a proporre sul grande schermo ormai da tempo) e l’attore ben noto scelto per interpretare questo villain-trasformato-in-eroe-complesso.

Leggendo svariati commenti sui social, la sensazione è che anche i fan più accaniti abbiano notato la più totale assenza di passione da parte della Sony e dei suoi addetti ai lavori, al punto che il regista di Morbius ha confuso il mantello che il villain porta nei fumetti con un pittoresco alone viola che genera quando vola, inserendo quest’ultimo nel film!

Come potrebbe migliorare la situazione la compagnia? La soluzione è “in casa”, stiamo parlando di Spider-Man: Un Nuovo Universo, sviluppato da Sony Pictures Animation (una divisione di Sony Pictures Entertainment) che ha convinto appieno critica e pubblico.

Spider-Man: Un Nuovo Universo 2

Il segreto di questo film? Una trama rischiosa e ambiziosa sviluppata con grande passione da Phil Lord e Christopher Miller, il team creativo giusto al momento giusto, ai quali la compagnia ha concesso (per loro ammissione) le più totali libertà creative.

Rimanendo in tema “adattamenti Marvel legati ad un universo condiviso”, come non citare l’Universo Cinematografico Marvel, dove ovviamente le anticipazioni per il futuro trovano ampio spazio (hanno fatto la loro fortuna sulla coesione tra progetti), ma allo stesso tempo si percepisce l’amore di Feige e della compagnia per la stragrande maggioranza di questi personaggi. I registi (soprattutto ultimamente) provano a proporre qualcosa di più coraggioso, con una visione ben delineata che in alcuni casi si concretizza, mentre in altri casi no.

Non a caso, sempre più attori e registi hanno ammesso di essere rimasti sorpresi da quante libertà creative gli abbia concesso Kevin Feige, mentre invece Sony sembra intenzionata a supervisionare  e gestire attentamente ogni singolo progetto, come testimoniano appunto le parole di Mainetti.

Inoltre, con Sony i fan non hanno mai percepito la passione verso questi progetti, che sia Venom o Morbius (e non a caso, il secondo capitolo dedicato al Simbionte ed il film sul Vampiro Vivente non sono mai stati promossi per la validità della trama o dei personaggi, bensì per le connessioni con Spider-Man).

Se non ci credono loro, perché deve crederci il pubblico?

Tornando a Morbius, inevitabilmente le stime al box office sono diminuite a seguito di questo “autosabotaggio” del regista e per i commenti estremamente negativi provenienti dalle anteprime stampa e dei fan. Questo ovviamente è un problema anche per gli addetti ai lavori e per le case cinematografiche, ma inevitabilmente la compagnia prima o poi dovrà fare i conti con questa scissione con i fan.

Quando usciranno le recensioni vere e proprie, sicuramente la produzione ed il cast esclameranno “si tratta di un film fatto per i fan”… ma i fan vogliono sul serio questo?

La speranza è che la major riesca a portare sul grande schermo delle storie realmente valide con una buona dose di rischio già con il film su Kraven, che si trova in produzione ed uscirà a gennaio 2023. La strada da fare è tanta, ma confidiamo che una compagnia importante come Sony possa apprendere dai propri (palesi) errori e migliorarsi film dopo film, anche se non tutti i produttori sembrano aver imparato dal passato.